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Palazzo di Victoria Eugenia, vista esterna dell’ingresso al «Nuovo Mnac», Barcellona

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Palazzo di Victoria Eugenia, vista esterna dell’ingresso al «Nuovo Mnac», Barcellona

Luci e ombre del «Nuovo Mnac» a Barcellona

Il progetto di ampliamento del Museo Nazionale d’Arte della Catalogna costerà 112 milioni di euro e raddoppierà la superficie attuale. Ma sta già sollevando polemiche prima ancora dell’avvio del cantiere, nel 2028

Roberta Bosco

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Il Mnac, Museu Nacional d’Art de Catalunya ha presentato il progetto architettonico di quello che hanno denominato, con poca fantasia, il «Nuovo Mnac». Sembra di essere tornati agli anni ’90: erano ormai decenni che non si destinava un budget così alto a un’istituzione culturale e che non si intraprendeva un progetto così ambizioso e «faraonico», e proprio per questo avvolto da luci ed ombre ancora prima di iniziare. Il costo totale stimato è di 112,7 milioni di euro, di cui 8,3 milioni corrispondono agli onorari degli architetti e 104,5 ai lavori. La somma sarà stanziata dalle amministrazioni pubbliche che formano il consorzio che governa il museo con le seguenti proporzioni: la Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, coprirà il 50% dei costi, lo Stato il 30% e il Comune di Barcellona il 20%.

Il concorso vinto dallo studio catalano Harquitectes in collaborazione con gli svizzeri Christ & Gantenbein (vincitori a Barcellona anche del concorso per l’ampliamento del Macba, già in corso), con il progetto battezzato «Passatge del museu», prevede l’accorpamento del Palazzo Victòria Eugènia per raddoppiare la superficie espositiva del museo, che passerà dagli attuali 11mila metri quadrati a quasi 20mila. Il progetto avrà anche altri servizi: accesso, accoglienza visitatori, uffici, dipartimento di restauro e conservazione e l’area commerciale. In totale, il Mnac passerà da 49mila metri quadrati a 71mila.

La parte più complessa del progetto, e anche la più cara in proporzione, è il tunnel che verrà costruito per collegare la sede storica del Palau Nacional con il Palau Victòria Eugènia. È lo spazio che, secondo gli architetti del Nuovo Mnac, convertirà realmente le attuali due sedi indipendenti in «un unico museo». Il cosiddetto «boulevard coperto» seguirà la montagna e, a seconda della pendenza, avrà diverse piattaforme in dialogo con l’esterno. Il collegamento implicherà notevoli problemi perché la montagna di Montjuïc è fatta di detriti e gli edifici creati per l’Esposizione Universale del 1929 (comprese quindi le sedi del Mnac) erano stati concepiti come effimeri e quindi senza fondamenta. In molti si chiedono se era proprio necessario in un luogo dalle scarse piogge e il clima mite tutto l’anno costruire questo costosissimo tunnel.

Il «boulevard coperto» sembra anche uno dei principali motivi dei crescenti dubbi sul fatto che l’ampliamento possa essere realmente inaugurato per celebrare il centenario dell’Expo nel 2029. Burocrazia permettendo, gli appalti saranno assegnati durante il 2027 e i lavori inizieranno a gennaio 2028. Resta da vedere che cosa riusciranno a concludere per il 2029 e anche quali saranno i danni collaterali per l’attività del museo nei prossimi tre anni. Intanto per tutto il 2027 il primo piano, quello dedicato all'arte moderna, non sarà visitabile.

Anche se Pepe Serra, direttore del Mnac, parla dell’ampliamento già da dieci anni, la realtà è che non esiste ancora un progetto museografico e per ora l’unica certezza è che il Nuovo Mnac esporrà l’arte catalana dal Medioevo a oggi. In definitiva si parla molto del contenitore, ma quasi per nulla dei suoi contenuti.

Una veduta interna dell’ingresso al «Nuovo Mnac»

Vista del collegamento tra i due edifici dalla Promenade Forestier

Roberta Bosco, 12 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Luci e ombre del «Nuovo Mnac» a Barcellona | Roberta Bosco

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