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Daria Berro
Leggi i suoi articoliNel 2025 il madrileno Museo del Prado ha accolto più 3,5 visitatori. Un risultato storico che il direttore Miguel Falomir apprezza, ma che non intende surclassare «Non vogliamo che il museo sembri la metropolitana nell’ora di punta», ha osservato. Già così la densità nelle sale è persino superiore a quella del Louvre. Tra le novità del 2026 ci saranno quindi misure volte a rendere la visita «un’esperienza gradevole», che non porti il museo al collasso. Da accessi ottimizzati a gruppi ridimensionati, con un minor numero di partecipanti, a percorsi di visita personalizzati al divieto, già attivo, di fotografare le opere: una misura per poter goderne la vista senza dover farsi largo in «un mare di teste e di braccia». Entro il 2027, ha annunciato Falomir in una conferenza stampa, dovrebbero essere conclusi i lavori di ristrutturazione, avviati nel 2019, della Sala dei Regni del Palazzo del Buen Retiro, che amplieranno la superficie del museo di quasi 9.500 metri quadrati. L’inaugurazione è per il momento prevista nel 2028.
Nel presentare il programma espositivo del 2026 Falomir ha sottolineato l’assenza di «blockbuster» o grandi monografiche, a vantaggio di mostre tematiche. «La maggior parte dei visitatori viene a vedere la collezione permanente. Non dipendiamo dalle mostre temporanee. Questo ci toglie pressione e ci dà maggiore libertà», ha commentato. Il piatto forte, «Alla maniera italiana. La Spagna e il Gotico mediterraneo, 1320-1420» (dal 26 maggio al 20 settembre), è affidato a un curatore interno, Joan Molina Figueras, responsabile della collezione di pittura fino al 1500. Una mostra che il direttore definisce tra le più complesse e ambiziose che gli siano toccate da quando è al Prado. Un centinaio di opere tra dipinti, sculture, oreficerie, manoscritti miniati, disegni, ricami, tessuti di seta, provenienti da istituzioni 31 istituzioni nazionali e 25 straniere, molte delle quali poco note e in alcuni casi mai esposte al pubblico, illustreranno l’influenza dell’Italia sul panorama artistico dei regni spagnoli tra Tre e Quattrocento. «Un tema “inedito”, non solo in termini museologici e museografici ma anche in termini di “letteratura artistica”», ha sottolineato Falomir. Accanto a maestri italiani, come Ambrogio Lorenzetti, Gherardo Starnina, Lupo di Francesco, Barnaba da Modena, Andrea di Petruccio o Geri Lapi, saranno esposte le opere di personalità spagnole, come Ferrer e Arnau Bassa, i fratelli Serra, Pedro de Córdoba o Miquel Alcañiz.
Sarà l'anno delle «tre regine». A Elisabetta Farnese, a cui è stato dedicato un percorso, si aggiungeranno Cristina di Svezia e Maria Anna d’Austria. A dicembre ricorrono i quattrocento anni dalla nascita della regina Cristina di Svezia, studiosa, mecenate e collezionista d'arte; la sua collezione di sculture classiche arrivò in Spagna nel 1724, grazie all'interesse proprio di Elisabetta Farnese. In estate il Prado dedicherà la sala 74 della sua esposizione permanente alla sovrana svedese, esponendovi alcuni degli esempi più significativi delle sculture da lei collezionate. Maria Anna d'Austria (1634-96), grande promotrice artistica del suo tempo, sarà al centro di una mostra (dal primo dicembre al 28 marzo 2027, a cura di Noelia García Pérez, dell’Università di Murcia), che attraverso un centinaio di opere, tra dipinti, sculture, medaglie, tessuti, manoscritti miniati e incisioni, ripercorrerà da un lato l'evoluzione della sua immagine attraverso le diverse fasi del suo potere (consorte, regina madre, reggente; da Velázquez a Claudio Coello, Juan Bautista del Mazo, Carreño Miranda) e, dall’altro, la proiezione di tale immagine in un momento decisivo della monarchia ispanica.
Una piccola mostra, «Rilke e l'arte spagnola» (17 novembre - 7 marzo 2027; curatori Javier Arnaldo, direttore del Centro Studi, e Javier Barón, responsabile della collezione di pittura del XIX secolo), celebrerà il centenario della morte del poeta tedesco (1875- 1926). Rilke aveva uno stretto legame con la Spagna, ed era un grande ammiratore di El Greco, Velázquez, Murillo e Goya.Tema centrale della mostra è il viaggio di Rilke in Spagna tra il novembre 1912 e il febbraio 1913 e, in particolare, i soggiorni a Toledo, Ronda e Madrid, dove visitò il Museo del Prado e l'Armeria Reale. Qui rinnovò il suo entusiasmo per El Greco, il suo interesse per Goya e la sua stima per Velázquez. Tra il 1902 e il 1906 Rilke intrattenne una stretta relazione con il pittore Ignacio Zuloaga, come dimostrano la loro corrispondenza epistolare e l'ammirazione per i suoi quadri che ebbe modo di vedere a Berlino, Dresda, Parigi, Monaco, Venezia e Düsseldorf.
Dal 24 novembre (fino al 7 marzo 2027), la Sala D dell’Edificio Jerónimos ospita la mostra dossier «Hans Baldung Grien», curata da Christine Seidel, Associate Curator of Renaissance Painting alla National Gallery di Londra, e Incentrata sui due dipinti del pittore tedesco (1484/1485 – 1545) conservati nel Prado: «L’Armonia (Le Tre Grazie?)» e «Le Età e la Morte», datate al 1541-44 ca. Entrambe le opere contrappongono le idee fondamentali di una bellezza eterna e della vita terrena e il recente restauro permette di apprezzare i dettagli botanici e la marcata differenza tonale tra le due tavole. La mostra invita a considerare il pittore, formatosi nella bottega di Dürer a Norimberga con cui mantenne stretti legami anche dopo essersi trasferito a Strasburgo, nel contesto più ampio delle tendenze artistiche del Rinascimento tedesco, tra cui spicca l'opera di Cranach.
Non mancheranno due mostre fotografiche, «Il Prado moltiplicato, La fotografia come memoria condivisa», dal 2 febbraio al 5 aprile, e «L'universo dell'artista davanti alla macchina fotografica», dal 13 aprile al 5 luglio, entrambe a cura di Beatriz Sánchez-Torja, mentre con «Prado. XXI secolo», dal 9 giugno al 27 settembre, i curatori Alfonso Palacio ed Elena Cenalmor ripercorrono gli ultimi 25 anni del museo, quelli di maggior crescita.
Jaume Serra, «Vergine di Tobed», 1359-62, Madrid, Museo Nacional del Prado. L’opera sarà esposta nella mostra «Alla maniera italiana. La Spagna e il Gotico mediterraneo (1320-1420)»