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Vincent van Gogh, «Il cipresso e l’albero in fiore», 1889. Acquistato da Fayet il 10 gennaio 1908 dalla galleria Bernheim-Jeune, è rimasto in suo possesso per tutta la vita

Foto © Peter Schälchli

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Vincent van Gogh, «Il cipresso e l’albero in fiore», 1889. Acquistato da Fayet il 10 gennaio 1908 dalla galleria Bernheim-Jeune, è rimasto in suo possesso per tutta la vita

Foto © Peter Schälchli

Il prossimo autunno la Fondation Louis Vuitton riscoprirà la poliedrica e pioneristica figura di Gustave Fayet

Da un lato, fu tra i primi a collezionare opere di Van Gogh, Picasso e Gauguin, dall’altro, realizzò lui stesso oggetti che variano dalla pittura all’acquerello, dalla ceramica ai tappeti, ai libri illustrati e ai tessuti più in generale, perché «collezionare e creare si univano in un unico slancio»

Alessia De Michelis

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Attraverso 767 opere e documenti la Fondation Louis Vuitton di Parigi pone sotto i riflettori una figura per certi aspetti trascurata del passaggio tra Otto e Novecento in ambito artistico, ma che in realtà si è rivelata essenziale nel far emergere l’arte moderna in tutte le sue forme.

Stiamo parlando di Gustave Fayet (1865-1925), un appassionato collezionista, artista, ma anche prolifico creatore, oltre a essere un’instancabile imprenditore e un visionario delle arti decorative. Da un lato, infatti, fu tra i primi a collezionare opere di Van Gogh, Picasso e Gauguin, dall’altro, realizzò lui stesso oggetti che variano dalla pittura all’acquerello, dalla ceramica ai tappeti, ai libri illustrati e ai tessuti più in generale.

Odilon Redon, «Quadriga, il carro di Apollo», 1909 ca. Acquistato da Fayet nel 1910 dalla galleria Bernheim-Jeune

Gustave Fayet, «Marine», s. d.

«Gustave Fayet, collezionista-creatore» (dal 9 ottobre all’8 marzo 2027), a cura di Sylvie Patry con l’aiuto di Angeline Scherf, si inserisce in un più ampio progetto dell’istituzione parigina che mira a riscoprire le «Icone dell’arte moderna», come Sergej Ščuchkin, i fratelli Michail Morozov e Ivan Morozov, e Samuel Courtauld. Grazie alla collaborazione di 64 istituzioni internazionali e 71 collezioni private, la Fondation Louis Vuitton è riuscita a ricostituire la raccolta del pioniere, con oltre 250 opere, e ad affiancarla alla sua produzione con 325 creazioni, raramente esposte al pubblico. Tra gli artisti figurano Vincent van Gogh, con 10 dipinti, Paul Gauguin (78), Odilon Redon (88), Edgar Degas, Paul Cezanne, Henri de Toulouse-Lautrec, Pierre-Auguste Renoir, Berthe Morisot, Paul Signac, Pierre Bonnard, Edouard Vuillard e Henri Matisse.

Come sottolinea il comunicato stampa, per Fayet «collezionare e creare si univano in un unico slancio» orientato all’invenzione di un nuovo stile di vita in cui belle arti e arti decorative si fondevano, dall’Art Nouveau all’Art Déco.

Alcuni dei lavori firmati da Fayet sono stati oggetto di restauro da parte della Fondazione per poterli presentare al pubblico: i tappeti per la Maison Léon Losseau a Mons (Belgio) e una serie di bozzetti, oltre a una decina di abiti ispirati ai suoi legami con gli stilisti Paul Poiret, Jacques Doucet e Jeanne Lanvin. I rapporti con i compositori a lui contemporanei saranno invece evocati attraverso un programma musicale.

Paul Gauguin, «Il Cristo giallo», 1889

Gustave Fayet, «Motivo floreale», 1912-25. © Association du Musée d’Art Gustave Fayet

Alessia De Michelis, 17 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Il prossimo autunno la Fondation Louis Vuitton riscoprirà la poliedrica e pioneristica figura di Gustave Fayet | Alessia De Michelis

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