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Il Premio Sparti 2026 porta ad Ascoli Piceno una mappa dell’arte nata in periferia

Al Forte Malatesta la mostra Dove finisce la città, curata da Alex Urso, riunisce oltre venti artisti che lavorano fuori dai grandi centri, interrogando il senso della produzione artistica nei territori marginali e il rapporto tra arte, impresa e contesto locale

Jenny Dogliani

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Torna ad Ascoli Piceno il Premio Sparti. La sua quinta edizione prende le mosse da una domanda precisa: che cosa significa oggi scegliere di lavorare lontano dai grandi centri dell’arte? A sei anni dalla pandemia, quando si era diffusa la retorica del “ritorno ai borghi”, la nuova edizione vuole verificare che cosa è rimasto di quella spinta e quali pratiche si sono realmente consolidate nei contesti periferici. Promosso da Impresa Sparti, azienda con sede ad Ascoli Piceno attiva nel settore delle costruzioni e dei lavori pubblici, impegnata in interventi infrastrutturali, edilizia civile e recupero del patrimonio, nasce come un progetto culturale di investimento nella produzione e nella circolazione dell’arte contemporanea, con un’attenzione specifica al contesto locale ed è l’estensione di un approccio all’impresa che non riguarda solo la costruzione materiale, ma anche la produzione nel territorio di contenuti e relazioni. Dal 23 maggio al 28 giugno 2026, gli spazi del Forte Malatesta ospitano la mostra «Dove finisce la città», a cura di Alex Urso, fulcro del Premio. Il progetto riunisce oltre venti artisti accomunati dalla scelta di operare in territori marginali, intesi non solo come luoghi geografici ma come condizioni operative, poetiche e metodologiche. Nato nel 2022 da un’idea di Simone Sparti e Zeno Rossi, il Premio si è progressivamente affermato come piattaforma capace di mettere in relazione esperienze artistiche sviluppate fuori dai principali poli istituzionali, mantenendo un forte legame con il territorio ascolano. Anche quest’anno il programma include mostre, incontri pubblici e iniziative diffuse, con un’estensione che supera i confini cittadini.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni. Essere oltre raccoglie artisti attivi in contesti di provincia su scala nazionale, mettendo in evidenza ricerche sviluppate lontano dai centri maggiori. Essere qui si concentra invece sul contesto marchigiano, restituendo una ricognizione delle pratiche presenti sul territorio. Essere altro, ospitata negli spazi del Frida Museum e co-curata con Caterina Angelucci, riunisce cinque artisti under 35 che affrontano il tema della marginalità da una prospettiva identitaria, sociale e culturale. Le tre sezioni funzionano come nuclei autonomi ma interconnessi, costruendo un racconto che mette in relazione territori e generazioni, attraverso un continuo passaggio tra centro e margine. Accanto alla mostra collettiva, il programma include anche la personale di Wang Yuxiang, vincitore della precedente edizione, con un progetto curato da Niccolò Giacomazzi. Il vincitore del Premio 2026 sarà scelto tra gli artisti under 35 da una giuria composta da professionisti del settore e presieduta da Gabriele Perretta. Il nome sarà annunciato il 28 giugno, in occasione del finissage e della presentazione del catalogo; al vincitore sarà dedicata una mostra personale nell’edizione 2027. Nel corso delle settimane di apertura, il progetto si estende anche ad altri luoghi del territorio marchigiano, coinvolgendo realtà come FIUTO Art Space e Casa Sponge, che per l’occasione diventano sedi satellite del Premio, ospitando incontri e momenti di confronto.

Jenny Dogliani, 27 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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