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Safeya Binzagr, After Zaboun, 2012

Sotheby’s

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Safeya Binzagr, After Zaboun, 2012

Sotheby’s

L’importanza di Safeya Binzagr, la nuova artista saudita più preziosa di sempre

Il risultato ottenuto da Sotheby’s si inserisce in un percorso di riconoscimento che negli ultimi anni ha riportato l’attenzione sul ruolo svolto dalla pittrice nella definizione di un linguaggio visivo nazionale

Il record d’asta stabilito da Safeya Binzagr a Riyadh segna un momento rilevante per il mercato e per la storia dell’arte saudita. Sabato 31 gennario, durante l’asta Origins II di Sotheby’s, il dipinto «Coffee Shop in Madina Road» (1968) è stato aggiudicato per 1,65 milioni di dollari, raggiungendo i 2,1 milioni di dollari con le commissioni. Per intenderci, l risultato ha superato quello di un’opera di Pablo Picasso, venduta nella stessa asta a 1,6 milioni di dollari e rappresenta il prezzo più alto mai ottenuto all’incanto da un artista saudita, oltre al terzo più elevato per un artista arabo. La vendita, composta da 62 lotti di arte moderna e contemporanea, ha riunito artisti sauditi insieme a nomi regionali e internazionali, confermando la crescente attenzione del collezionismo verso il contesto culturale del Regno. E verso le sue eccellenze, come Binzagr.

Nata nel 1940 ad Al Balad, il quartiere storico di Jeddah, Safeya Binzagr è considerata una figura centrale nello sviluppo dell’arte contemporanea saudita. La sua formazione si è svolta all’estero, prima al Cairo e successivamente alla St Martin’s School of Art di Londra, in un periodo in cui nel Regno mancavano strutture educative e istituzionali dedicate alle arti visive. Rientrata in Arabia Saudita nel 1968, Binzagr tenne la sua prima mostra personale, una delle prime esposizioni realizzate da una donna nel Paese. In quell’occasione, l’artista non poté partecipare fisicamente all’evento a causa delle restrizioni che impedivano alle donne di apparire in pubblico. In seguito avrebbe ricordato di essere presente «in spirito», un’espressione che restituisce il contesto sociale in cui la sua carriera ha preso forma.

La pratica artistica di Safeya Binzagr si è concentrata sulla documentazione della cultura tradizionale saudita in un momento di rapida modernizzazione. Attraverso ricerche sul campo e un’osservazione diretta di architetture, rituali domestici e abbigliamento, l’artista ha costruito un archivio visivo che ha poi tradotto in dipinti dai colori intensi, collage tessili, disegni e incisioni. Opere come «Coffee Shop in Madina Road» restituiscono scene di vita quotidiana e spazi di socialità urbana, offrendo una testimonianza visiva di pratiche e ambienti destinati a scomparire o a trasformarsi profondamente. Questa attenzione nasceva anche dalla consapevolezza della fragilità delle tradizioni tramandate oralmente, in un contesto in cui la documentazione storica non era ancora capillare.

Safeya Binzagr, Coffee Shop in Madina Road

Nel 1995 Binzagr fondò la Darat Safeya Binzagr, il primo centro culturale del Paese e per anni l’unico spazio dedicato alla conservazione e alla diffusione delle arti visive in Arabia Saudita. Il centro ospitava archivi, corsi per studenti, lezioni private per donne e una sala espositiva riservata al pubblico femminile, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artiste e alla creazione di una comunità culturale strutturata. Parallelamente, Binzagr continuò a esporre in Medio Oriente e in Europa, diventando una delle prime artiste saudite a ottenere una visibilità internazionale. Negli ultimi anni il suo lavoro è stato oggetto di una rinnovata attenzione critica grazie alla partecipazione a mostre come Khaleej Modern (2022) all’NYU Abu Dhabi Art Gallery e alla Diriyah Contemporary Art Biennale, dove le sue opere sono state presentate come espressione del modernismo mediorientale.

Safeya Binzagr è scomparsa il 12 settembre all’età di 86 anni. Nel 2017 era stata insignita di un'onorificenza al merito dal re Salman bin Abdulaziz per il suo contributo alla tutela dell’arte e della cultura saudita. Il risultato ottenuto da «Coffee Shop in Madina Road» a Sotheby’s si inserisce quindi in un percorso di riconoscimento che negli ultimi anni ha riportato l’attenzione sul ruolo svolto dall’artista nella definizione di un linguaggio visivo nazionale e nella costruzione di spazi di legittimazione per le donne all’interno del sistema dell’arte.

Camilla Sordi, 03 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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