Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image SPONSORIZZATO

Peggy Guggenheim a Hayford Hall, 1934 ca

Image SPONSORIZZATO

Peggy Guggenheim a Hayford Hall, 1934 ca

Peggy Guggenheim da Londra a Venezia: Guggenheim Jeune e la diffusione dell’avanguardia

Alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, attraverso un centinaio di opere, una mostra per ricostruire l’esperienza di Guggenheim Jeune (1938–39) come momento fondativo di selezione, legittimazione e diffusione dell’avanguardia internazionale

Jenny Dogliani

Leggi i suoi articoli

Tra gennaio 1938 e giugno 1939, in appena diciotto mesi, la galleria Guggenheim Jeune al 30 di Cork Street diventa uno dei nodi più attivi dell’avanguardia a Londra. Non è un episodio marginale: è il momento in cui Peggy Guggenheim passa da figura eccentrica del milieu internazionale a soggetto operativo del sistema dell’arte, definendo un modello di intervento che sarà poi sviluppato a New York e Venezia.
Il contesto è decisivo. La scena londinese tra le due guerre è attraversata da una frattura: da un lato istituzioni ancora legate a un gusto conservatore, dall’altro una rete di gallerie private – Redfern, Mayor, London Gallery – che aprono alla sperimentazione. Guggenheim Jeune si inserisce in questo spazio ma con un programma più radicale, orientato esplicitamente verso astrazione e Surrealismo, in linea con le indicazioni di Marcel Duchamp e di Herbert Read, che agiscono come figure di riferimento teorico e curatoriale.
La rapidità del programma espositivo è indicativa: oltre venti mostre in meno di due anni, con una sequenza di primati che segnano l’introduzione sistematica dell’avanguardia internazionale nel contesto britannico. Tra questi, la prima personale nel Regno Unito di Vasilij Kandinskij, esposizioni dedicate a Jean Cocteau e Marie Vassilieff, una mostra interamente centrata sul collage e una rassegna di scultura contemporanea che genera reazioni controverse: opere di Arp, Moore e Hepworth rendono evidente la difficoltà del pubblico londinese di accogliere forme astratte e biomorfe prive di riferimento figurativo.

Vasilij Kandinskij, Cosacchi (Cosaques), 1911, Tate, London, Presented by Mrs Hazel McKinley, 1938

Wolfgang Paalen, Nuber articolata (Le Nuage articulé), 1937/2023 © The Wolfgang Paalen Society, e. V., Berlin

Non si tratta solo di programmazione, ma di costruzione di un campo. Guggenheim Jeune funziona come dispositivo di legittimazione: rende visibili artisti già affermati nel continente europeo e, allo stesso tempo, introduce figure meno note nel circuito britannico, contribuendo a ridefinire il perimetro stesso dell’arte contemporanea. L’eterogeneità dei media – pittura, scultura, fotografia, oggetti, materiali d’archivio – non è decorativa ma strutturale: indica una concezione espansa dell’opera d’arte e del suo statuto.
Parallelamente si costruisce una rete. Le relazioni con artisti, scrittori e intellettuali – da Samuel Beckett a Jean Arp – non sono accessorie, ma determinanti nella definizione del progetto. La galleria diventa un punto di convergenza tra pratiche, idee e posizioni teoriche in un momento segnato da tensioni politiche crescenti e dalla progressiva migrazione di artisti dall’Europa continentale. 
Nonostante l’ancora limitato successo commerciale, Guggenheim Jeune stabilisce un paradigma curatoriale fondato su selezione, rischio e posizionamento critico. Un approccio che forma e riflette l’identità di Peggy Guggenheim come collezionista: non accumulo, ma scelta orientata, costruzione di una visione. Un modello che troverà pieno sviluppo con Art of This Century a New York e, più tardi, nella costituzione della collezione veneziana.

© Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, 25.04. – 19.10.2026, Collezione Peggy Guggenheim. Ph. Matteo De Fina

© Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, 25.04. – 19.10.2026, Collezione Peggy Guggenheim. Ph. Matteo De Fina

La breve esperienza londinese non è un prologo, ma un dispositivo fondativo: il momento in cui l’avanguardia diventa, per Guggenheim, pratica concreta. Una breve e straordinaria stagione ripercorsa dalla mostra «Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista», alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia fino al 19 ottobre 2026, che ricostruisce per la prima volta in modo sistematico l’esperienza di Guggenheim Jeune, con un corpus di circa cento opere, materiali d’archivio e documenti espositivi.
Il percorso non è una semplice ricognizione cronologica, ma assume la galleria come dispositivo curatoriale: le sale riprendono la struttura delle mostre originarie, mettendo in relazione opere effettivamente esposte tra il 1938 e il 1939 con lavori coevi e successivamente entrati nella collezione Guggenheim. Ne emerge un quadro preciso delle direttrici che orientano il programma londinese: da un lato l’astrazione di matrice europea – con Vasily Kandinsky, Piet Mondrian e Sophie Taeuber-Arp – dall’altro il Surrealismo nelle sue diverse declinazioni, da Yves Tanguy a Man Ray. 
La mostra restituisce anche la dimensione sperimentale del programma: pittura, scultura, collage, fotografia, oggetti e anche pratiche ibride come le “bambole” di Marie Vassilieff o le proiezioni fotografiche di Gisèle Freund, presentate già allora come dispositivo espositivo autonomo. 
Un altro elemento centrale è la ricostruzione del contesto relazionale: il ruolo di figure come Marcel Duchamp e Herbert Read, ma anche la rete di artisti e intellettuali che gravitano intorno alla galleria, evidenziando come Guggenheim Jeune non sia solo uno spazio espositivo ma un nodo attivo di produzione culturale.

Gisèle Freund, Herbert Read e Peggy Guggenheim nel 1939 (stampata 1977) © Archivio Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, Acquisto grazie a Ikona Photo Gallery, Venezia, 1988

Gisèle Freund, Jean Cocteau nel 1939, © IMEC, Saint-Germain-la-Blanche-Herbe, France

Peggy Guggenheim nasce a New York nel 1898 in una famiglia di grande rilievo economico e finanziario: figlia di Benjamin Guggenheim, erede della dinastia industriale attiva nel settore minerario tra Stati Uniti ed Europa, e di Florette Seligman, appartenente a una delle principali famiglie di banchieri americani. La morte del padre nel 1912 nel naufragio del Titanic segna precocemente la sua biografia, lasciandole un patrimonio che sarà determinante per l’avvio della sua attività nel campo dell’arte. È inoltre nipote di Solomon R. Guggenheim, collezionista d’arte moderna e fondatore del museo che porta il suo nome a New York. Scomparsa a Venezia nel 1979, non proviene da una formazione accademica, ma costruisce la propria competenza all’interno delle reti culturali tra Stati Uniti ed Europa tra gli anni Venti e Trenta. Il soggiorno parigino la mette in contatto diretto con l’avanguardia – da Marcel Duchamp a Jean Arp – orientandone precocemente le scelte verso astrazione e Surrealismo, l’esperienza londinese rappresenta il primo passaggio in cui questa rete relazionale si traduce in azione concreta: seleziona, acquisisce, espone, costruendo una collezione in progress che nasce in parallelo alla programmazione espositiva. Guggenheim Jeune è un laboratorio di collezionismo, una visione precisa del contemporaneo maturata attraverso il confronto diretto con artisti, critici e galleristi.
Intuizione, rapidità decisionale e capacità di inserirsi nelle reti internazionali dell’avanguardia fanno di Peggy Guggnehim una figura anomala nel sistema dell’epoca: priva di legittimazione istituzionale, è in grado di incidere concretamente sulla circolazione e l’affermazione dell’arte moderna. La breve stagione londinese ne costituisce il primo banco di prova, da cui si sviluppa, senza soluzione di continuità, il progetto più ampio che porterà alla galleria Art of This Century a New York e, infine, alla costituzione della collezione veneziana. Guggenheim Jeune è un luogo germinale di selezione, traduzione e mediazione dell’avanguardia internazionale in un contesto ancora non preparato a recepirla.

© Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, 25.04. – 19.10.2026, Collezione Peggy Guggenheim. Ph. Matteo De Fina

Vasilij Kandinskij, Curva dominante (Dominant Curve), 1936, © Solomon R. Guggenheim Museum, New York (Solomon R. Guggenheim Founding Collection)

Jenny Dogliani, 04 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Una mostra monografica ripercorre oltre sessant’anni di ricerca dell’artista tra figure capovolte, superfici dorate e una pittura che mette in crisi eroismo e rappresentazione

La doppia mostra celebra i 70 anni dell’artista tra sculture in titanio, riferimenti al sacro e un immaginario sospeso tra materia e trascendenza

La 61. edizione della Biennale d'arte di Venezia presenta Tegene Kunbi come artista dell'Etiopia. Un'esplorazione visuale che nasce dal particolare ruolo del silenzio nella cultura etiope, concepito come condizione politica e sociale

Il simposio alla Deloitte Gallery a Milano affronta il ruolo della filantropia nel sistema dell’arte, tra riduzione dei fondi pubblici e crescente centralità dei soggetti privati nella produzione culturale

Peggy Guggenheim da Londra a Venezia: Guggenheim Jeune e la diffusione dell’avanguardia | Jenny Dogliani

Peggy Guggenheim da Londra a Venezia: Guggenheim Jeune e la diffusione dell’avanguardia | Jenny Dogliani