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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliCon l’estate alle porte e i termometri che iniziano a sfiorare temperature vertiginose, la mente si orienta più facilmente verso la questione del cambiamenti climatici. Una questione al centro della Fci-Frankenthaler Climate Initiative, lanciata nel 2021 dalla Helen Frankenthaler Foundation e l’Environment & Culture Partners con l’obiettivo di stanziare ogni anno finanziamenti per aiutare organizzazioni di arti visive negli Stati Uniti e Porto Rico ad adeguare le proprie strutture nel rispetto delle più recenti esigenze ambientali.
Il 16 giugno è stata diffusa la comunicazione che quest’anno sono stati assegnati 4,5 milioni di dollari (quasi 4 milioni di euro) a 83 realtà, per un totale, in questi cinque anni, di 295 istituzioni e 21,8 milioni di dollari (circa 19 milioni di euro). «Le organizzazioni che si occupano di arti visive occupano una categoria di infrastrutture fisiche che è facile trascurare quando si parla di interventi edilizi sensibili al clima: edifici museali nuovi e storici, gallerie d'arte universitarie, residenze per artisti, centri d’arte comunitari, fondazioni incentrate sugli artisti, ha dichiarato il direttore della Fondazione, James Merle Thomas, a «The Art Newspaper». Questi edifici custodiscono materiale culturale e un patrimonio insostituibili e fungono da punti di riferimento per le comunità che li circondano, e la maggior parte di essi non ha ricevuto i finanziamenti necessari per gli interventi di riduzione delle emissioni e il risparmio energetico che questo momento richiede».
Tra i beneficiari 2026, il gruppo più numero finora, figurano il Metropolitan Museum of Art di New York e il San Francisco Modern Art Museum, la Frank Lloyd Wright Foundation in Arizona e il Museo de Los Santos y Arte Nacional di San Juan, ma il dato più interessante riguarda i «returning grantees», ovvero coloro che hanno deciso di ricandidarsi per ottenere le sovvenzioni, che è pari al 46% delle richieste. Ciò consente «alle istituzioni di rafforzare nel tempo il proprio impegno a favore della sostenibilità e di portare avanti i propri progetti in modo da ottenere risultati su più fronti», afferma l’Executive Director della Fondazione, Elisabeth Smith.
Gli aiuti economici del primo programma a livello nazionale di questo genere sono volti a ridurre il consumo energetico, migliorare le prestazioni degli edifici ed espandere le infrastrutture per le energie rinnovabili di musei, università, organizzazioni artistiche comunitarie, residenze per artisti e fondazioni finanziate da artisti, sostenendoli nel rinnovo o addirittura nella ristrutturazione dei propri locali. «Gli impatti climatici si manifestano nei loro edifici. I costi energetici mettono a dura prova i loro bilanci, ha spiegato l’amministratrice delegata di Environment & Culture Partners, Stephanie Shapiro, al quotidiano inglese. E stanno osservando i loro pari, compresi i precedenti beneficiari del programma Fci, generare risparmi concreti e benefici per la comunità pensando all'ambiente, alle persone e al territorio in modo integrato».
Cecilia Paccagnella
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