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La sede nell’ex magazzino Santos del Nederlands Fotomuseum

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La sede nell’ex magazzino Santos del Nederlands Fotomuseum

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Il Nederlands Fotomuseum inaugura la nuova sede nell’ex magazzino Santos

Con 6,5 milioni di immagini e oltre 175 archivi completi oggi, 7 febbraio, riapre al pubblico il museo di Rotterdam con due mostre

Il 7 febbraio il Nederlands Fotomuseum riaprirà al pubblico nella sua nuova sede: il Santos, storico magazzino affacciato sul Rijnhaven della città portuale. Il trasferimento segna una svolta per il Museo Nazionale della Fotografia dei Paesi Bassi, che rafforza così il proprio ruolo di riferimento internazionale per la conservazione, lo studio e la divulgazione dell’immagine fotografica. La nuova sede accoglie una collezione imponente: oltre 6,5 milioni di immagini, una delle più grandi raccolte fotografiche museali al mondo, destinata a crescere fino a 7,5 milioni entro il 2028. Più che un semplice cambio di indirizzo, l’apertura del Santos rappresenta un ripensamento del museo come luogo di scoperta, dove la fotografia viene raccontata come linguaggio artistico, documento storico e processo tecnico. Fondato nel 2003 grazie al lascito di Hein Wertheimer, fotografo amatoriale e mecenate, il Nederlands Fotomuseum è uno dei 30 musei nazionali dei Paesi Bassi, accanto a istituzioni come il Rijksmuseum e il Van Gogh Museum. La sua missione è custodire e rendere accessibile la fotografia olandese, dalle prime dagherrotipie ottocentesche alle pratiche contemporanee.

Il Santos (costruito tra il 1901 e il 1902 come magazzino per il caffè brasiliano dagli architetti J.P. Stok Wzn e J.J. Kanters) è uno degli esempi meglio conservati di architettura industriale nei Paesi Bassi. Il progetto di restauro ha puntato a preservarne l’identità originaria: sei piani scanditi da colonne in ghisa, un grande piano interrato e interni in gran parte intatti. Gli impianti contemporanei sono stati integrati dal team composto da Renner Hainke Wirth Zirn Architekten e Wdjarchitecten con discrezione tra le strutture esistenti. Elemento centrale dell’intervento è la creazione di un «atrium» che attraversa l’edificio in verticale, portando luce naturale all’interno e collegando i diversi livelli attraverso una scala monumentale. Una soluzione che trasforma la percezione degli ambienti, originariamente chiusi e bui, mantenendo però l’impronta industriale dell’edificio. Le facciate storiche nord e sud sono state conservate, mentre due nuovi piani si innalzano sopra la struttura originale, avvolti da una «corona» in alluminio traforato, che ospita uffici e un ristorante panoramico. Il progetto punta anche sulla sostenibilità: il riuso adattivo dell’edificio, oggi completamente «gas free», è affiancato da soluzioni di protezione solare passiva. Reso possibile dal sostegno della Droom en Daad Foundation e delle istituzioni pubbliche, il nuovo Nederlands Fotomuseum si presenta come un museo aperto e trasparente, che invita il pubblico a entrare nei processi di conservazione e a interrogarsi sul ruolo delle immagini nella costruzione della memoria collettiva. Il cuore del museo resta la collezione: oltre 175 archivi fotografici completi, tra cui quelli di Ed van der Elsken e Cas Oorthuys, accanto a nuclei fondamentali legati alla storia coloniale olandese, come le fotografie di Kassian Céphas a Giava e di Augusta Curiel in Suriname, fino alle pratiche contemporanee.

La sede nell’ex magazzino Santos del Nederlands Fotomuseum. © Studiohanswilschut

La distribuzione degli spazi riflette la vocazione pubblica del museo. Al piano terra si trovano atrio, caffè, libreria e biblioteca fotografica. Il primo piano ospita la Gallery of Honour, esposizione permanente che racconta la storia della fotografia nei Paesi Bassi dal 1839 ad oggi attraverso 99 immagini iconiche (compresi protagonisti come Anton Corbijn, Rineke Dijkstra, Erwin Olaf e Dana Lixenberg) affiancate da una «centesima opera» scelta a rotazione dai visitatori. Il secondo e il terzo piano accolgono i depositi e i laboratori di conservazione, visibili al pubblico attraverso pareti vetrate, mentre il quarto e il quinto sono destinati alle mostre temporanee.

Sono due le mostre che inaugurano il nuovo museo. «Awakening in Blue: An Ode to Cyanotype» (7 febbraio-7 giugno) celebra la cianotipia, una delle tecniche fotografiche più antiche e riconoscibili, caratterizzata dal suo intenso blu e da un processo lento e artigianale. Il percorso si apre con rari blueprint storici, tra cui le cianotipie originali del magazzino Santos, esposte per la prima volta. Questi materiali storici dialogano con le opere di 15 artisti contemporanei che reinterpretano la cianotipia come linguaggio espressivo attuale, contaminandola con installazioni e pratiche partecipative. Il percorso si articola attorno a tre temi: ecologia, passato e presente coloniale e il corpo come archivio di memoria personale e collettiva. L’allestimento, firmato da MAISON the FAUX, traduce la natura sensoriale della cianotipia in un’esperienza immersiva, dove luce e colore diventano parte attiva della narrazione espositiva. La seconda mostra inaugurale, «Rotterdam in Focus: The City in Photographs 1843-Now» (7 febbraio-24 maggio), offre un’ampia panoramica sulla rappresentazione fotografica di Rotterdam dal 1843 ad oggi, seguendo l’evoluzione della città attraverso oltre 300 immagini realizzate da fotografi professionisti e amatoriali. Accanto a immagini storiche, trovano spazio gli scatti di fotografi iconici come Eva Besnyö, Cas Oorthuys, Otto Snoek, Hans Aarsman e Iwan Baan, che restituiscono un ritratto stratificato e in costante trasformazione di Rotterdam. Le opere provengono da importanti collezioni, tra cui quelle del Nederlands Fotomuseum, degli Archivi della Città di Rotterdam, delle Collezioni Reali Olandesi e del Maria Austria Institute. Curata da Frits Gierstberg e Joop de Jong, la mostra si propone come un racconto visivo corale, in cui la fotografia diventa strumento privilegiato per leggere l’identità e l’evoluzione di una città simbolo della modernità europea.

«The Island of the Colorblind», 2018, di Sanne de Wilde allestita nella collezione permanente della Gallery of Honour of Dutch Photography

Alessandro Martini, 07 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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