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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliRonald Clucas, un appassionato britannico di archeologia, veterano tra i ricercatori con il metal detector (proprio quest’anno ha compiuto mezzo secolo di indagini con questo strumento), ha avuto la soddisfazione di vedersi riconosciuta l’importanza di un suo ritrovamento: quello di un braccialetto d’oro vichingo, databile tra il 1000 e il 1100 d.C., scoperto nella primavera di quest’anno sull’Isola di Man, tra l’Inghilterra e l’Irlanda.
Il manufatto aureo è stato identificato come il frammento di un braccialetto appartenuto a un vichingo di circa 1.000 anni fa. Il 29 maggio è stato dichiarato «tesoro» da un funzionario statale dell’isola e trasferito nella galleria del Manx Museum dedicata ai Vichinghi, dove ora è esposto al pubblico.
L’intricato intreccio di verghe d’oro è opera di un abile orafo (il basso livello di corrosione indica un alto contenuto d’oro), e il braccialetto avrebbe avuto una funzione sia ornamentale sia pratica: non forniva soltanto un’ostentazione di ricchezza e di status sociale, ma poteva anche essere suddiviso per essere utilizzato come valuta, o strumento di pagamento. L’oggetto è stato ritrovato piegato a metà e misura 3,8 centimetri, sebbene in origine fosse lungo il doppio.
Allison Fox, archeologa del Manx National Heritage, ha identificato due punti di taglio. «Un taglio ha rimosso l’estremità terminale del bracciale; l’altro lo ha tagliato quasi a metà. Per ragioni che non conosceremo mai, questo frammento di bracciale è stato sepolto nel terreno fino alla sua scoperta. Potrebbe essere stato nascosto per essere conservato, essere andato perduto o anche esser stato sepolto come offerta agli dèi vichinghi».
Il ritrovamento dimostra l’importanza dell’Isola di Man per i Vichinghi, che vi sbarcarono all’inizio del IX secolo, apprezzandone la terra fertile, i porti protettivi e il vantaggio geografico sulle rotte marittime regionali. La stessa Fox ha asserito che durante l’epoca vichinga, che durò fino al XIII secolo, sull’isola vigeva un’economia «duale», in cui sia le monete sia i lingotti, d’argento o d’oro, erano forme di valuta accettate.
«I braccialetti in oro sono poco comuni. Il metallo giallo era un bene relativamente raro e raramente veniva utilizzato per il commercio quotidiano», ha ancora commentato Fox agli organi di stampa. «Sull’isola erano stati rinvenuti in precedenza un esemplare intrecciato e un altro finemente inciso, il che fa pensare che all’epoca vichinga qui lavorasse un bravo orafo».
Il Manx Museum conserva una ricca documentazione archeologica sugli insediamenti vichinghi nell’Isola di Man, con numerose croci vichinghe in pietra e una collezione di argenti che non ha eguali in tutto il Regno Unito.
Lo scopritore del braccialetto, Ronald Clucas, e l’archeologa del Manx National Heritage, Allison Fox. Foto: Courtesy Manx National Heritage
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