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La sala del British Museum dedicata all’Illuminismo

Immagine British Museum

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La sala del British Museum dedicata all’Illuminismo

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Già nel 1992 il British Museum era soggetto ai furti dei dipendenti

Trentaquattro anni fa un suo impiegato, Nigel Peverett (morto nel 2023), fu colto sul fatto. Gli inquirenti procedettero immediatamente alla perquisizione della sua abitazione, dove trovarono decine di altre opere d’arte. A dare ora al pubblico la notizia, della quale le forze dell’ordine britanniche sono sempre state al corrente, è un libro pubblicato in questi giorni

Vittorio Bertello

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All’inizio degli anni ’90 un impiegato del British Museum, che allora lavorava nel dipartimento di stampe e disegni, sottrasse più di 300 opere d’arte per poi rivenderle sul mercato. Questo fatto, noto alle forze dell’ordine del Regno Unito da circa trent’anni, viene ora rivelato al pubblico dal libro The African Kingdom of Gold: Britain and the Asante Treasure («Il regno africano dell’oro: la Gran Bretagna e il tesoro Ashanti») di Barnaby Phillips, appena pubblicato per i tipi di Oneworld Publications.

Per oltre vent’anni, questo «dipendente modello» dell’istituzione londinese (vi lavorava dall’inizio degli anni Settanta), di nome Nigel Peverett, lavorò assiduamente. Un giorno dell’aprile 1992 fu visto uscire dal museo con le tasche piene. Il suo bottino era costituito da 35 stampe, per un valore complessivo di 5mila sterline. Questo allertò gli investigatori della polizia, che perquisirono immediatamente la sua abitazione.

Nella sua casetta nel Kent, gli investigatori trovarono decine di opere d’arte. Peverett non era alla sua prima esperienza di ladro. Aveva già portato a casa 169 stampe, per un valore totale stimato di circa 27mila dollari. Il suo modus operandi era piuttosto semplice e facilmente identificabile. Entrava nel museo con una borsa e ne usciva con quattro. E poiché aveva più di un asso nella manica, questo strano dipendente del British Museum faceva anche da ricettatore, rivendendo gran parte dei suoi furti (150) al mercato dell’antiquariato di Portobello Road.

Oggi, il museo britannico precisa che almeno 95 pezzi rubati da Nigel Peverett rimangono introvabili. Nel novembre 1992, dopo la scoperta di questi furti interni, furono compiuti sforzi per recuperare le stampe scomparse. Alla fine, solo 55 di esse sono state riportate nelle collezioni del museo. Un portavoce del British Museum ha dichiarato sulle pagine dell’Independent che «questi eventi sono avvenuti diversi decenni fa» e che l’individuo «all’epoca era stato arrestato e perseguito legalmente».

Peverett è morto nel 2023. Pare che abbia sofferto di una grave forma di depressione dopo le indagini della polizia. Ha poi tentato il suicidio ed è stato ricoverato per sei settimane in un ospedale psichiatrico.

Vittorio Bertello, 06 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Già nel 1992 il British Museum era soggetto ai furti dei dipendenti | Vittorio Bertello

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