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Una veduta aerea del sito di Fioccaglia (Av), con (in grigio) una mappa magnetica con indicazione delle strutture scoperte (elaborazione: LabTaf Unisalento).

Foto: Ministero della Cultura

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Una veduta aerea del sito di Fioccaglia (Av), con (in grigio) una mappa magnetica con indicazione delle strutture scoperte (elaborazione: LabTaf Unisalento).

Foto: Ministero della Cultura

Nell’antica città di Fioccaglia, in Campania, droni «archeologi» hanno contribuito a individuare il Foro e un Teatro

Le ultime indagini sul sito dell’Avellinese rivalutano la sua importanza storica: era sul tracciato della Via Appia, e da esso partiva anche una Via Aemilia fatta costruire dal console Marco Emilio Lepido

Vittorio Bertello

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La tecnologia avanzata si conferma come prezioso strumento nella prassi dell’indagine archeologica. Nel sito romano di Fioccaglia, nel comune di Flumeri (Av), sul tracciato della Via Appia, ci si è giovati dell’utilizzo di alcuni droni, dotati di sensori termici e multispettrali, per l’individuazione del Foro e di un Teatro. L’ultima campagna di indagine, condotta, sotto la direzione di Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e con l’Amministrazione comunale di Flumeri, ha così ottenuto interessanti risultati per la comprensione dell’articolazione urbanistica dell’antica città romana, aggiungendo un ulteriore tassello alla reputazione della Via Appia, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Il sito, che alcuni studiosi identificano con l’antica Forum Aemilii e che risale al II-I secolo a.C., è anche una preziosa fonte di informazione per comprendere il processo di romanizzazione dell’Irpinia. Le stesse strade che lo attraversavano ne definiscono l’importanza: non solo vi passava la «Regina Viarum», da esso partiva anche una Via Aemilia fatta costruire dal console del 126 a.C. Marco Emilio Lepido. La sua esistenza fu presumibilmente interrotta o ridimensionata in seguito alla Guerra Sociale (91-88 a.C.).

Precedenti scavi, risalenti agli anni Ottanta del Novecento, avevano portato alla scoperta di un decumano basolato e di una domus di lusso decorata in primo stile pompeiano, vestigia che documentano la presenza all’interno del centro di personaggi di rango elevato. Le presenti ricerche hanno anche permesso di individuare con chiarezza l’impianto ortogonale della città, con assi stradali regolari e isolati pianificati secondo il modello delle città di nuova fondazione.

L’individuazione del Foro, cuore civile e commerciale dell’abitato, ha portato a individuare una vasta piazza centrale e una serie di edifici pubblici che vi si affacciavano. Ma sono stati anche trovati resti di un Teatro monumentale, una grande struttura, votata agli spettacoli e alla vita pubblica, finora ignota, elemento che attesta l’importanza sociale e culturale del centro urbano. Tutto porta a pensare che Fioccaglia fosse una città strutturata e dotata di edifici pubblici monumentali, con un più rilevante ruolo storico e strategico nel sistema viario romano di quanto finora ritenuto.

Il direttore scientifico del progetto Giuseppe Ceraudo ha dichiarato: «La combinazione di prospezioni geofisiche con le indagini telerilevate tramite droni, dotati di sensori termici e multispettrali, ci ha fornito una quantità di dati senza precedenti. Questa integrazione di tecnologie non invasive ci ha permesso di ottenere una sorta di radiografia del centro abitato antico ancora presente sotto la superficie del terreno, identificando le strutture sepolte grazie alle variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Avere le prove dell’articolazione del Foro e l’individuazione di un Teatro ci permette di riscrivere una pagina importante sulla romanizzazione dell’Irpinia e sull’evoluzione di un centro di fondazione romano in un momento cruciale per la storia di Roma, tra l’età dei Gracchi e Silla, e risulterà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito».

Vittorio Bertello, 16 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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