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Lo stampo del VI-VII secolo d.C. rinvenuto nel 2024 nel Kent

Foto: Courtesy Consiglio della Contea del Kent

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Lo stampo del VI-VII secolo d.C. rinvenuto nel 2024 nel Kent

Foto: Courtesy Consiglio della Contea del Kent

La scoperta archeologica che potrebbe cambiare la storia dell’elmo di Sutton Hoo

Un «metal detectorist» ha rinvenuto due anni fa presso un villaggio del Kent un piccolo stampo in lega di rame del VI-VII secolo che rivela la presenza in zona in quell’epoca di manifatture specializzate. La produzione del coevo celebre manufatto scoperto nel 1939 potrebbe quindi essere inglese, non necessariamente scandinava  

Gaspare Melchiorri

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Per quasi cent’anni gli archeologi hanno ritenuto che l’elmo di Sutton Hoo, rinvenuto nel Suffolk nel 1939 tra i tesori di un’enorme sepoltura navale, fosse stato forgiato in Scandinavia. L’oggetto è frutto di una maestria artigianale di altissimo livello, con pannelli decorati in bronzo rivettati su una struttura in ferro. Il metodo di costruzione e lo stile decorativo hanno finora fatto pensare all’Uppland, regione della Svezia orientale, come probabile luogo di provenienza.

Ora però una scoperta fatta da un cercatore di metalli inglese sta complicando la vicenda. Nel 2024, Stephen Newbury ha portato alla luce uno stampo in lega di rame nei pressi del villaggio di Lynsted, nel Kent, nel Sud-est dell’Inghilterra; stampi simili venivano utilizzati per realizzare lamine decorative per le armature, come l’elmo di Sutton Hoo. Datato tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo, è il primo stampo di questo tipo mai rinvenuto in Inghilterra, il che suggerisce la possibilità dell’esistenza di officine metallurgiche in quell’epoca.

«Questo ritrovamento, piccolo ma straordinario, fornisce prove importanti del fatto che elmi come quello di Sutton Hoo potrebbero essere stati realizzati nel Kent», ha dichiarato in un comunicato Andrew Richardson, responsabile dei reperti per il Consiglio della contea del Kent. Newbury ha seguito la procedura prevista, consegnando lo stampo al Portable Antiquities Scheme (progetto governativo per registrare il numero crescente di piccoli reperti di interesse archeologico trovati dal pubblico) per la registrazione e la valutazione. Richardson, in qualità di esaminatore presidente, ha stabilito che il reperto rivestiva un interesse significativo per il Paese, rendendolo idoneo ad essere acquisito ed esposto da un museo del Regno Unito. Un comunicato stampa del Consiglio della contea del Kent ha indicato la Beaney House of Art and Knowledge di Canterbury come probabile destinazione.

«Si tratta di un’ulteriore testimonianza dell’importanza del Kent nella storia dell’Inghilterra antica, in quanto luogo di artigianato, cultura e relazioni internazionali», ha dichiarato in un comunicato Jamie Henderson, membro del consiglio della contea del Kent. «Ritrovamenti come questo contribuiscono a raccontare la storia del nostro passato».

Le origini dell’elmo di Sutton Hoo rimangono un tema archeologico ancora aperto. L’anno scorso, una nuova ricerca condotta presso il Museo Nazionale della Danimarca aveva indicato Tåsinge, un’isola nel sud del Paese, come possibile sito di provenienza. A Tåsinge infatti nel 2023 venne rinvenuto un altro timbro in lega di rame recante l’immagine di un guerriero a cavallo. Bracciale, armamento e acconciatura del guerriero sono simili a quelli presenti sull’elmo di Sutton Hoo. «Ciò indica un possibile legame con la Danimarca», ha affermato all’epoca Peter Pentz, esperto di vichinghi del museo. «Potrebbe significare che non solo sono stati realizzati nello stesso luogo, ma anche dallo stesso artigiano».

Gaspare Melchiorri, 23 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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