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Matteo Salamon

Courtesy of Matteo Salamon

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Italiani a TEFAF: Matteo Salamon

In occasione della loro partecipazione a TEFAF Maastricht, abbiamo rivolto ad alcuni antiquari italiani una serie di domande per approfondire la selezione di opere che presentano in fiera, il ruolo della ricerca e della conservazione nel loro lavoro e le prospettive che guidano oggi la loro attività

Quali lavori avete scelto di portare a Tefaf e quale ritenete esprima più chiaramente la cifra e l’identità della vostra galleria in questa edizione?
Per l’edizione 2026 di TEFAF ho selezionato alcuni dipinti che ritengo dimostreranno cosa è centrale nel lavoro che svolgo: stato di conservazione, provenienza e precisione scientifica. Nel mio stand saranno rappresentate diverse epoche della pittura italiana: 
- Il tardo gotico, con una smagliante tavola, a fondo oro, del fiorentino Lippo di Andrea di Lippo rappresentante Madonna col Bambino
- il Seicento con un capolavoro ritrovato (era sparito dai “radar” dei collezionisti e storici dell’arte dal 1933) di Giulio Cesare Procaccini, uno degli interpreti della pittura lombarda del Seicento, raffigurante una Deposizione
- il Settecento con un dipinto raffigurante una Natura Morta di Todeschini che è la sola a noi nota eseguita come dipinto autonomo del genere, firmato e datato 1700, rappresentando così il primo dipinto noto di questo pittore, austriaco di nascita ma italiano per cultura
- il Novecento con un affascinante «Ritratto» femmilile di Gino Severini, che rappresenta una nota signora attiva nella moda a Parigi nel primo Novecento
- per finire con il Novecento storico, una tela di Lucio Fontana, un «Concetto Spaziale» che testimonia la sua amicizia con un importante pittore danese dell’epoca, Asger Jorn, di cui Fontana ricorda un incontro nel giorno di esecuzione di questo Concetto Spaziale, nel 1960

Questa fiera è da sempre un luogo di incontro tra mercato, istituzioni museali e ricerca: che peso hanno oggi, nel vostro approccio, la storia, la conservazione e lo studio delle opere con cui lavorate?
Nel mio lavoro la storia, cioè la provenienza, delle opere che tratto è tra i primi oggetti di studio; si spendono mesi, a volte addirittura anni, a investigare sulle vicende e collezioni che hanno avuto come fulcro l’opera in questione. Allo stesso modo la conservazione ha un aspetto altrettanto dominante, premesso che le opere che io tratto devono avere uno stato di conservazione che deve poter essere catalogato come da «molto buono» in su, conoscerne perfettamente lo stato è una conditio sine qua non, e un dovere morale nei confronti del collezionista a cui ci si rivolge.

 

 

Federico Barocci, studio per la «Madonna Albani», 1600 ca. Courtesy of Matteo Salamon

Giovanni Di Tano Fei, «Madonna con il Bambino in trono tra due angeli e le sante Caterina D’Alessandria e Margherita (?)» 1404 ca. Courtesy of Matteo Salamon

Il Summit di quest’anno, intitolato «Oltre l’impatto economico», pone l’accento sul valore culturale e sociale dell’arte: in che modo questa prospettiva orienta le vostre scelte e il modo di raccontare le opere in fiera?
In verità non si può prescindere dall’aspetto economico, questo resta per gli operatori del settore pur sempre un mestiere, e ritengo sia un mestiere di cui essere orgogliosi. Quando questa professione viene svolta con divertimento e passione, come nel mio caso, diventa parte centrale della vita. Si tratta di un'attività concentrata esclusivamente sul «bello», che permette di essere sempre un punto cardinale di momenti di gioia, e, soprattutto, di avere a che fare con persone con le quali, per ovvie ragioni, c’e’ condivisione di gusti.

Al di là della partecipazione al prestigioso appuntamento di Maastricht, su quali filoni di ricerca siete attualmente concentrati e attraverso quali progetti o iniziative li condividerete con il vostro pubblico nei prossimi mesi?
La ricerca è sempre volta a trovare opere genuine, che non abbiano precedentemente transitato da aste o da altri antiquari, per dare alla clientela della galleria l’opportunità di acquisire un’opera «vergine» e non stanca e già vista, come lo sono la quasi totalità di quelle che passano per le vendite all’incanto. Nei prossimi mesi la galleria si concentrerà su tre appuntamenti, un primo, all’alba della primavera, dove saranno presentati a un selezionato pubblico di collezionisti, durante un evento molto esclusivo, alcuni dipinti inediti di particolare importanza storica; un secondo appuntamento coincide con la Biennale di Firenze, a settembre, e per chiudere l’anno a novembre, in galleria, sarà presentato un dipinto molto importante del Settecento italiano, una grande scoperta ... di cui sveleremo i dettagli dopo l’estate!

 

 

Maestro di San Miniato, «Madonna col Bambino Benedicente fra i santi Giovannino e Maria Maddalena», 1480 ca. Courtesy of Matteo Salamon

Lucio Fontana, «Concetto spaziale», 1960. Courtesy of Matteo Salamon

Redazione, 09 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Italiani a TEFAF: Matteo Salamon | Redazione

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