Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Vignetta per capolettera della Repubblica Cisalpina di Mauro Gandolfi

Image

Vignetta per capolettera della Repubblica Cisalpina di Mauro Gandolfi

Mauro Gandolfi, incisore inquieto nell’Europa rivoluzionaria e napoleonica

Il libro curato da Donatella Biagi Maino ce lo presenta nella veste di acquafortista, un settore dove si distinse per talento, originalità artistica e tecnica

Arabella Cifani

Leggi i suoi articoli

Mauro Gandolfi (1764-1834), disegnatore, incisore, pastellista e acquarellista, proveniva da una famiglia di straordinari artisti bolognesi tra i quali si ricordano il padre Gaetano e lo zio Ubaldo, e dimostrò fin da giovane un’indole irrequieta. La sua vita ha qualcosa di stendhaliano e lo fa, per certi versi, rassomigliare a quel Fabrizio del Dongo che nella gioventù si invaghì di Napoleone e delle sue idee. Anche Gandolfi visse gli anni concitati seguiti alla Rivoluzione francese. Giacobino, fu protagonista della Repubblica Cispadana e di quella Cisalpina, e di un lungo periodo che lo vide in prima fila impegnato politicamente, sinché, deluso dagli avvenimenti seguiti all’imporsi di Napoleone, decise di dedicarsi al solo suo mestiere. 

Il bel libro curato da Donatella Biagi Maino ce lo presenta nella veste di acquafortista, un settore dove si distinse per talento, originalità artistica e tecnica. Gandolfi per perfezionarsi si recò a Parigi e Londra e in virtù del talento innato e della continua applicazione, divenne uno dei più apprezzati incisori italiani. Giunse anche negli Stati Uniti, su invito del pittore John Trumbull affinché riproducesse in rame il suo dipinto «Declaration of Independence» (1819, Yale University Art Gallery): un impegno che non volle però accettare. Gandolfi aveva ragione, il quadro dell’americano, storicamente importante, è opera mediocre e opaca, incapace di trasmettere emozioni, troppo per i gusti di un italiano abituato a ben altra arte. 

Poche cose sono più desiderabili di un’acquaforte di Mauro Gandolfi: sono così assolutamente perfette, luminose e nitide che non ci si stanca di guardarle. In questo libro l’autrice ce ne offre un’ampia panoramica commentata che rivela al grande pubblico la realtà del percorso culturale di questo dotatissimo artista, la cui vita viene ripercorsa nel saggio introduttivo. Si susseguono traduzioni calcografiche di opere celebri di Reni, Teniers, Le Brun, Raffaello, Guercino e sue opere di invenzione fra le quali spiccano alcune carezzevoli vignette per capolettera della Repubblica Cisalpina, quasi commoventi nella loro accesa fede politica, tanto presto tradita dagli eventi seguenti. 

Del bel comporre. Incisioni di Mauro Gandolfi
di Donatella Biagi Maino, 92 pp., ill., in riga edizioni, Bologna 2025, € 18

La copertina del volume

Arabella Cifani, 08 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il manufatto marmoreo conservato nei Musei Vaticani è una summa della prefigurazione teologica della resurrezione di Cristo. Una nuova visione della bellezza destinata a divenire albergo dell’anima

È di recente pubblicazione un esemplare studio di Edoardo Villata sul gigante della pittura europea che ha dato una risposta artistica e mistica alle questioni teologiche sollevate da Lutero con la Riforma

Il ricordo della storica dell’arte e curatrice della Sezione Libri de «Il Giornale dell’Arte»

Un libro della Fondazione Zeri per capire come siano finiti all’estero tanti nostri capolavori, per studiare e anche arrabbiarsi un po’

Mauro Gandolfi, incisore inquieto nell’Europa rivoluzionaria e napoleonica | Arabella Cifani

Mauro Gandolfi, incisore inquieto nell’Europa rivoluzionaria e napoleonica | Arabella Cifani