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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliUn ritratto del padre di Albrecht Dürer, ora conservato nei depositi della National Gallery di Londra, per molto tempo è stato considerato una copia. Ma in un libro pubblicato di recente, che esamina in modo approfondito l’opera del pittore del Rinascimento nordico, lo storico dell’arte tedesco Christof Metzger, curatore capo dell’Albertina di Vienna, sostiene che il dipinto sia di mano di Albrecht Dürer. «È di eccezionale qualità artistica e tecnica e non reca alcun indizio di essere una copia», ha dichiarato alla stampa Metzger, autore principale di Albrecht Dürer. The Complete Paintings. Selected Drawings and Prints.
L’iscrizione sul dipinto «dice» che l’opera raffigura Albrecht il Vecchio all’età di 70 anni, nel 1497. Abile orafo, originario dell’Ungheria, Albrecht il Vecchio si trasferì a Norimberga, in Baviera, nel 1455, 16 anni prima della nascita del figlio artista (1471).
In partenza, Albrecht Senior voleva preparare suo figlio a diventare un orafo di nuova generazione e Albrecht il Giovane apprese da suo padre le tecniche basilari dell’oreficeria e del disegno. Alla fine, però, Albrecht prese una strada diversa: divenne un artista. Tenendo per buona l’iscrizione, Dürer aveva 26 anni quando dipinse questo ritratto di suo padre.
Questo ritratto del padre del pittore fu donato al re Carlo I d’Inghilterra dalla città di Norimberga nel 1636. Sebbene la descrizione nell’inventario reale del 1639 corrisponda al dipinto, la National Gallery ha osservato che l’opera era probabilmente una copia di una delle quattro versioni esistenti con questo soggetto, facendo riferimento all’insolito colore dello sfondo. Il ritratto è conservato nel deposito della National Gallery a partire dal 2023, dopo essere stato esposto per circa un decennio.
La strana tecnica che causò l’«effetto striato generale» dello sfondo e le «crepe da essiccazione» non si riscontrano comunemente nelle opere di Dürer, che sono caratterizzate da una «superficie dipinta perfettamente liscia», come si legge in un catalogo del 2024 redatto da Susan Foister, ex vicedirettrice della National Gallery e curatrice dei dipinti tedeschi. La rappresentazione dei capelli del padre di Dürer manca di «fluidità e delicatezza» e quella della pupilla e dell’iride «non è molto coerente», aveva notato la studiosa, concludendo che l’opera era una copia di un originale perduto risalente al periodo tra il 1550 e il 1600 ca.
Metzger però non è d’accordo. «La pennellata esperta e la tecnica di velatura magistrale», che mostra «anche i minimi dettagli della pelle invecchiata», indicano l’autenticità del ritratto della National Gallery. «L’intero sfondo del dipinto è rovinato e l’iscrizione è stata aggiunta in modo molto approssimativo, probabilmente basandosi sull’iscrizione originale», ha dichiarato ancora Metzger.
Il dipinto faceva originariamente parte di una coppia di ritratti «di Albrecht Dürer che raffiguravano lui stesso e suo padre» donati al re inglese. Sono stati poi venduti per 100 sterline dopo l’esecuzione di Carlo nel 1649. Mentre l’autoritratto di Dürer è finito nelle collezioni reali spagnole e attualmente si trova al Museo del Prado di Madrid, il ritratto del padre era sconosciuto fino a quando non è apparso nei registri della filantropa Lady Ashburton, morta nel 1903. La National Gallery acquisì quest’opera e un altro dipinto olandese nel 1904 per 10mila sterline.
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