Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliUna tenda che si muove nel vento, uno specchio convesso, un piedistallo inclinato, una piuma sospesa: ogni elemento per Duane Michals diventa un simbolo evocativo.
Da questo presupposto nasce il progetto in collaborazione con Bottega Veneta (per la quale aveva già realizzato una campagna nel 1985): un cortometraggio e una serie fotografica il cui protagonista è Jacob Elordi, Brand Ambassador della Maison dal 2024.
In «What are Dreams», infatti, girato in bianco e nero nella dimora newyorkese del fotografo statunitense (1932), l’attore australiano (1997) si muove tra scenari enigmatici in linea con lo stile di Michals, che nella sua carriera ha esplorato l’inconscio, l’immaginario e l’inquietante sulla scia del Surrealismo. In questa sede, alcuni rimandi visivi richiamano ad esempio Giorgio de Chirico e René Magritte.
A fare da sceneggiatura al filmato, l’omonima poesia pubblicata dallo stesso Michals nel suo libro fotografico Questions without Answers (2001), che evoca i «film di mezzanotte della mente…in cui le cose sembrano familiari, ma non del tutto uguali». Oltre alla componente recitata da Elordi, estratti del testo tornano per iscritto negli scatti.
Altri articoli dell'autore
Con un memorandum diffuso il 7 gennaio, il Presidente americano ha annunciato l’uscita del Paese da oltre 60 gruppi, trattati e organismi multilaterali, tra cui l’International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property e la International Federation of Arts Councils and Culture Agencies
Per l’occasione l’artista concettuale Anne Collier ha realizzato una serie di still-life in cui le fotografie diventano soggetti a loro volta
A raccontare questa trasformazione è la campagna «Cultura in costruzione», partita oggi, 30 dicembre, sui canali social del Ministero
La manifestazione era stata concepita come un percorso articolato in tre momenti distribuiti nell’arco di tre anni, ma ciò non accadrà in seguito alla decisione della curatrice Christine Tohmé di fare un passo indietro per motivi personali



