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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl 21 maggio, presso il Complesso museale di Santa Chiara a San Gimignano (Si), si presentano il restauro e la nuova collocazione degli affreschi del pittore Vincenzo Tamagni (San Gimignano 1492-1530), provenienti dall’antico Ospedale di Santa Fina. L’intervento conservativo ha consentito il recupero delle opere pittoriche e il loro riallestimento all’interno del polo museale, dove saranno momentaneamente custodite in attesa del termine della prima fase dei lavori del nuovo presidio sociosanitario di San Gimignano. L’iniziativa è stata finanziata dall’Azienda Usl Toscana Sud Est e supervisionata dal direttore del Patrimonio e responsabile del patrimonio artistico scientifico e culturale Asl Tse, Andrea Ghezzi. Il restauro è stato eseguito dal restauratore Daniele Rossi, con la collaborazione di Elisabetta Negrini.
La presentazione sarà l’occasione per approfondire il percorso storico, artistico e conservativo degli affreschi insieme alle istituzioni coinvolte nel progetto, con la partecipazione del sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci, di Biancamaria Rossi, direttrice amministrativa dell’Azienda Usl Toscana Sud Est, e di Isacco Cecconi, funzionario delegato storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.
Con loro saranno presenti Rossana Castrovinci, storica dell’arte e autrice del volume Vincenzo Tamagni da San Gimignano. Discepolo di Raffaello, e il restauratore Daniele Rossi, che illustreranno, rispettivamente, i caratteri storico artistici del ciclo pittorico e le operazioni eseguite durante il restauro.
La realizzazione degli affreschi di Vincenzo Tamagni nel Complesso di Santa Fina, secondo Rossana Castrovinci, risale al periodo fra il 1509 e il 1510, dopo il suo soggiorno romano accanto a Giovanni Antonio Bazzi e fra i collaboratori di Raffaello.
L’intervento di restauro è consistito nella pulitura delle superfici, nel recupero delle cromie originali, nel consolidamento delle parti deteriorate e nel riposizionamento delle opere su supporti idonei alla conservazione e alla fruizione da parte del pubblico nel Complesso museale di Santa Chiara (gestito da Opera Laboratori e aderente alla Fondazione Musei Senesi). Gli affreschi erano stati staccati dalla sede originaria tra il 1969 e il 1972, durante un intervento curato da Leonetto Tintori dopo importanti lavori strutturali all’interno dell’edificio ospedaliero, e fino a poco tempo fa si trovavano sulle pareti dell’ex portineria dell’Ospedale di Santa Fina e lungo lo scalone monumentale.
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