Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliLa prima risposta è arrivata da Sotheby’s. La stagione delle aste di maggio, attesa come uno dei test più rilevanti per il mercato internazionale dopo tre anni di correzione, si è aperta con la vendita della collezione Robert Mnuchin e con un Rothko da 85,7 milioni di dollari. Brown and Blacks in Reds, dipinto nel 1957 e stimato tra 70 e 100 milioni, ha guidato la serata al Breuer Building, confermando che la domanda per opere rare, storicizzate e con provenienze forti resta solida nel segmento più alto del mercato. La vendita di postwar e contemporaneo di Sotheby’s ha totalizzato 407,5 milioni di dollari. La selezione Mnuchin, 11 lotti, è stata venduta al 100%.
Il risultato del Rothko è un indicatore. Mnuchin aveva acquistato l’opera nel 2003 per 6,7 milioni di dollari; oggi la tela si colloca tra i risultati più alti mai raggiunti dall’artista in asta, appena sotto il record di Orange, Red, Yellow, venduto nel 2012 da Christie’s per 86,9 milioni. Il passaggio segnala la distanza tra due cicli di mercato: quello espansivo dei primi anni Duemila, alimentato dall’ingresso di nuovi capitali, e quello attuale, più selettivo, in cui le opere migliori riemergono come beni rifugio culturali. La collezione Mnuchin ha avuto un peso particolare perché non rappresentava soltanto il gusto di un grande collezionista. Robert Mnuchin è stato una figura cardine del mercato americano: finanziere, poi mercante, advisor di alcuni dei maggiori collezionisti statunitensi. Le opere rimaste nella sua collezione personale sono state lette dal mercato come una selezione filtrata da decenni di conoscenza diretta. In un momento di maggiore cautela, questo tipo di provenienza diventa una leva decisiva.
La stagione newyorkese, nel suo complesso, ha dimensioni imponenti. Le vendite di maggio da Sotheby’s, Christie’s, Phillips e Bonhams sono stimate tra 1,8 e 2,6 miliardi di dollari. Sotheby’s da sola parte da una stima minima di 690,4 milioni, superiore del 70% al totale delle vendite di maggio 2025, mentre Christie’s punta a un intervallo complessivo tra 1 e 1,5 miliardi. Il dato fotografa un mercato che prova a trasformare i segnali di ripresa dello scorso novembre in una tendenza più stabile.
La strategia delle case d’asta è chiara: grandi provenienze, capolavori riconoscibili, collezioni monografiche, artisti storicizzati. Christie’s ha conquistato la collezione Marian Goodman, una delle più attese della stagione. Il lotto più simbolico sarà Kerze (Candela) di Gerhard Richter, del 1982, stimato tra 35 e 50 milioni di dollari. Il dipinto non è solo un’opera di alta qualità: appartiene alla storia stessa del rapporto tra Goodman e Richter. La gallerista lo acquistò prima di iniziare a rappresentare l’artista e proprio da quell’opera nacque una relazione professionale durata quarant’anni.
Sempre da Christie’s arriverà un altro blocco decisivo: la collezione S.I. Newhouse, con sedici lotti stimati fino a 450 milioni di dollari. Il gruppo è guidato da due opere nell’ordine dei 100 milioni: Number 7A, 1948 di Jackson Pollock e Danaïde di Constantin Brâncuși, scultura in bronzo e foglia d’oro che Newhouse acquistò nel 2002 per 18,1 milioni, allora record mondiale per una scultura in asta. Qui il mercato misurerà la profondità della domanda per i capolavori moderni e postwar in una fascia di prezzo estrema.
Christie’s proporrà anche tre opere provenienti dalla collezione Agnes Gund, firmate Mark Rothko, Cy Twombly e Joseph Cornell, con una stima complessiva fino a 123 milioni. Dalla collezione Marilyn Arison arriverà invece una selezione impressionista guidata da Pivoines dans une Bouteille di Édouard Manet, del 1864, stimata tra 7 e 10 milioni. La presenza di Gund e Arison rafforza un elemento ormai centrale: la narrazione biografica del collezionista è diventata parte integrante del valore economico.
Sotheby’s, dopo l’apertura con Mnuchin, continuerà con altri nuclei rilevanti. Dalla collezione di Enrico e Adele Donati arriverà Arlecchino (Busto) di Picasso, del 1909, opera cubista stimata fino a 40 milioni. Nella vendita “Now & Contemporary” sono attesi Museum Security (Broadway Meltdown) di Jean-Michel Basquiat, stimato oltre 45 milioni, e Untitled III di Willem de Kooning, tra 25 e 35 milioni. Nella vendita moderna del 19 maggio sarà offerto anche La Moisson en Provence di Van Gogh, acquerello stimato tra 25 e 35 milioni, con la possibilità di avvicinare o superare il record per un’opera su carta dell’artista.
Il catalogo Sotheby’s include inoltre il ritratto di Brigitte Bardot realizzato da Andy Warhol nel 1974 dalla collezione Gunter Sachs, stimato tra 14 e 18 milioni. È un lotto che intercetta un’altra linea forte del mercato: il valore delle icone culturali, dove immagine, celebrità, provenienza e pittura convergono in un’unica struttura di desiderabilità.
Phillips, il 19 maggio, giocherà una partita diversa ma significativa. La casa d’aste resta più esposta al contemporaneo recente e al collezionismo giovane, ma in questa stagione punta anche su Warhol con Sixteen Jackies, stimato tra 15 e 20 milioni, e 4 Colored Marilyns (Reversal Series), mai apparso prima in asta e stimato tra 4 e 6 milioni. Il catalogo comprende inoltre un’opera su tela di Lee Bontecou, rimasta fuori dalla vista pubblica per vent’anni, stimata tra 1,2 e 1,8 milioni, e Fortune di Pat Passlof, del 1960, stimata tra 300mila e 500mila dollari. Proprio Passlof sarà un indicatore da osservare per capire se il mercato delle artiste astratte storicamente sottovalutate continuerà a crescere anche in una fase più selettiva.
Bonhams chiuderà il ciclo con una vendita più contenuta, stimata intorno ai 30 milioni, ma strategicamente importante per l’inaugurazione del nuovo flagship al 111 West 57th Street. Il top lot atteso è ...Words Mean Nothing at All di Yoshitomo Nara, del 2012, stimato tra 4 e 6 milioni. Accanto a Nara, Bonhams porterà in asta 21 opere di Pierre-Auguste Renoir, in gran parte inedite, donate dall’artista alla modella e tata di famiglia Gabrielle Renard e rimaste da allora nella stessa discendenza. Il lotto più atteso del gruppo è Fleurs, natura morta floreale del 1887, stimata tra 500mila e 700mila dollari.
Il primo bilancio, dopo la vendita Sotheby’s, indica un mercato più disciplinato che euforico. I compratori ci sono, ma chiedono qualità, rarità, storia espositiva, provenienza e prezzi credibili. Il segmento alto regge quando l’opera è incontestabile. La fascia media resta più difficile. L’ultra-contemporary non è scomparso, ma ha perso la centralità speculativa degli anni 2020-2021. La stagione si gioca dunque su un terreno più classico: capolavori, grandi nomi, collezioni da favola.
Altri articoli dell'autore
Cinquantadue artisti della mostra internazionale “In Minor Keys” rifiutano la candidatura ai Leoni d’Oro assegnati tramite voto pubblico. La decisione segue le dimissioni della giuria e si inserisce in un’edizione segnata da tensioni geopolitiche e crisi istituzionale
La Fondazione Giancarlo Ligabue attiva una residenza con Marta Spagnoli, invitata a sviluppare un progetto in dialogo con “Collecto”. Pittura e disegno diventano strumenti per rileggere i materiali della collezione, tra stratificazione, memoria e costruzione del segno. Un intervento che introduce una dimensione produttiva dentro un impianto espositivo enciclopedico.
Il Cinema Godard di Fondazione Prada presenta a maggio un calendario che intreccia anteprime, retrospettive e incontri. La selezione attraversa cinema d’autore, produzione contemporanea e storia del medium, mettendo in relazione film, artisti e contesti culturali. La sala si conferma come spazio di lettura e confronto.
Seguso Vetri d’Arte presenta al Brera Design District 2026 un progetto che trasforma il vetro in un sistema progettuale unitario, dove memoria muranese e sperimentazione contemporanea si intrecciano attraverso moduli, luce e materia



