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Due dei manufatti in pelle animale presi in considerazione dallo studio pubblicato sulla rivista «Science Advances»

Foto: Rosencrance et al., Sci. Adv. 12, eaec2916

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Due dei manufatti in pelle animale presi in considerazione dallo studio pubblicato sulla rivista «Science Advances»

Foto: Rosencrance et al., Sci. Adv. 12, eaec2916

In Oregon ci si vestiva di pelli animali già 12mila anni fa

Nel 1958 un archeologo dilettante rinvenne in una grotta 55 manufatti con brani cuciti insieme e oggetti in fibra. Alla sua morte negli anni Ottanta essi vennero trasferiti al Favell Museum di Klamath Falls. Ora sono stati oggetto di uno studio interdisciplinare che li ha datati grazie al radiocarbonio e allo ZooMS

Vittorio Bertello

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Un team di 13 tra archeologi e scienziati delle Università dell’Oregon e del Nevada ha datato un gruppo di antichi indumenti in pelle animale al tardo Pleistocene, che sarebbero quindi i più antichi indumenti cuciti conosciuti al mondo. È quanto emerge da uno studio pubblicato da questi studiosi sulla rivista scientifica «Science Advances».

Questi manufatti erano stati originariamente rinvenuti nel 1958, insieme ad altri materiali (corde intrecciate, corteccia annodata e altri oggetti in fibra), da un archeologo dilettante di nome John Cowles nella Cougar Mountain Cave, nell’Oregon occidentale. Cowles conservò i reperti fino alla sua morte, avvenuta negli anni ’80, quando furono trasferiti al Favell Museum della città di Klamath Falls, in Oregon, che conserva manufatti indigeni e arte contemporanea occidentale. Alcuni altri oggetti presi in considerazione nello studio (manufatti in legno e fibra) furono originariamente scoperti in una seconda grotta, la vicina Paisley Cave.

Il gruppo che ha pubblicato lo studio ha utilizzato il radiocarbonio e lo ZooMS (zooarcheologia mediante spettrometria di massa, una tecnica di «identificazione proteica» che, grazie alla sua alta sensibilità e basso impatto, viene spesso accoppiata alle analisi radiometriche per datare con precisione reperti frammentari) per datare in tutto 55 oggetti (in pelli, aghi di osso e altri materiali) al cosiddetto Dryas Recente, un periodo della Preistoria che ha avuto luogo tra 12.900 e 11.700 anni fa, che è stato caratterizzato da un ritorno alle temperature glaciali e che per questo motivo ha reso necessari diversi tipi di tecnologie per la produzione di indumenti.

Nello studio si legge che i «reperti ben datati e rari, facilmente deperibili, illustrano la sofisticatezza tecnologica sottovalutata e la complessità delle tecnologie utilizzate dai popoli del tardo Pleistocene, che hanno implicazioni più ampie sul modo in cui immaginiamo, modelliamo e discutiamo i primi stili di vita dell'emisfero occidentale».

Vittorio Bertello, 13 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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