Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIeri 28 maggio era stata pubblicata la notizia della scoperta di un mosaico romano nella Galleria Alberto Sordi (già Galleria Colonna) a Roma, un mosaico in cui, apparentemente, uno dei commensali di una tavola imbandita teneva in mano quella che sembrava essere una patatina fritta. Bastava scorrere il testo di qualche riga, però, e dare un’occhiata all’illustrazione intera del mosaico per capire che si trattava in realtà di una trovata pubblicitaria: ai quattro angoli del «mosaico romano» rettangolare si trovano quattro raffigurazioni di contenitori McDonald’s di patatine.
«L’Azienda, si legge nella notizia “pubblicitaria” pubblicata dal sito di informazione RomaToday, ha creato un vero e proprio sito archeologico simulato all’interno della Galleria Alberto Sordi, per rendere omaggio alla città di Roma e alla sua ricchissima storia, creando qualcosa che unisse passato e presente. L’installazione, intitolata “Enjoy the Classics”, resterà visitabile gratuitamente fino al 7 giugno, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza davvero originale, dove storia antica e contemporaneità si incontrano».
«Per celebrare ulteriormente questo evento, McDonald’s ha, inoltre, annunciato il lancio di un menu speciale, “Welcome to Roma”, disponibile in tutti i ristoranti della Capitale e pensato proprio per accogliere, al meglio, pellegrini e turisti che visiteranno la città durante l’Anno Santo».
Altri articoli dell'autore
Si interverrà da maggio a settembre su uno dei luoghi simbolo del capoluogo toscano, vecchio di più di duemila anni (poco più a nord già i Romani, nel 50 a.C., realizzarono un transito a più arcate)
Vi è stata scoperta ultimamente una vasta domus (la «domus dei mosaici») databile alla fine del I secolo a.C., con ambienti di rappresentanza, peristili, ninfei e un articolato settore termale privato
«I maschi» venne realizzato tra il 1921 e il 1924 per la Biennale di Venezia, ma poi mai esposto al pubblico. Negli anni Settanta il dipinto è stato donato al Comune di Fossombrone, che da allora lo espone nella Sala Consiliare
Il ritrovamento dei resti di questi impianti piuttosto grandi (2 metri di diametro) farebbe supporre l’esistenza, in una zona all’epoca extraurbana, di un’area artigianale specializzata nella produzione di ceramica o materiali da costruzione



