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Massimo Osanna nuovo Capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura

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Massimo Osanna nuovo Capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura

Massimo Osanna alla guida del Dipartimento Attività culturali. Si apre la partita per la Direzione Generale Musei

Il Consiglio dei ministri ha nominato Massimo Osanna nuovo Capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura. Dopo gli anni alla Direzione Generale Musei, l'archeologo assume uno degli incarichi più strategici del dicastero. La nomina apre ora la successione alla guida della rete museale nazionale e ridisegna alcuni equilibri interni del ministero.

Sophie Seydoux

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Massimo Osanna lascia la Direzione Generale Musei e assume la guida del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura. La nomina, deliberata dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro Alessandro Giuli, rappresenta uno dei passaggi più rilevanti nella recente riorganizzazione del dicastero e segna l'ingresso dell'archeologo in una posizione di coordinamento che supera la dimensione del sistema museale per investire l'intero campo delle politiche culturali nazionali.

Osanna succede a Mario Turetta alla guida del Diac, una struttura centrale nell'architettura amministrativa del Ministero della Cultura. Il Dipartimento Attività culturali svolge infatti funzioni di indirizzo, coordinamento e raccordo tra diverse direzioni generali e rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui vengono attuate le strategie ministeriali relative alla valorizzazione del patrimonio, alla programmazione culturale e alle relazioni con le istituzioni territoriali.

La scelta appare in continuità con il percorso professionale di Osanna, figura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale all'interno del MiC. Archeologo di formazione, già direttore del Parco Archeologico di Pompei durante la stagione del rilancio internazionale del sito campano, Osanna è stato nominato Direttore Generale Musei nel 2020. Da quella posizione ha gestito una fase complessa, segnata prima dalla pandemia e successivamente dalla ripresa dei flussi turistici, accompagnando il rafforzamento della rete museale statale e consolidando il ruolo dei musei come infrastrutture culturali e non soltanto come luoghi di conservazione. Il passaggio al Diac amplia ulteriormente il raggio d'azione dell'ex direttore di Pompei. Se la Direzione Generale Musei è concentrata principalmente sulla gestione e valorizzazione degli istituti museali statali, il nuovo incarico colloca Osanna in una posizione più trasversale, chiamata a coordinare priorità, programmi e strategie che riguardano l'intero ecosistema culturale nazionale.

La nomina assume rilievo anche per le conseguenze che produce all'interno della macchina ministeriale. Con il trasferimento di Osanna si apre infatti una delle partite più importanti dei prossimi mesi: la successione alla Direzione Generale Musei. Si tratta di uno degli incarichi più influenti del ministero, responsabile di una rete che comprende centinaia di istituti e luoghi della cultura e che rappresenta una delle principali interfacce tra amministrazione pubblica, territorio e pubblico internazionale. La scelta del successore sarà osservata con attenzione dal settore museale italiano. Negli ultimi anni il dibattito si è progressivamente spostato dalla sola tutela verso temi quali accessibilità, sostenibilità economica, autonomia gestionale, digitalizzazione, internazionalizzazione e capacità dei musei di incidere sulle comunità locali. Questioni che continueranno a definire l'agenda culturale del Paese e che il prossimo direttore sarà chiamato a interpretare.

Per il ministro Giuli, la promozione di Osanna rappresenta anche una scelta di continuità amministrativa. In una fase in cui il Ministero è impegnato a consolidare gli investimenti degli ultimi anni e a ridefinire il proprio ruolo all'interno delle politiche culturali europee, l'esperienza maturata dall'archeologo nella gestione di grandi istituzioni e nella complessa macchina ministeriale viene considerata una garanzia di stabilità. Più che un semplice avvicendamento, la nomina fotografa dunque un passaggio di scala. Dopo avere gestito uno dei principali segmenti del sistema culturale italiano, Osanna è chiamato ora a operare su un livello più ampio, dove programmazione culturale, patrimonio, istituzioni e governance convergono nella definizione delle politiche pubbliche del settore.

Sophie Seydoux, 06 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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