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Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, al Collegio Romano dopo la firma del protocollo d’intesa per rafforzare il legame tra cultura e salute

Foto Courtesy Ministero della Cultura

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Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, al Collegio Romano dopo la firma del protocollo d’intesa per rafforzare il legame tra cultura e salute

Foto Courtesy Ministero della Cultura

La cultura come cura. Firmato il Protocollo d’intesa tra il MiC e il Ministero della Salute

L’accordo mira a promuovere l’accesso alla conoscenza e alle arti quali fattori determinanti per migliorare la qualità della vita

Samantha De Martin

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La cultura rafforza sempre di più il suo ruolo terapeutico grazie a un protocollo d’intesa firmato oggi tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e quello della Salute Orazio Schillaci, alla presenza dei sottosegretari di Stato alla Cultura Lucia Borgonzoni, promotrice dell’iniziativa, e Giampiero Cannella. L’accordo mira a promuovere l’accesso alla conoscenza e alle arti quali fattori determinanti per il miglioramento della qualità della vita, contribuendo al contempo a delineare una visione più ampia, moderna e inclusiva delle politiche di cura e di welfare.

«Con la firma di questo protocollo, ha dichiarato Giuli, riconosciamo e rafforziamo il ruolo terapeutico della cultura. Musei, biblioteche, archivi, istituti e luoghi della cultura sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nella costruzione di percorsi di cura, contribuendo così, attraverso l’arte, al benessere della persona e della comunità». Di un passo in avanti decisivo, attraverso la messa a sistema esperienze episodiche, «con l’obiettivo di trasformarle in una politica pubblica, strutturata e condivisa» ha parlato invece il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha anche ribadito come la cultura costituisca «un diritto e una risorsa fondamentale per il benessere delle persone e delle comunità». «Rendere questo diritto sempre più accessibile, ha proseguito Borgonzoni, integrarlo nelle politiche di welfare, significa costruire una società più equa e inclusiva, con la speranza di fare arrivare l’Italia il prima possibile alla prescrizione sociale di cultura».

L’intesa firmata in via del Collegio Romano rafforza il valore di esperienze già presenti nei luoghi della cultura e nelle strutture sanitarie, dalla museoterapia all’arteterapia, dalla musicoterapia alla presenza dell’arte nei percorsi di cura. L’accordo richiama inoltre pratiche già sperimentate presso istituti del MiC e strutture sanitarie, dal Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli di Roma all’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, non ultime iniziative come il progetto «Art4ART» realizzato in collaborazione con il MaXXI presso il Policlinico Gemelli. «Il Protocollo siglato oggi, ha commentato il ministro della Salute Orazio Schillaci, rientra nella strategia di umanizzazione delle cure su cui siamo fortemente impegnati. Avviamo questa collaborazione affinché le persone che affrontano una malattia continuino a sentirsi partecipi e protagoniste della vita sociale e culturale, in sintonia con i principi di solidarietà e inclusività propri del nostro Servizio Sanitario Nazionale».

All’interno del Protocollo rientrano la promozione di studi scientifici e di attività sperimentali, percorsi formativi rivolti al personale sanitario e della cultura, oltre a iniziative pubbliche di sensibilizzazione, l’attivazione di un confronto multidisciplinare stabile tra le istituzioni coinvolte e la costituzione di un comitato scientifico paritetico tra i due Ministeri. Tra gli obiettivi si inseriscono anche il monitoraggio delle buone pratiche, la riduzione delle barriere d’accesso ai luoghi della cultura e la valorizzazione della stessa quale leva di inclusione sociale e di sostegno alla persona.

Samantha De Martin, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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