Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAl Complesso monumentale della Pilotta di Parma l’arte diventa strumento di benessere. Con il progetto «La cultura cura, la bellezza salva», realizzato insieme all’Associazione Culturale Mosaika, il museo rafforza la propria vocazione inclusiva e il suo ruolo nel welfare culturale, coinvolgendo persone con Alzheimer, Parkinson, fibromialgia, stress e stati d’ansia grazie alla collaborazione con associazioni di volontariato del territorio.
Il cuore dell’iniziativa affonda nelle teorie della Museoterapia, secondo cui l’esperienza estetica può sostenere la mente, rallentare il deterioramento cognitivo e generare un benessere profondo, offrendo «vie di comunicazione altre» quando il linguaggio e la memoria si affievoliscono.
La prima fase del progetto (ottobre-dicembre), dedicata ai pazienti con Alzheimer, è stata realizzata con il C.R.A. Al Parco di Coopselios e con il Gruppo Sostegno Alzheimer di Fidenza. Il percorso, definito insieme a un comitato scientifico multidisciplinare, è iniziato con la selezione dei partecipanti e con incontri preparatori rivolti sia ai pazienti sia ai caregiver. A seguire, una giornata di formazione per il personale museale e la scelta, con la storica dell’arte Carla Campanini, delle sale della Galleria Nazionale più adatte a un coinvolgimento sensoriale integrale.
Tre incontri settimanali, basati su narrazione evocativa e fruizione estetica, sono stati accompagnati da misurazioni soggettive (confronti verbali) e oggettive (incluso l’uso della Brain Computer Interface). Un’attenzione specifica è stata dedicata ai caregiver, con momenti a loro riservati e visite guidate speciali.
Il 13 dicembre il progetto culminerà nel convegno nazionale «Museologia e responsabilità sociale. Il museo diventa luogo della salute e del ben-essere», organizzato con l’Università di Parma, che affronterà il ruolo del museo come luogo di salute e presenterà i risultati scientifici dell’esperienza, insieme a laboratori di Yoga Museum, Mindful Museum e Narrazione terapeutica.
«Con “La cultura cura, la bellezza salva” la Pilotta riafferma la propria vocazione di museo vivo capace di generare benessere e inclusione, dichiara Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta. Crediamo profondamente che l’arte e la cultura possano rappresentare strumenti di cura e di crescita personale, in grado di restituire senso, emozione e dignità anche a chi vive situazioni di fragilità. Questo progetto ci ricorda che il museo non è solo un luogo di conservazione, ma anche di relazione e rigenerazione umana». Un principio ribadito da Gianfranco Marchesi e Maurizio Vanni, che evidenziano la forza dell’esperienza estetica come stimolo profondo e terapia complementare per persone fragili.
Altri articoli dell'autore
Il 2026 del Centro Pecci restituisce centralità al tatto, allo scambio e alla trasmissione di saperi
L’istituzione di Prato inaugura un nuovo capitolo della propria storia, avviando il percorso verso i quarant’anni e rilanciando la propria vocazione pubblica con la riapertura della biblioteca e del teatro esterno. Nel frattempo, annuncia il palinsesto dell’anno che comprende quattro mostre
Tre mostre a Milano che si articolano come un’indagine sulla rappresentazione tra percezione e memoria, attraverso un programma che intreccia collaborazioni istituzionali e dialoghi intergenerazionali
L’esposizione, già presentata con successo nel 2024, trova nel Museo Diocesano un nuovo allestimento. Un omaggio alla scienziata che ha cambiato il nostro modo di guardare la natura e alle donne che, seguendone l’esempio, continuano a dimostrare che la speranza non è un’astrazione, ma una pratica quotidiana di responsabilità
Lorenzo Zelaschi, in dialogo con il fotografo ligure, ripercorre il tragitto compiuto nel 1980 nella regione Madhya Pradesh per evidenziare i cambiamenti socio-ambientali che nel frattempo hanno segnato il Paese



