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© Guang Xu, artwork by Sophie Reinhold

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MIART NEW DIRECTIONS | Bortolami

In vista della trentesima edizione di Miart, una serie di conversazioni con le gallerie protagoniste della fiera per delineare una mappa di orientamenti, strategie e visioni

Jenny Dogliani

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Fondata a New York nel 2005 da Stefania Bortolami e Amalia Dayan, oggi guidata dalla sola Bortolami, si è trasferita a Tribeca nel 2017. La galleria rappresenta oltre trenta artisti ed estates internazionali e ha costruito la propria identità su una programmazione rigorosa, attenta a pratiche concettuali, installative e site specific. Tra gli artisti rappresentati Daniel Buren, Tom Burr, Barbara Kasten, Lena Henke e Aki Sasamoto. Accanto alle mostre in sede, Bortolami sviluppa progetti fuori spazio e iniziative come Artist / City, che commissiona installazioni di lunga durata in contesti urbani statunitensi, e accompagna spesso le esposizioni con pubblicazioni, cataloghi e incontri.

 Il tema della trentesima edizione di miart è New Directions, un concetto che richiama il jazz e l’idea di variazione sul tema attraverso l’improvvisazione. Nel vostro percorso di galleristi, vi siete mai trovati in una situazione in cui avete dovuto contare sulla vostra capacità di improvvisazione?
Fare arte, così come curare mostre, lavorare con gli artisti e persino vendere opere d’arte, è fondamentalmente un lungo esercizio di improvvisazione. I piani cambiano continuamente, le situazioni mutano da un giorno all’altro e bisogna reagire con altrettanta rapidità. In questo senso, il mondo dell’arte funziona meno come un sistema rigido e più come un ecosistema molto agile: flessibile, reattivo e, a volte, caotico nel senso migliore del termine. È proprio questa capacità di adattarsi che permette all’arte di circolare e di essere scambiata a livello globale. E, naturalmente, il motivo per cui tutti sono disposti a muoversi a quella velocità è ciò che sta al centro di tutto e la sua natura viva: l’arte stessa.

Christine Safa, Deux Maisons, un arbre, 2026. Courtesy of the artist and Bortolami Gallery, New York

Le fiere d’arte giocano un ruolo significativo per le gallerie. Qual è l’obiettivo di esporre a una fiera internazionale come miart?
Sebbene Bortolami operi esclusivamente da New York, si può tranquillamente affermare che sia una galleria italiana! Lo dimostra il straordinario sostegno che i nostri artisti ricevono da curatori, istituzioni e mecenati italiani. Basti pensare, ad esempio, al fatto che Christine Safa, Leda Catunda, Nathlie Provosty e Marina Rheingantz hanno tutte tenuto mostre personali all’ICA di Milano. Rappresentiamo inoltre un’icona italiana vivente, Claudio Parmiggiani. La partecipazione a MiArt ribadisce i legami della galleria con questa vivace scena artistica e siamo entusiasti di rivedere di persona i nostri sostenitori questa primavera.

Con quali artisti, tipologie di opere e concept curatoriale partecipate a miart?
Presentiamo un gruppo di artisti che hanno tutti fatto recentemente mostre in musei e fondazioni in Italia. Mary Obering, la defunta pittrice minimalista newyorkese, ha trascorso gran parte della sua vita in Puglia - questo aspetto è stato recentemente celebrato in una mostra personale alla Fondazione Giuliani di Roma. La straordinaria mostra di paesaggi concettuali della pittrice brasiliana Marina Rheingantz si è appena conclusa all’ICA Milano. Anche la pittrice francese Christine Safa ha tenuto una mostra personale all’ICA Milano e continua a lavorare con le tecniche del Rinascimento italiano. I dipinti di Frieda Toranzo Jaeger al MiArt saranno esposti in concomitanza con la sua mostra alla Fondazione Bonollo. E Ann Veronica Janssen ha presentato una mostra iconica delle sue opere di luce e spazio al Pirelli HangarBicocca di Milano.

Milano è ricca di musei e gallerie, ma è anche la città della moda e del design. Quanto questo ecosistema ibrido si riflette sul pubblico e sul collezionismo che frequenta miart?
Ho intenzione di indossare Prada mentre vendo opere d'arte agli italiani. Per quanto ci riguarda, è tutto un tutt’uno!

Jenny Dogliani, 01 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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