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Veduta della Cour Napoleon del Museo del Louvre a Parigi con la Piramide

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Veduta della Cour Napoleon del Museo del Louvre a Parigi con la Piramide

La ministra francese della Cultura Rachida Dati sotto la lente dell’Assemblea Nazionale

La titolare del Dicastero di rue de Valois, da cui sta per uscire, dovrà fornire oggi pomeriggio spiegazioni sulla sua gestione della crisi che ha colpito il Louvre dopo il furto del 19 ottobre

Vittorio Bertello

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Oggi, lunedì 23 febbraio, la ministra della Cultura Rachida Dati, in procinto di lasciare il suo Dicastero, sarà sentita dall’Assemblea Nazionale, alla quale dovrà fornire spiegazioni sulla sua gestione della crisi che ha colpito il Louvre dopo il furto del 19 ottobre. Dopo circa 70 audizioni, la Commissione d’inchiesta sulla sicurezza dei musei ha convocato per le 16.30 la ministra, che per le sue funzioni sovrintende alla sicurezza del museo parigino e ha rifiutato le dimissioni della sua presidente Laurence des Cars, all’indomani del furto dei gioielli della Corona francese. Recentemente, in un’intervista televisiva, Dati aveva riconosciuto l’esistenza di «problemi di governance» alla testa del museo, aggiungendo: «Ci assumeremo molto presto le nostre responsabilità».

Questa è la prima volta che Rachida Dati, impegnata contemporaneamente in una dura battaglia per la carica di sindaco di Parigi, è tenuta a giustificarsi davanti a una Commissione d’inchiesta su un furto che ha suscitato un’onda d’urto mondiale, ponendo sulla graticola importanti istituzioni francesi. Quando la settimana scorsa il presidente della commissione Alexandre Portier aveva annunciato questa audizione, aveva anche attaccato l’insufficienza dei controlli da parte delle autorità pubbliche sul Museo del Louvre che, secondo lui, è diventato uno «Stato nello Stato». «È chiaro che l’autorità di tutela, il Ministero della Cultura, deve riprendere il controllo della gestione dell’istituzione», aveva affermato Portier, evocando l’«urgenza» di istituire «un controllo e una gestione rigorosi» sul museo.

Dopo il furto, Rachida Dati aveva avviato un’indagine amministrativa e costretto il museo ad adottare misure urgenti per migliorare la sicurezza della struttura. A metà gennaio aveva anche promesso «decisioni importanti» sul caso, che per il momento non hanno avuto seguito, e la missione che aveva annunciato per riorganizzare il Louvre non è mai stata avviata, nonostante dovesse presentare le sue conclusioni alla fine di febbraio. Il futuro di questa missione, che doveva essere affidata all'alto funzionario Philippe Jost, «è uno dei punti che avremo modo di discutere», aveva indicato Alexandre Portier.

Il furto del 19 ottobre ha aperto un profondo periodo di crisi al Louvre, il cui accesso è stato più volte interrotto da un conflitto sociale condotto dalla metà di dicembre dal personale con scioperi ad oltranza e una decina di assemblee generali per ottenere migliori condizioni di lavoro. Il museo ha inoltre dovuto chiudere recentemente una delle sue gallerie a causa della fragilità dell’edificio ed è stato vittima di una frode alla biglietteria stimata in oltre 10 milioni di euro. Un’operazione di polizia condotta contro questa rete il 10 febbraio ha portato all’incriminazione di nove sospetti. Per quanto riguarda la data di uscita dal governo di Rachida Dati, che ha promesso di lasciare il suo ministero prima del primo turno, fonti concordanti all’interno dell’esecutivo hanno indicato sabato che il rimpasto non era previsto prima della metà della settimana.

Rachida Dati, ministra francese della Cultura. Foto: Laurent Vu | Ministero francese della Cultura

Vittorio Bertello, 23 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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