Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliLa definizione «di chiara fama» indica una persona che gode di grande prestigio, notorietà e autorevolezza nel proprio campo. Il termine è usato anche in senso giuridico per professionisti di eccezionale valore per i quali esistono normative ad hoc che consentono la loro chiamata per incarichi eccezionali. Attualmente su una rete complessiva di 88 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo, solo otto sono guidati da un direttore nominato per «chiara fama». Si tratta di Istituti che svolgono, o ambiscono a svolgere, un ruolo strategico particolarmente importante e uno di questi è quello di Madrid, alla cui direzione è stata nominata Elena Fontanella (Torino, 1964), giornalista, saggista, curatrice museale e docente universitaria, nota soprattutto per la sua attività nella diplomazia culturale e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico. L’abbiamo intervistata nella sede dell’Istituto, il Palacio de Abrantes del XVII secolo, nel pieno centro storico di Madrid, che dal suo arrivo ha rinnovato gli antichi fasti, senza rinunciare ad aprirsi alle nuove tendenze estetiche e culturali.
Il cambiamento si apprezza ancora prima di entrare, dall’installazione che accoglie i visitatori, un rincorrersi di rane colorate del collettivo Cracking Art, noto per il suo forte impegno ambientale che, unito a un innovativo uso dei materiali plastici, mette in discussione la relazione tra la natura e l’ambiente urbano. Il contrasto tra il passato e il futuro, attraverso questo presente convulso che stiamo vivendo, si fa strada in tutte le attività dell’IIC che dall’arrivo di Fontanella sono aumentate e si sono diversificate interessando tutti i campi dell’arte e della cultura. «Il mio incarico non può superare i quattro anni per normativa, quindi non c’è tempo da perdere», assicura la direttrice, che ha da poco inaugurato la mostra «Metamorfosis. Le trasformazioni della bellezza» con opere del milanese Andrea Crespi, a cura di Clelia Patella, che si potrà visitare fino al 29 agosto.
«Crespi mette in scena un dialogo tra le immagini della grande tradizione classica europea e i nuovi linguaggi creativi del presente, racconta Fontanella. In una città come Madrid che custodisce grandi capolavori dell’arte occidentale, è specialmente interessante il confronto tra memoria e innovazione che mettono in evidenza le opere di Crespi, un artista capace di trasformare il dialogo tra patrimonio culturale e tecnologie contemporanee in una riflessione sui grandi mutamenti del nostro tempo e sulle trasformazioni del concetto di bellezza. Le sue opere ci invitano a osservare come il contemporaneo continui a riscrivere l’antico e come il digitale possa ancora riflettere il sogno eterno della forma». Fontanella è nota per ideare e curare progetti espositivi che hanno avuto la funzione di rivalorizzare il patrimonio storico architettonico, come nel caso della mostra del 2011 «Regina Margherita» alla Villa Reale di Monza, per la prima apertura al pubblico degli Appartamenti Reali dopo il loro restauro.
Una veduta della mostra «Metamorfosis. Le trasformazioni della bellezza» all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid
Archeologa di formazione, Fontanella ha progettato grandi eventi culturali per il 60mo anniversario del Voto alle Donne, il Centenario della nascita di Bruno Munari e i 150 anni dell’Unità d’Italia, tra gli altri: tutti eventi in cui ha dimostrato l’importanza della collaborazione e della complicità tra arte, cultura e imprese, che sta proponendo anche a Madrid. «Nel caso dell’IIC di Madrid parliamo di 4mila metri quadrati, in cui mi piacerebbe aprire un ristorante stellato e ampliare gli spazi di coworking e le foresterie per le residenze di artisti e ricercatori», spiega la direttrice, che ha messo in atto un rinnovamento delle strutture e dei programmi per convertire l’IIC in uno dei grandi poli culturali della capitale spagnola. E annuncia: «Per quanto riguarda l’edificio abbiamo stabilito una collaborazione con il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, diretto dal professore Stefano Capolongo, per uno studio di riqualificazione del palazzo con l’idea di rinnovare e aumentare la versatilità e multifunzionalità degli spazi. Per quanto riguarda le risorse ho intenzione di coinvolgere un gruppo di aziende italiane presenti in Spagna, che sostengano e sponsorizzino le attività culturali e formative dell’Istituto».
«L’idea è che la maggior parte degli eventi che organizziamo si trasformino in format e contribuiscano a fidelizzare il pubblico, auspica la direttrice. Credo nella trasversalità della cultura e nella sua capacità di fornire strumenti per interpretare le complessità del presente, attivando dialoghi interdisciplinari. Tutti i nostri programmi sono gratuiti. Attualmente circa il 60% è pubblico locale, mentre il 40% sono italiani residenti a Madrid. Ai nostri corsi partecipano 500 iscritti al quadrimestre, ma normalmente sono persone che vengono per un motivo specifico e non partecipano ai nostri eventi». Si riferisce al Club di Lettura, un grande classico degli Istituti di cultura all’estero, ma anche ai corsi di cucina italiana che vengono tenuti in una splendida cucina storica, perfettamente attrezzata. «Quest’anno le novità sono iniziate a fine gennaio con la prima edizione della settimana del design italiano e sono continuate con il primo festival della poesia italiana a maggio, mentre a ottobre organizzeremo una mostra salone sulla ceramica, in cui daremo impulso alla connessione tra Spagna e Italia in questo campo. Quest’anno, tra le opere, ci sarà un busto della principessa di Eboli, il fantasma più famoso del Palacio de Abrantes e una rappresentazione di Pinocchio a cui sarà dedicata la settimana della lingua italiana nel mondo che si svolge dal 19 al 25 ottobre», elenca Fontanella, che partecipa attivamente ai grandi eventi della capitale spagnola come ARCO Madrid, la più importante fiera d’arte contemporanea della Spagna.
«A novembre celebriamo la settimana della cucina italiana nel mondo e a dicembre il Festival de Cinema italiano di Madrid che quest’anno arriva alla sua 19ma edizione e ogni anno ha una regione invitata, l’anno scorso è stato il Piemonte», ricorda Fontanella che si sta preparando al grande evento dell’estate, la «Taranta gitana», uno spettacolo dell’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna con i solisti di Gipsy Kings Legend e la partecipazione speciale di Amalia. «Per la realizzazione dello spettacolo, l’Istituto invita danzatori provenienti da scuole di danza madrilene a partecipare gratuitamente a un laboratorio teorico-pratico dedicato alle diverse forme della tarantella italiana, pizziche, tammurriate e ballarelle, condotto da Francesca Trenta, etnocoreografa e direttrice del corpo di ballo dell’Orchestra Popolare Italiana. Questi ballerini parteciperanno poi allo spettacolo che si terrà il 21 luglio presso il centro d’arte Condeduque. Sarà un grande incontro tra tradizioni musicali e coreutiche del Mediterraneo», conclude la direttrice Elena Fontanella.
Una rappresentazione di Pinocchio
Altri articoli dell'autore
L’indiscrezione è giunta poche ore prima della ratifica della nomina da parte del Consiglio d’amministrazione dell’istituzione
Abbiamo intervistato l’artista che inaugura la sua prima mostra in una galleria catalana in 30 anni, in attesa di sapere se sarà il prescelto per decorare la Facciata della Gloria della Sagrada Familia
Sono state avviate le operazioni di ripristino del «Martirio di san Maurizio e della Legione tebana», conservato nel Monastero di San Lorenzo dell’Escorial
Cento giorni di arte contemporanea, industria e territorio con oltre 40 artisti internazionali e 13 spazi espositivi trasformano la città asturiana



