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Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliA Milano il Cinema Godard consolida la sua linea. Quella di costruire una programmazione che tenga insieme cinema, arti visive e produzione contemporanea. Il calendario di maggio, curato da Paolo Moretti, si muove lungo questa direzione con una struttura articolata, che alterna prime visioni, retrospettive e incontri pubblici.
La sezione #Anteprima introduce due titoli che lavorano sul rapporto tra immagine e realtà. Ghost Elephants di Werner Herzog, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, conferma la continuità del regista nella ridefinizione del documentario. A seguire, Claudio Abate. L’obiettivo sull’arte di Pappi Corsicato riporta l’attenzione su una figura centrale nella costruzione visiva dell’Arte Povera, riaprendo un dialogo diretto tra cinema e storia dell’arte italiana.
Il nucleo retrospettivo è affidato a #Soggettiva, dedicata a David Lynch. La selezione attraversa l’intera filmografia, da Eraserhead a Mulholland Drive, restituendo la complessità di un autore che ha inciso profondamente sull’immaginario contemporaneo. La retrospettiva arriva in un momento preciso e contribuisce a ridefinirne la lettura critica.
Due focus completano il quadro. #DL ripercorre il lavoro di David Lowery, autore capace di muoversi tra cinema indipendente e produzione più ampia. #MM, a cent’anni dalla nascita di Marilyn Monroe, rilegge alcune interpretazioni chiave riportando al centro la costruzione della figura attoriale nel sistema hollywoodiano. Lo spazio dedicato agli esordi trova una sua collocazione in #Supernova con Le Bambine di Valentina e Nicole Bertani, presentato a Locarno. L’incontro con le registe introduce una dimensione diretta tra autori e pubblico, che resta uno degli elementi più solidi della programmazione.
Le altre sezioni ampliano il campo. #Nocturna riporta in sala La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, restituendo visibilità a un classico del thriller italiano. #Queerelle, in collaborazione con il Mix Festival, inserisce il cinema queer contemporaneo in un contesto istituzionale ormai stabile. #Sonic lavora sulle relazioni tra musica e immagine, mentre #Classici e #Moderni costruiscono un percorso che attraversa Cocteau, Varda, Bellocchio, Linklater, Baumbach e Tarantino.
Un elemento rilevante è il dialogo con la mostra Dash di Cao Fei. La rassegna parallela collega programmazione cinematografica e progetto espositivo, estendendo il lavoro curatoriale oltre lo spazio della mostra. L’apertura con Futura introduce uno sguardo sul presente italiano che si inserisce in un contesto più ampio.
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