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Una veduta del Teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio (Pg)

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Una veduta del Teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio (Pg)

La luce come filo conduttore delle residenze d’artista a Monte Castello di Vibio

Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il Pnrr, parte il primo febbraio e si protrae fino ai primi giorni di maggio

Dal primo febbraio Monte Castello di Vibio (Pg), borgo medievale affacciato sulla Media Valle del Tevere, sarà teatro fino al mese di maggio di un’articolata serie di residenze d’artista dedicate al tema della luce, fulcro del progetto di rigenerazione culturale e sociale «Mcdv Art Academy-Terra di Luce», finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il Pnrr (M1C3-Intervento 2.1 «Attrattività dei Borghi Storici», linea B).

Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare l’identità profonda del borgo, da sempre apprezzato dagli artisti per la qualità unica della sua luce, i panorami a 360 gradi e il dialogo armonico tra paesaggio, architettura e silenzio. Monte Castello di Vibio si configura così come un vero e proprio balcone naturale sull’Umbria, in cui i linguaggi dell’arte contemporanea (dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla scrittura, dalla musica alla performance) diventano strumenti di narrazione e costruzione di una nuova identità collettiva.

«Le residenze artistiche rappresentano una straordinaria opportunità di crescita culturale, sociale ed economica per il nostro territorio e si inseriscono pienamente tra le azioni previste dal Pnrr, che guarda ai borghi come luoghi vivi, capaci di produrre innovazione a partire dalla propria identità, ha dichiarato in proposito la sindaca di Monte Castello di Vibio, Agnese CerquagliaIl progetto “Mcv Art Academy-Terra di Luce” nasce proprio da questo concetto: da anni artisti provenienti da ogni parte del mondo, scelgono il nostro borgo per vivere un’esperienza immersiva nell’arte, riconoscendolo come luogo ideale per la pittura e la creazione artistica. […] Riteniamo che le residenze artistiche possano rafforzare e incrementare le attività già presenti, anche grazie alla storica scuola d’arte di scultura e pittura che da oltre trent’anni opera sul territorio. Un percorso che coinvolgerà le strutture ricettive e ristorative locali, contribuendo a generare un indotto concreto e duraturo, e che permetterà al tempo stesso di far conoscere i nostri luoghi della cultura e i nuovi spazi pubblici che potranno essere messi a disposizione degli artisti. Queste esperienze ci consentono inoltre di rafforzare il legame con il mondo: il nostro territorio è già oggi scelto da un ampio numero di cittadini di provenienza internazionale, a dimostrazione di una vocazione all’accoglienza e allo scambio culturale che vogliamo continuare a coltivare».

Filo conduttore delle residenze sarà il concetto di luce, intesa sia come fenomeno fisico capace di modellare il paesaggio, sia come elemento intimo e simbolico, strumento di riflessione interiore e di riscoperta dell’identità individuale e collettiva.

Il programma si aprirà con la residenza «Light, Ambient and Atmosphere» (1-7 febbraio 2026), curata dagli artisti Sandford and Gosti, che riunirà artisti visivi, scultori, musicisti e performer impegnati in una ricerca sulla luce come materia, esperienza e linguaggio. Durante la residenza, gli artisti partecipanti proporranno pratiche creative diversificate, da installazioni site specific e interventi architettonici a performance vocali all’alba, con azioni comunitarie e dispositivi di osservazione del paesaggio, trasformando così l’esperienza in un laboratorio condiviso in cui la luce rivela storie, memorie, identità e relazioni con l’ambiente.

Seguiranno «Prisma» (24 febbraio-1 marzo), a cura di Giacomo della Rocca di Dromo Studio, dedicata alla scrittura osservativa e cinematografica, «Geografie di volti» (26 febbraiio-1 marzo) e «Geologie di Luce» (23-28 marzo), entrambe a cura di Sophie Persello e Christine Noël dell’Associazione Tangram, percorsi di osservazione del paesaggio e intervento artistico nello spazio pubblico, fino alle residenze performative e musicali «Radia» (14-17 aprile) a cura di Lorenzo Brilli, «Komorebi» (29 aprile-3 maggio) a cura di Angelica Di Giacomo, Gruppo spettacolo Contr_Arie e Compagnia Sesti/Contini ed «Oltre» a cura di Samuele Chiovoloni. A chiudere il ciclo sarà la residenza curata dall’Accademia delle Belle Arti di Perugia, con la realizzazione di opere in legno pensate per una permanenza duratura.

Roberto Mercuzio, 29 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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La luce come filo conduttore delle residenze d’artista a Monte Castello di Vibio | Roberto Mercuzio

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