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Alfonso Panzetta
Leggi i suoi articoliIl mito di Pigmalione continua a esercitare, in forme spesso sotterranee ma non per questo meno incisive, una persistente influenza sull’immaginario e sulla pratica del collezionismo artistico. Le sue vittime emergono talvolta attraverso dichiarazioni esplicite, altre volte, come nel caso in esame, mediante una pubblicazione che si configura, senza ambiguità, come una vera e propria dichiarazione d’amore per la scultura. Tra le arti cosiddette maggiori, essa è stata a lungo considerata marginale o comunque meno frequentata, forse per la sua intrinseca difficoltà di fruizione o per la minore immediatezza rispetto alla pittura; eppure, per chi ne sviluppi una piena consapevolezza, la scultura si rivela capace di ridefinire in profondità il rapporto stesso con l’esperienza artistica. Essa introduce infatti a una dimensione ulteriore, fondata sulla presenza concreta, tattile e spaziale dell’opera, che si distingue radicalmente dalla dimensione illusoria e bidimensionale propria della pittura, imponendo allo spettatore un confronto diretto, fisico e quasi dialogico con la materia.
Come per il precedente volume dedicato alle terrecotte, apparso due anni orsono, anche questo elegante e imponente libro sui marmi e i bronzi della collezione di Roberta e Gerolamo Etro (a buon diritto riconosciuti come moderni succubi di Pigmalione) è curato da Andrea Bacchi e si avvale della straordinaria, rigorosa e al tempo stesso suggestiva campagna fotografica di Arrigo Coppitz. Ne risulta un oggetto editoriale di grande coerenza formale, in cui la qualità delle immagini non solo documenta, ma interpreta le opere, restituendone la densità plastica e la complessità luministica. Quella degli Etro è una collezione che prende avvio in modo consapevole nei primi anni Duemila e che, nel corso di poco più di un ventennio, è giunta a configurarsi come la più ampia raccolta privata italiana di scultura dal XV al XXI secolo. Particolarmente notevole è il nucleo di marmi di età barocca, capace di reggere il confronto con le più importanti istituzioni museali internazionali. La sequenza degli artisti rappresentati, da Gagini, Amadeo e Bandini a Mochi e Finelli, da Algardi, Bernini, Parodi e Le Court fino a Messerschmidt, Canova, Wildt, Minerbi, Marini, Martini e Mastroianni, per giungere infine a Kosuth e Fabio Viale, compone un percorso di straordinaria ampiezza cronologica e qualità, articolato in 102 opere di rilevanza non solo artistica, ma anche storica e collezionistica. Organizzato secondo un criterio cronologico e per aree geografiche, il volume è il risultato di un biennio di intenso lavoro che ha coinvolto oltre quaranta studiosi di livello internazionale, ciascuno chiamato a contribuire con le proprie specifiche competenze. Ne deriva un’opera corale che, pur nella pluralità delle voci, mantiene una notevole compattezza scientifica e una chiarezza espositiva esemplare, offrendo al lettore non solo un catalogo, ma uno strumento critico di riferimento per lo studio della scultura europea tra Rinascimento e contemporaneità.
Collezione G&R Etro. Marmi e bronzi
a cura di Andrea Bacchi, 528 pp., 412 ill. b/n e col., Officina Libraria, Roma 2026, € 80
La copertina del volume
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