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Thomas Woodham-Smith, direttore della Treasure House Fair, con i figli a bordo di una Baby Bugatti e di una vettura da Gran Premio Type 39; mostra «The Brilliant Bugattis» alla Treasure House Fair.

Courtesy of Treasure House Fair.

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Thomas Woodham-Smith, direttore della Treasure House Fair, con i figli a bordo di una Baby Bugatti e di una vettura da Gran Premio Type 39; mostra «The Brilliant Bugattis» alla Treasure House Fair.

Courtesy of Treasure House Fair.

Il Surrealismo e i grandi mercanti di antiquariato si ritrovano alla Treasure House Fair di Londra

A novant’anni dalla International Surrealist Exhibition, il Treasure House Fair celebra la nascita del Surrealismo britannico con una mostra storica che intreccia capolavori museali, memoria culturale e tradizione fieristica londinese

Redazione GdA

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Era il giugno 1936 quando la International Surrealist Exhibition sconvolse Londra e ridefinì il linguaggio dell’avanguardia nel Regno Unito. A distanza di novant’anni, Treasure House Fair rende omaggio a quell’evento fondativo con una selezione rara e compatta di opere che raccontano il Surrealismo britannico attraverso i suoi protagonisti.

Dal 24 al 30 giugno 2026, al Royal Hospital Chelsea, la quarta edizione del Treasure House Fair – il principale evento artistico estivo di Londra, con la crema dei mercato di arte antica e alto antiquariato del mondo – presenta una mostra storica di capolavori surrealisti provenienti dalla Southampton City Art Gallery. Le opere, riunite per la prima volta dopo decenni, sono al centro di un progetto espositivo che affianca la presenza di 70 mercanti internazionali di arte e antiquariato, mantenendo saldo il dialogo tra ricerca museale e contesto fieristico. Il riferimento al 1936 non è solo cronologico. In quell’anno, mentre la International Surrealist Exhibition portava a Londra figure come Roland Penrose, David Gascoyne, André Breton e un Salvador Dalí – destinato a entrare nella storia per la sua apparizione in tuta da palombaro – la città viveva una stagione di eccezionale fermento culturale. È a quella stessa energia che la mostra guarda oggi, ricostruendo il contesto in cui il Surrealismo britannico ha preso forma e si è affermato.

Il percorso espositivo riunisce opere di Roland Penrose e Paul Nash, figure centrali nello sviluppo del movimento nel Regno Unito, insieme ai lavori delle artiste Eileen Agar, Ithell Colquhoun ed Edith Rimmington, la cui presenza sottolinea il ruolo fondamentale delle donne nella definizione del Surrealismo britannico. A questi si affiancano opere di artisti di rilievo internazionale come Paul Delvaux, ampliando lo sguardo oltre i confini nazionali senza perdere coerenza storica. La mostra è allestita in uno spazio espositivo dedicato all’interno della sala principale del Treasure House Fair e offre una rara occasione per riscoprire la collezione della Southampton City Art Gallery, una delle più significative raccolte pubbliche britanniche. Le opere esposte sono state conservate mentre la galleria era interessata da un importante programma di restauro, sostenuto dal Southampton City Council e dal Department for Culture, Media and Sport MEND Fund, amministrato da Arts Council England.

Questo momento di visibilità precede la riapertura della Southampton City Art Gallery, prevista per il 7 marzo 2026, che segnerà una nuova fase per l’istituzione con una mostra dell’artista britannica Emma Richardson. Un passaggio che rafforza il legame tra la presentazione londinese e il futuro percorso della collezione. Come osserva Thomas Woodham-Smith, direttore e cofondatore del Treasure House Fair, nel giugno del 1936 la nascita del Surrealismo britannico e lo sviluppo dell’Antique Dealers’ Fair – antesignana delle grandi fiere d’arte selezionate – avvennero in parallelo. Due eventi distinti, ma accomunati dalla stessa effervescenza creativa che ha da sempre caratterizzato la scena artistica londinese. Oggi, a novant’anni di distanza, il Treasure House Fair si inserisce consapevolmente in quella tradizione, riaffermando il ruolo di Londra come luogo in cui storia dell’arte, collezionismo e ricerca continuano a intrecciarsi.

Redazione GdA, 30 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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