Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl disegno di legge francese volto a facilitare l’uscita dei «beni coloniali» dalle collezioni museali, già approvato dal Senato lo scorso gennaio e attualmente all’esame dell’Assemblea nazionale, sarà discusso in seduta pubblica a partire da lunedì 13 aprile. La legge «è attesa in Francia e in tutto il mondo», ha detto il 7 aprile la ministra francese della Cultura Catherine Pégard. «Per misurare la portata storica di questo testo, basta constatare l’interesse che suscita oltre i nostri confini. Per molti paesi, questa legge appare come una mano tesa, che favorisce il rinnovamento e l’approfondimento dei legami culturali e internazionali», ha dichiarato Pégard davanti alla Commissione per gli affari culturali dell’Assemblea nazionale.
Promesso a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, nel 2017 dal presidente francese Emmanuel Macron, questo disegno di legge mira a regolamentare e semplificare il complesso processo di restituzione dei beni acquisiti dalla Francia in modo «illecito», spesso durante il periodo coloniale. Riguardando i beni acquisiti tra il 1815 e il 1972, questa legge potrebbe consentire di gestire diverse richieste già presentate da vari paesi, tra cui l’Algeria, il Mali e il Benin.
Il testo «stabilisce criteri oggettivi che fungono da garanzie per tutelare il carattere inalienabile delle collezioni pubbliche e definire con precisione le eccezioni che possono derogare a tale principio, sotto il controllo del Consiglio di Stato», ha dichiarato la ministra davanti ai deputati. Esso mira a «consentire agli Stati e ai popoli di riappropriarsi di elementi fondamentali del loro patrimonio culturale e storico», ha proseguito.
«Questi paesi non desiderano solo recuperare beni acquisiti in modo illecito, ma anche conservarli, studiarli ed esporli. E saranno le popolazioni, e in particolare i più giovani, a trarne beneficio in primo luogo», ha aggiunto. A causa del principio di inalienabilità delle collezioni pubbliche, la restituzione di beni culturali ai loro paesi d’origine poteva finora avvenire solo a piccole dosi attraverso leggi specifiche.
Altri articoli dell'autore
Per il momento occupa due sale espositive del JW3, un centro comunitario ebraico. Il riallestimento definitivo in una nuova sede permanente è ora previsto per il 2030
È giunta all’ottava edizione l’Art Nouveau Week, dall’8 al 14 luglio, che si articola in un programma di centinaia di attività tra visite guidate, tour, convegni, conferenze scientifiche, mostre, workshop ed esperienze tematiche
Lo ha stabilito un tribunale olandese, deludendo la richiesta degli eredi dello storico dell’arte (ex direttore di quel museo), che ne avevano chiesto la restituzione (oltre che di altri 17 dipinti di altri autori), poiché ritenevano che la loro conservazione nei depositi non soddisfacesse le ultime volontà del loro avo
Articolata in 16 sale, ospita una selezione (7mila pezzi, in gran parte provenienti dalla collezione Borbone) del grande nucleo ceramico, tra i più importanti d’Europa



