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La sostenibilità ambientale legata al turismo è tra gli obiettivi del progetto pilota «CopenPay». Nella foto, il castello dell’Hermitage, con il celebre parco dei cervi

Courtesy of Wonderful Copenhagen

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La sostenibilità ambientale legata al turismo è tra gli obiettivi del progetto pilota «CopenPay». Nella foto, il castello dell’Hermitage, con il celebre parco dei cervi

Courtesy of Wonderful Copenhagen

Overtourism e turismo sostenibile: il modello del Nord Europa

A Copenaghen i turisti che attivano semplici buone pratiche (come preferire il treno, muoversi con i mezzi pubblici o prendersi cura dei parchi) sono ripagati con premi e agevolazioni. E altre località prendono spunto, da Berlino alla Normandia, a Ravenna

Elena Franzoia

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Da vorace consumatore a «cittadino temporaneo». È un radicale cambiamento di ruolo quello che i Paesi del Nord Europa propongono ai propri visitatori, concretizzando una sostenibilità necessaria a fronteggiare l’imponente onda d’urto di un turismo globale che si prevede sfiorerà entro il 2030 i 2 miliardi di arrivi. In pole position la Danimarca e in particolare Copenaghen, che nel 2024 ha varato con grande successo il progetto pilota «CopenPay». I turisti che scegliendo la capitale danese attivano semplici buone pratiche (come preferire il treno o i mezzi elettrici all’aereo, muoversi in bici o con i mezzi pubblici, aiutare a pulire i canali o prendersi cura di parchi e giardini) vengono ripagati con premi e agevolazioni offerti da istituzioni e aziende partner, attive nelle macroaree della cultura, dell’esplorazione urbana e del drink & food. 

Entrando nel sito visitcopenhagen.com si possono scegliere luoghi, azioni e premi, che vanno dalle lezioni di yoga alle entrate gratuite in saune e musei, dai voucher per bar e ristoranti ai vantaggi per il noleggio di bici e kayak. Come antidoto all’overtourism, Visit Copenhagen promuove anche soggiorni superiori alle quattro notti e consumo di cibo vegetariano o vegano. I dati confermano il successo dell’iniziativa. In soli due anni di sperimentazione, oltre 100 destinazioni internazionali hanno espresso il proprio interesse, 30mila sono stati i «volontari turistici» e 100 i partner locali coinvolti, mentre sette partecipanti su dieci hanno dichiarato di aver cambiato le proprie abitudini una volta tornati a casa e il 98% consiglierebbe «CopenPay» ad altri. Il noleggio di biciclette è inoltre aumentato del 59%. 

Il modello «CopenPay» è stato presentato all’inizio di dicembre dall’ente ufficiale per il turismo locale, Wonderful Copenhagen, al forum europeo che si è tenuto nella capitale danese. L’idea è estenderne l’approccio alla scala internazionale, attivando un progetto «DestinationPay» che punti a migliorare l’offerta turistica globale partendo dalla consapevolezza individuale. Le prime riunioni dell’apposito webinar si terranno in febbraio. «Abbiamo visto come molti dei nostri visitatori cerchino esperienze diverse e più incisive. I turisti non vogliono più vedere soltanto una città, vogliono farne parte. CopenPay ha dato loro questa opportunità, ha affermato Søren Tegen Petersen, ceo di Wonderful Copenhagen. DestinationPay propone di passare dalla vecchia economia del consumo turistico a una nuova economia delle esperienze, in cui il valore di un viaggio non si misura solo in base alla spesa, ma anche al contributo personale». 

Incuriosita e calorosa l’accoglienza europea. La prima adesione è arrivata dalla capitale tedesca, che nell’estate 2026 lancerà «BerlinPay», progetto sviluppato in stretta collaborazione con partner e stakeholder locali. Tra le città italiane invece la prima a esprimere il proprio interesse è stata Ravenna, che grazie ai finanziamenti del fondo European Urban Initiative-Innovative Actions sta sviluppando un’iniziativa analoga, «Footprints», mirata a utilizzare sul piano ambientale, sociale ed economico le virtuose ricadute della sostenibilità. Un trend condiviso anche dalla Regione francese della Normandia, che con l’iniziativa «Low-Carbon Rate» offre uno sconto del 10% in attrazioni e musei ai visitatori che arrivano in treno o autobus e utilizzano durante il loro soggiorno mezzi pubblici e biciclette. 

Elena Franzoia, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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