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Alessandro Martini
Leggi i suoi articoliLucas Museum of Narrative Art
Los Angeles, Stati Uniti
Apertura: 22 settembre
All’Exposition Park di Los Angeles è in corso una trasformazione profonda avviata da un decennio. Cuore del progetto è il Lucas Museum of Narrative Art, progettato da Ma Yansong di MAD Architects e dedicato all’arte narrativa in tutte le sue forme, dalla pittura alla fotografia, dai fumetti al cinema, interpretato come «visual storytelling». Voluto da George Lucas (il regista delle saghe di «Guerre stellari» e «Indiana Jones» nonché produttore e potentissimo uomo del cinema hollywoodiano) e dalla moglie imprenditrice Mellody Hobson, il museo (che si inaugurerà il 22 settembre) si presenta come un volume curvilineo e fortemente scultoreo, un’architettura complessa che emerge dal suolo in netto contrasto con il linguaggio più tradizionale degli edifici circostanti. Il progetto si inserisce in un masterplan più ampio che punta a riconvertire un’area a lungo occupata da parcheggi in un nuovo paesaggio pubblico. L’obiettivo è creare un’oasi verde e ombreggiata in una città storicamente orientata all’automobile, restituendo spazio alla dimensione pedonale. Sotto la direzione
dell’architetta paesaggista Mia Lehrer sono già stati piantati oltre 200 alberi, con una particolare attenzione alle specie autoctone e resistenti alla siccità. La nuova configurazione privilegia le persone rispetto alle automobili e risponde a un bisogno concreto di spazi aperti per la comunità di South Los Angeles. In mostra, opere di Judy Baca, N.C. Wyeth, Carrie Mae Weems, Diego Rivera, Norman Rockwell, Frank Frazetta, Ralph McQuarrie, Jacob Lawrence, Kadir Nelson, Paul Cadmus, Yinka Shonibare, Jack Kirby.
MoN Takanawa of Narratives di Tokyo
Mon Takanawa of Narratives
Tokyo, Giappone
Apertura: 28 marzo
«La cultura non è soltanto un’eredità del passato o l’espressione di pochi individui speciali: nasce, respira e continua a esistere nelle attività quotidiane, nel mangiare, nel divertirsi, nel lavorare, nel dialogare, nel riposare. MoN Takanawa parte dalla convinzione che sia la “vita” stessa a creare e a connettere la cultura. Da questa prospettiva prende forma un programma di Narratives “viventi” e di momenti in cui la cultura si intreccia e si trasmette, tra mostre e performance dal vivo. Qui ha inizio il primo capitolo di un nuovo ciclo culturale». Così si presenta il Mon (acronimo di Museum of Narratives) progettato dall’archistar Kengo Kuma, che unirà cultura tradizionale giapponese a temi futuristici attraverso mostre e performance. L’apertura è programmata per marzo nel nuovo quartiere Takanawa Gateway, di cui il museo sarà il simbolo. Una delle mostre inaugurali, «Making of MoN. The Begenning Narratives», offrirà un percorso immersivo per ripercorrere la nascita di MoN Takanawa attraverso documenti e video. La mostra racconta il processo che ha portato alla realizzazione del museo, presentando progetti, modelli, schizzi e materiali filmici provenienti da ogni fase del lavoro: dal concept design all’architettura esterna firmata da Kengo Kuma, fino al cantiere curato da Kajima Corporation e al progetto del logo sviluppato da Pentagram. L’edificio si svilupperà su sei piani fuori terra e tre interrati. Il design esterno a spirale, caratterizzato da un ampio uso del legno, emerge dal suolo con l’obiettivo di mettere in relazione terra e cielo, passato e futuro, attraverso un movimento rotatorio. Gran parte della vegetazione che circonda l’edificio è composta da specie autoctone e le fioriture stagionali accompagnano i visitatori nel corso dell’anno, rendendo percepibile il ritmo delle stagioni del Giappone.
Museo Egizio
Torino
Apertura: novembre
Dopo i riallestimenti inaugurati a novembre 2024 in occasione delle celebrazioni per il bicentenario del museo, tra cui la nuova Galleria dei Re, i lavori sono proseguiti per tutto il 2025 sull’intera struttura del secentesco Collegio dei Nobili per realizzare il previsto progetto di David Gianotten e Andreas Karavanas (OMA). È prevista una sezione ipogea che verrà dedicata all’Egitto «immersivo», con la ricostruzione del paesaggio e dell’atmosfera locale. La nuova Piazza Egizia, coperta da una grande struttura di vetro e acciaio, sarà liberamente accessibile al pubblico e consentirà, tra l'altro, di ammirare il Tempio di Ellesija. I tempi di cantiere si sono notevolmente allungati e ora c'è cautela nell'annunciare una data certa. Originariamente prevista per fine settembre 2025, l’inaugurazione della piazza e del piano ipogeo è ora attesa a novembre, auspicabilmente di nuovo alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Artistic Museum of Contemporary Art (Amoca)
Cardiff, Regno Unito
Apertura: non annunciata
Cardiff si prepara a inaugurare il primo museo d’arte contemporanea del Galles, uno spazio pensato per dare visibilità agli artisti locali e, al tempo stesso, presentare talenti internazionali nella capitale gallese. L’Amoca, museo privato senza scopo di lucro, riunirà circa 1.000 opere, in gran parte provenienti dalla collezione del cofondatore Anders Hedlund, imprenditore e filantropo gallese-svedese. La missione di Amoca è ampliare l’accesso pubblico all’arte contemporanea, superare i canoni museali tradizionali e sostenere lo sviluppo creativo, con un’attenzione particolare a minoranze, sottoculture e alla nuova generazione di artisti gallesi. Il museo prevede spazi espositivi interni ed esterni, collezioni permanenti e temporanee, un ristorante, aree per eventi sociali, oltre a un programma continuo di incontri, workshop e residenze d’artista. Il progetto è nato anche come risposta alla crisi dei finanziamenti pubblici alla cultura in Galles. «Avremmo potuto aprire Amoca a Stoccolma, ha affermato Hedlund, ma a Cardiff l’impatto sarà molto più forte. È tempo che anche gli artisti gallesi abbiano la piattaforma culturale che meritano».
New Museum di New York
New Museum
New York, Stati Uniti
Apertura: inverno-primavera
Costo: 82 milioni di dollari
Il New Museum di New York raddoppierà il suo spazio espositivo con un progetto di espansione di sette piani nella sua sede di Lower East Side. Sebbene prevista per il 2025, la sua inaugurazio- ne non è ancora stata ufficializzata, ma sarà presumibilmente nei primi mesi dell'anno. Progettata da Rem Koolhaas e Shohei Shigematsu di OMA, l’aggiunta di 60mila metri quadrati, con facciata in vetro stratificato e rete metallica, avrà spazi per le attività per il pubblico e per le residenze d’artista (tra cui il programma di arte digitale Rhizome), oltre a un ristorante da ottanta coperti. Una nuova piazza pubblica all’aperto ospiterà installazioni, performance e incontri, mentre l’atrio e la libreria del museo saranno ampliati. Fondato originariamente nel 1977 dalla storica dell’arte Marcia Tucker, il New Museum si trova sulla Bowery dal 2007, in un edificio progettato dagli architetti
Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa (fondatori dello studio Sanaa). L’ampliamento di Koolhaas e Shigematsu occuperà il lotto adiacente, con collegamenti tra le strutture.
Il Kanal-Centre Pompidou di Bruxelles ricavato nell’ex Garage Citroën da Atelier KANAL
Kanal-Centre Pompidou
Bruxelles, Belgio
Apertura: 28 novembre
È il nuovo museo di arte moderna e contemporanea di Bruxelles, situato lungo il canale Bruxelles-Charleroi all’interno degli storici edifici dell’ex Garage Citroën. L’apertura è prevista per il 28 novembre; nel frattempo il museo ha svolto le proprie attività nella sede temporanea K1. Il futuro complesso, tutelato come patrimonio architettonico della Regione di Bruxelles-Capitale, fu costruito tra il 1933 e il 1934 per la Citroën su progetto dell’architetto francese Maurice-Jacques Ravazé e ampliato negli anni Cinquanta. Occupa un intero isolato ed è caratterizzato da una facciata vetrata affacciata su Place de l’Yser. Nel 2017 la Regione ha avviato un concorso internazionale per la trasformazione in museo, selezionando il gruppo Atelier KANAL composto da noAarchitecten, EM2N e Sergison Bates. Il progetto integra il museo, il centro per l'architettura CIVA e nuovi spazi culturali pubblici. Acquistato nel 2015 dalla Regione, il Garage Citroën è diventato il fulcro di una partnership decennale con il Centre Pompidou, ufficializzata nel 2017 dopo il mancato accordo per il prestito di opere dai Musei Reali di Belle Arti del Belgio. Il Kanal è atteso come uno dei più importanti poli culturali europei.
Museum of World Cultures a Riad
Museum of World Cultures
Riad, Arabia Saudita
Apertura: non annunciata
Attualmente in costruzione nella capitale saudita, sorgerà all’interno del Royal Arts Complex del King Salman Park e, come ha dichiarato la Commissione Musei saudita, «offrirà ai visitatori un’opportunità unica di esplorare le culture del mondo attraverso temi rilevanti per tutta l’umanità, mettendo in relazione il patrimonio saudita e della penisola arabica ed evidenziando le culture che dall’Africa si sono diffuse attraverso l’Asia, l’Europa, l’Oceania e le Americhe». Nel 2024 è stato nominato direttore del Museum of the World Hartwig Fischer, l’ex direttore del British Museum di Londra, che aveva lasciato l’incarico dopo lo scandalo delle centinaia di opere risultate rubate dalle collezioni del museo britannico ad opera di un suo dipendente. Il museo e il complesso culturale che lo circonda sono progettati dallo studio spagnolo Taller de Arquitectura di Ricardo Bofill. L’edificio includerà oltre 20mila metri quadrati di superficie espositiva e raggiungerà un’altezza di 110 metri, diventando così uno degli edifici culturali più alti della regione, e sarà, nelle intenzioni dei committenti, un punto di riferimento chiave nello sviluppo culturale di «Vision 2030», il programma nazionale promosso dalla casa regnante dall’Arabia Saudita e lanciato per diversificare l’economia e potenziare il settore culturale del Paese. Il museo offrirà spazi espositivi permanenti e temporanei, aree dedicate a eventi culturali e piattaforme per il dialogo interculturale, con l’obiettivo di fornire una visione globale delle culture umane e delle loro eredità storiche. Il Royal Arts Complex, il campus culturale di cui il museo fa parte integrante del King Salman Park, è concepito come un vasto polo culturale e artistico che mira a promuovere l’arte, la cultura e la creatività come elementi centrali della rigenerazione urbana e del panorama culturale saudita. Si estende su più di 500mila metri quadrati e include una serie di strutture dedicate alle arti sceniche, visive e all’educazione, tra cui teatri, spazi per performance, gallerie, cinema e istituti artistici.
Guggenheim Abu Dhabi
Guggenheim Abu Dhabi
Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti
Apertura: non annunciata
Attualmente in costruzione nel distretto culturale di Saadiyat Island ad Abu Dhabi, prossimo alla sede locale del Louvre e del Zayed National Museum (progettato da Foster+Partners e da poco inaugurato), una volta completato sarà il più grande dei musei Guggenheim. L’edificio è stato progettato dall’architetto Frank Gehry, già autore della sede di Bilbao e scomparso lo scorso dicembre. Dopo l’annuncio del progetto nel 2006, i lavori iniziarono nel 2011 ma furono presto sospesi e da allora hanno subito una serie di ritardi nella costruzione. Il museo fa parte di un più ampio complesso di istituzioni artistiche e culturali di Saadiyat Island pensato per attrarre turisti internazionali. La collezione del museo è destinata a concentrarsi su arte moderna e contemporanea proveniente dall’Asia occidentale e meridionale e dal Nord Africa. La costruzione è in fase avanzata e dovrebbe essere completata entro la fine del 2025, con l’inaugurazione prevista nel corso del 2026, anche se non è stata ancora annunciata una data ufficiale.
Fondazione Dries Van Noten
Venezia, Canal Grande
Apertura: aprile
La Fondazione Dries Van Noten aprirà nell’aprile 2026 a Venezia, negli spazi di Palazzo Pisani Moretta, affacciato sul Canal Grande tra il Ponte di Rialto e Ca’ Foscari. La nuova istituzione nasce come piattaforma culturale dedicata all’artigianato inteso in senso ampio: non solo pratica manuale, ma processo materiale, corporeo e immaginativo attraverso cui la cultura prende forma e si rinnova. Costruito alla fine del Quattrocento in stile gotico fiorito veneziano e rimaneggiato in epoca rococò nel XVIII secolo, il palazzo conserva ancora arredi e opere originali di artisti come Giambattista Tiepolo e Gaspare Diziani. La Fondazione integra questi interni storici nella propria programmazione, favorendo un dialogo tra stratificazioni del passato e produzione contemporanea. Al centro del progetto c’è l’idea del fare come terreno comune tra discipline: architettura, moda, design, cibo e ricerca sui materiali vengono messi in relazione attraverso uno scambio non gerarchico tra voci affermate ed emergenti. Venezia, con i suoi ritmi quotidiani e i suoi saperi locali, diventa parte attiva di questa visione, riaffermando l’artigianato come forza viva, capace di reinventare la tradizione nel presente.
David Geffen Galleries a Los Angeles
David Geffen Galleries al Los Angeles County Museum of Art
Los Angeles, Stati Uniti
Apertura: aprile
Costo: 720-840 milioni di dollari
Il Los Angeles County Museum of Art (Lacma) si avvicina a uno dei passaggi più significativi della sua recente trasformazione con il completamento delle David Geffen Galleries, il nuovo edificio progettato dall'architetto svizzero Peter Zumthor. L’imponente struttura in cemento, sollevata sopra Wilshire Boulevard e distesa su entrambi i lati della storica arteria urbana, ridefinisce l’identità del campus museale con un gesto architettonico continuo e scultoreo, pensato per instaurare un nuovo dialogo con la città. L’accesso alle gallerie avviene attraverso scale e ascensori sospesi che conducono a una sequenza di spazi pubblici, piazze ombreggiate e all’East West Bank Commons, collocato sotto il volume sopraelevato. Il complesso ospiterà anche il WM Keck Education Center e lo Steve Tisch Theater, rafforzando la vocazione educativa e performativa del museo. Intorno all’edificio, un paesaggio di circa 3,5 acri accoglierà installazioni di grandi dimensioni di artisti come Mariana Castillo Deball e Sarah Rosalena. Le David Geffen Galleries apriranno ufficialmente in aprile come nuova sede della collezione permanente del Lacma, anticipata da una serie di installazioni ed eventi pubblici.
Nederlands Fotomuseum a Rotterdam. Photo: Studio Hans Wilschut
Nederlands Fotomuseum
Rotterdam, Paesi Bassi
Apertura: 7 febbraio
Il Nederlands Fotomuseum, Museo Nazionale della Fotografia dei Paesi Bassi, è il principale centro dedicato alla conservazione, allo studio e alla valorizzazione della fotografia olandese. Fondato nel 2003 grazie al lascito di Hein Wertheimer, custodisce una collezione di oltre 6,5 milioni di immagini, tra le più importanti al mondo. Il 7 febbraio il museo riaprirà nel Santos Building, storico edificio rinnovato nel porto di Rotterdam, che offrirà nuovi spazi espositivi, educativi e di conservazione, oltre a biblioteca, caffè e ristorante panoramico. Il trasferimento rafforza il ruolo del museo come piattaforma internazionale e luogo aperto alla comunità. Progettato dagli architetti J.P. Stok Wzn e J.J. Kanters, l’edificio aprì nel 1902 come magazzino per lo stoccaggio del caffè brasiliano. Nel 2021 è stato avviato un importante intervento di restauro e rifunzionalizzazione curato dagli studi WDJArchitecten e Renner Hainke Wirth Zirn Architekten di Rotterdam.
V&A East Museum. Photo: Peter Kelleher; Victoria & Albert Museum, London
V&A East Museum
Londra, Regna Unito
Apertura: 18 aprile
Progettato dallo studio dublinese O’Donnell + Tuomey, vincitori del concorso del 2015, il V&A East Museum si aprirà il 18 aprile nell’area ad alta concentrazione creativa, giovanile e attivista del Queen Elizabeth Olympic Park, nell’East Bank di Londra, già sede dei depositi del V&A East Storehouse inaugurato lo scorso maggio (al suo interno si è aperto a settembre il David Bowie Centre). Il V&A East Museum sarà espressamente dedicato al panorama creativo giovanile, ben espresso da un taglio interdisciplinare in cui troveranno spazio anche le arti performative e l’alto artigianato. Si svilupperà su cinque piani e più di 6mila metri quadrati e offrirà spazi accoglienti per la socialità, oltre a grandi mostre, festival, commissioni artistiche, installazioni, performance... La grande sala espositiva ospiterà mostre dedicate ai protagonisti dell’arte, del design e delle arti performative contemporanei. Due gallerie permanenti esploreranno le pratiche creative globali attraverso nuove acquisizioni, commissioni e attivazioni dal vivo. Gli spazi racconteranno inoltre la storia creativa e manifatturiera dell’East London, dando voce ai protagonisti locali di ieri e di oggi, e includeranno attività ad accesso libero. All’ultimo piano, uno spazio per installazioni ed eventi sarà il fulcro del programma di partnership internazionali di V&A East. La «pelle» esterna dell’edificio agisce come un «abito tridimensionale piegato», conferendo al museo un’identità forte, hanno dichiarato gli architetti che si sono ispirati allo stilista spagnolo Cristóbal Balenciaga
Pan-Palazzo delle Arti Napoli
Napoli
Apertura: ancora nessuna data
Il Pan, museo comunale, ha sede dal marzo 2005 nel settecentesco Palazzo Roccella e nei suoi oltre 6mila metri quadrati ha offerto spazi espositivi, di consultazione e di studio dell'arte contemporanea. Dal 22 maggio 2024 è chiuso al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria e rifunzionalizzazione degli spazi espositivi. Riaprirà per diventare il Museo dell’Immagine: fotografia, cinema, digital art, ma anche pittura e scultura in dialogo con i nuovi media, come ipotizzato dal critico Vincenzo Trione, consigliere per l’arte e i musei del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il progetto architettonico è affidato a Giovanni Francesco Frascino. Nessuna data è al momento annunciata, ma si ipotizza la fine dell'anno.
Museo Sorolla
Valencia, Spagna
Apertura: data non annunciata
Da quest'anno Valencia inaugura nel Palacio de correos y telégrafos, inaugurato nel 1923 su progetto di Miguel Ángel Navarro in Plaza del Ayuntamiento, nel pieno centro della città, un nuovo spazio museale dedicato a Joaquín Sorolla, il pittore valenciano celebre per la sua capacità unica di catturare la luce mediterranea. Ospiterà più di 220 opere appartenenti alla collezione della Hispanic Society of America, un ente fondato a New York nel 1904 che raccoglie opere e documenti accessibili al pubblico per lo studio dell’arte e della cultura di Spagna, Portogallo, America Latina e Filippine. Il museo ospiterà anche una sala multisensoriale dedicata alla festa valenciana per eccellenza, Las Fallas, con un’esperienza immersiva a 360º all’interno di un cubo, in cui sarà possibile vivere alcuni dei momenti clou della festa, come la pirotecnica «mascletà» o l’offerta floreale alla patrona della città, la Vergine degli Abbandonati.
Crystal Bridges Museum of American Art di Bentonville
Crystal Bridges Museum of American Ar
Bentonville, Stati Uniti
Apertura: 6 giugno
The Crystal Bridges Museum of American Art, in Arkansas, raddoppierà la sua superficie grazie al progetto firmato da Moshe Safdie. All’apertura, nel 2011, il museo rifletteva soprattutto le prime scelte collezionistiche della sua fondatrice, Alice Walton. Oggi, grazie a un intenso programma di acquisizioni e donazioni, la collezione si è ampliata fino a restituire una narrazione più inclusiva e complessa dell’arte americana. L’intervento di espansione da 10.600 metri quadrati consentirà di aumentare in modo significativo il numero di opere esposte e di raggiungere pubblici sempre più diversi, sia negli spazi espositivi sia nei nuovi ambienti dedicati all’educazione e alla vita comunitaria. Il progetto architettonico introduce nuove aule per i programmi educativi, gallerie flessibili dotate di sofisticati sistemi di illuminazione zenitale che permettono l’uso controllato della luce naturale, e aree di passaggio pensate come luoghi di sosta e relazione con il paesaggio degli Ozark. La scelta di strutture lignee, tetti sporgenti e ampi porticati rafforza il legame con il contesto locale, radicando l’architettura nel territorio. «Fin dall’inizio il nostro obiettivo è stato quello di mettere in dialogo arte e natura, spiega Moshe Safdie, fondatore di Safdie Architects. Vedere il museo crescere insieme alla collezione e al paesaggio, fino a diventare quello che molti definiscono un edificio “felice”, è una grande soddisfazione. Con nuove gallerie, laboratori e giardini, l’ampliamento rafforza il ruolo del Crystal Bridges come cuore della vita culturale e sociale della comunità».
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Accanto alle sedi del Louvre (firmata Jean Nouvel) e del futuro Guggenheim (di Frank Gehry), apre oggi, 3 dicembre, il museo progettato da Foster+Partners: un viaggio tra storia, natura, tradizioni e cultura degli Emirati Arabi Uniti, dall’antichità ad oggi



