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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliLe Gallerie di Palazzo Thiene, gioiello palladiano nel cuore della città, ospitano fino al 13 settembre la mostra «Una Curiosità Inesauribile». L'esposizione presenta 14 opere selezionate dalla Collezione Bonollo, curata da Sandra e Giancarlo Bonollo e segna il debutto dell'Associazione Vicenza Arte Contemporanea (AVAC), nata dalla visione di collezionisti come Novelio Furin. L'AVAC intende valorizzare il patrimonio artistico custodito nelle collezioni private del territorio vicentino e veneto.
La Collezione Bonollo, frutto di trent'anni di ricerche di Sandra e Giancarlo, si distingue per la sua apertura e la sua ecletticità. I coniugi spiegano che la loro collezione è stata guidata da una «curiosità inesauribile». Non è un sistema chiuso, ma un percorso in cui il collezionista aggiunge, ramifica ed esplora. Questo approccio ha permesso di includere pittura, scultura, fotografia, installazione e disegno, spesso scoprendo artisti importanti all'inizio della loro carriera.
Nonostante la varietà, la collezione ha un filo conduttore emotivo e intellettuale. Le opere spesso richiamano una tensione e inquietudine, un senso del fantastico – un «meraviglioso non realistico e antinaturale», come descritto da Roger Caillois, o, più semplicemente, un po' «horror» secondo Giancarlo. Questo rivela il desiderio di guardare oltre la superficie e cogliere ciò che si cela sotto le apparenze. La Collezione Bonollo è, infatti, un'«opera aperta», un progetto coerente e consapevole, ma in continua evoluzione che accoglie contraddizioni e dissonanze, vedendo la complessità come parte essenziale del suo sviluppo. La collezione stessa è un'opera d'arte contemporanea, che evita di imporre limiti e di concentrarsi solo su somiglianze – registrando le contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo e offrendo uno sguardo ampio sulla tensione, l'inquietudine e la bellezza del presente.
Tra le opere, la scultura in schiuma e lycra rosa di Ernesto Neto, adagiata sul pavimento, e il cubo di rafia intrecciata di Giuseppe Gabellone, che racchiude uno sviluppo interno, invitano a una riflessione sulla metamorfosi e sulla fluidità delle apparenze. Poi la pittura, con i tre piccoli quadri della statunitense Jennifer L. Lee, tra iperrealismo e una densità intima, dialogano con il racconto in tre parti dell'australiana Julia Gutman in una pittura disassemblata e polimaterica. Le figure di Adam Gordon (USA), Osama Al Rayyan (Svizzera) e Michael Raedecker (Olanda) risuonano con le opere astratte di Roberto Cuoghi, Ross Bleckner (USA) e il grande acquerello di Jorge Pardo (Cuba). Il percorso visivo è completato dal dialogo tra i dittici degli americani Steffan Jemison e Jacob Kassay, il primo morbido e profondo, il secondo incisivo e pellicolare. La mostra è anche un invito a conoscere la Fondazione Bonollo di Thiene. Attiva da due anni, la Fondazione ha sede in una chiesa sconsacrata, restaurata grazie alla generosità dei coniugi. Qui, Giancarlo e Sandra Bonollo, attraverso un programma di mostre con artisti internazionali e lavori site-specific, continuano a condividere la loro curiosità con il pubblico.