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Daria Berro
Leggi i suoi articoliIl codice babilonese di Hammurabi, il ritratto di Anna di Clèves dipinto da Hans Holbein o il bestiario rinascimentale di Bernard Palissy: sono tre delle sei opere scelte per «I segreti incredibili del Louvre», un'esperienza interattiva gratuita di realtà aumentata che dopo un primo progetto pilota nel 2023 incentrato sulle opere dell'Antico Egitto ha preso il via nel museo parigino il 18 febbraio, con l'obiettivo di coinvolgere soprattutto i visitatori di età inferiore ai 26 anni, che rappresentano quasi la metà del pubblico. «Per rendere il nostro patrimonio comune sempre più accessibile, dobbiamo dare prova di creatività, asserisce Gautier Verbeke, direttore della Mediazione e dello Sviluppo del pubblico al Museo del Louvre. La collaborazione con Snapchat [l’app di messaggistica istantanea e social media per smartphone, famosa per la condivisione di foto e video, i cosiddetti «Snap», che si autodistruggono dopo la visualizzazione o entro 24 ore, Ndr] si inserisce perfettamente in questa ambizione. La realtà aumentata ci offre l'opportunità di mettere in luce opere talvolta poco conosciute dai visitatori, facilitandone la comprensione grazie a dispositivi in linea con gli attuali utilizzi digitali».
L’esperienza si attiva scansionando con lo smartphone il codice QR presente sul cartellino dell’opera e consente aI visitatori di scoprire forme, materiali e colori scomparsi, di decodificare tecniche artistiche anche millenarie e messaggi occulti, di esplorare in modi inediti le collezioni, senza alterare l'integrità fisica dei manufatti. Messa a punto da AR Studio Paris di Snap in stretta collaborazione con i curatori del Museo del Louvre, «I segreti incredibili del Louvre» si basa su materiali d'archivio e accademici. Su louvre.fr, ulteriori spiegazioni consentono ai visitatori di approfondire quanto appreso grazie alla realtà aumentata. Dal carosello delle Lenti di Snapchat o scansionando i banner installati in vari punti del Louvre, inoltre, l’esperienza di realtà aumentata fa apparire blocchi di marmo animati, svelando le opere in 3D e le indicazioni per ritrovarle all'interno dei diversi dipartimenti del museo.
Le sei opere
Il codice di Hammurabi: raccoglie quasi 280 decisioni giudiziarie emanate da Hammurabi, re di Babilonia. Con la realtà aumentata i visitatori possono decodificare il millenario testo legale, che ha dato origine al principio dell’«occhio per occhio».
Il busto di Akhenaton: situato in origine nel Tempio di Karnak, il colossale busto rappresenta il faraone Amenhotep IV, conosciuto anche come Akhenaton. Grazie alla realtà aumentata la scultura ritrova le sue forme e i suoi colori originali, sbiaditi nel corso dei secoli.
Il ritratto di Anna di Clèves: dipinto da Hans Holbein il giovane,il dipinto rinascimentale è un capolavoro della tecnica pittorica e contiene diversi messaggi nascosti che i visitatori possono scoprire sui propri smartphone.
La kore di Samo: offerta alla dea Hera nel suo santuario sull'isola di Samo, la statua in marmo (h 192), in origine era dipinta con colori vivaci. I visitatori possono ora vederla così come appariva 2.500 anni fa.
I quattro prigionieri: un tempo collocati sul piedistallo di Luigi XIV in Place des Victoires a Parigi, durante la Rivoluzione francese, mentre la statua del Re Sole veniva distrutta e fusa, i Prigionieri di Martin Desjardins, considerati vittime del potere assoluto, furono risparmiati e sono ora visibili nella Cour Puget. Grazie alla tecnologia il lavoro si svela nel suo aspetto originale.
«Rustiques figulines»: serpenti, lucertole, tartarughe, rane e tanti altri animali in terracotta di straordinario realismo, presenti nel bacile opera cinquecentesca dell'artista francese Bernard Palissy, prendono vita davanti agli occhi del visitatore.
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