Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Luca Zuccala
Leggi i suoi articoliCi sono opere che segnano una svolta nella storia dell'arte oltre il loro valore estetico. La Battaglia degli uomini nudi di Antonio del Pollaiuolo appartiene a questa categoria. Considerata la più importante incisione italiana del Quattrocento, è il primo foglio firmato da un artista italiano e uno dei momenti fondativi della grafica occidentale. La sua influenza attraversa il Rinascimento e arriva fino a Michelangelo, Dürer e al Manierismo, ridefinendo il modo di rappresentare il corpo umano e inaugurando una nuova consapevolezza dell'artista come autore capace di diffondere il proprio linguaggio attraverso la stampa. Oggi, 7 luglio, Christie's offrirà all'asta uno dei rarissimi esemplari ancora in mani private, un'occasione eccezionale per il mercato internazionale. Dei circa cinquanta esemplari conosciuti, soltanto quattro appartengono oggi a collezioni private e questa è la prima volta che il foglio viene proposto sul mercato dopo decenni.
Ne abbiamo parlato con Stefano Franceschi, Specialist, Old Master Prints di Christie's, che ripercorre la storia dell'opera, il suo impatto sull'arte europea, la sua straordinaria rarità e l'attuale interesse dei collezionisti per i grandi capolavori su carta. Un dialogo che offre anche uno sguardo privilegiato sull'evoluzione del mercato della grafica antica, oggi sempre più centrale nelle strategie di musei, fondazioni e grandi collezionisti internazionali.
L’opera è spesso definita la più importante incisione italiana del Quattrocento. Che cosa la rende un punto di svolta nella storia dell'arte europea e non semplicemente un capolavoro del Rinascimento?
Il ‘400 in Italia ed in Germania è un secolo di cruciale importanza per lo sviluppo dell’arte grafica. Gli artisti iniziano ad avvicinarsi con curiosità alla grafica, con la xilografia ed il bulino, sia come nuovo campo di sperimentazione artistica, sia intuendo il potenziale del mezzo per far circolare le proprie idee artistiche. Pollaiuolo, pittore, disegnatore, scultore era anche esperto nell’arte orafa, conditio sine qua non per poter incidere a bulino. La Battaglia degli Uomini Nudi è una sintesi stilistica della grande poliedricità dell’artista: l’immediatezza e precisione del disegno, l’accuratezza nel descrivere il carattere espressivo delle figure, nonché’ la dinamicità delle pose, che creano una sorta di ellisse di corpi in movimento coinvolti in un combattimento mortale.
Pollaiuolo non è il primo incisore Italiano o di Firenze, ma è colui che riesce a raffinare la tecnica dell’incisione ed elevarla a vero mezzo espressivo, in competizione o in un dialogo a distanza con l’altro illustre artista grafico del 15esimo secolo Italiano, Andrea Mantegna (non è ancora ben chiaro se i due si conoscessero e quale dei due artisti abbia preceduto l’altro). Il soggetto della composizione non è di chiara identificazione, si potrebbe trattare di una battaglia tra gladiatori. Le fonti di ispirazione sono quelle delle antichità classica, (come, ad esempio, i bassorilievi nei sarcofagi in pietra Romani), tema centrale dello sviluppo dell’arte Italiana del secondo Quattrocento. Se si nota bene, le dieci figure nell’opera sono in realtà la stessa, ripetuta in pose, angolature e con espressioni diverse. Di fatto, Pollaiuolo, va con l’incisione, ad affermare le sue abilità di maestro nel disegno della figura in movimento.
Nonostante la notevole e varia produzione artistica di Pollaiuolo, uno degli artisti di spicco del Rinascimento Fiorentino, solo un numero relativamente esiguo di opere è arrivato ai giorni nostri. Diverse stampe sono state attribuite a lui, ma l’unica che possiamo considera sua con certezza e’ proprio la Battaglia degli Uomini Nudi, la prima, inoltre, ad essere firmata da un’artista Italiano nella storia.
Questa è la prima volta che l'esemplare viene offerto sul mercato. Quanto è raro vedere un'opera di questo livello in mani private e quale tipo di collezionisti o istituzioni vi aspettate possano contendersela?
Sebbene questa magnifica opera di Pollaiuolo sia ben rappresentata nelle collezioni pubbliche in tutto il mondo, le sue apparizioni sul mercato sono estremamente rare. Si conoscono 50 esemplari della stampa, 3 dei quali andati distrutti o persi in Germania, durante la Seconda Guerra Mondiale (Darmstadt, Gotha e Brema). Dei 47 rimanenti, solo 4 si trovano in collezioni private e di questi, l’unico altro esemplare passato sul mercato in oltre 40 anni, è stato venduto in asta proprio da Christie’s, Londra ad Ottobre 2023, nell’asta Masterpieces della collezione di Sam Josefowitz (prezzo realizzato GBP 693,000).
La stampa in asta il 7 Luglio 2026, è una delle 4 in possesso di privati, ma in passato ha fatto anche parte di una collezione pubblica, quella dell’Art Institute di Chicago, per poi essere dismessa e re-immessa nel mercato nel 1967. Ci auguriamo, e siamo sicuri che l’acquirente dell’asta, sia esso un privato, o un’Istituzione pubblica, custodirà preziosamente un’opera di grande importanza storico/artistica.
L'incisione è considerata una delle principali fonti d'ispirazione per artisti come Michelangelo e Dürer. In che modo Pollaiuolo ha cambiato il modo di rappresentare il corpo umano e quale eredità ha lasciato agli artisti delle generazioni successive?
La Battaglia ha avuto un impatto straordinario sulla produzione degli artisti che, successivamente, avrebbero lasciato il segno nell’arte Europea, non solo nel campo della grafica. I riferimenti sono espliciti negli Ignudi di Michelangelo della Cappella Sistina, e la plasticità dei corpi nudi, con i muscoli tirati, verranno ripresi e ancor più estremizzati dagli artisti del Manierismo Italiano, e Nordico, del ‘500. Lo stesso Albrecht Dürer ripropose la figura dell’arciere sia in un disegno, che in un dipinto, e con ogni probabilità si ispirò anche alla targa con firma presente nella Battaglia - dove Pollaiuolo si qualifica come ‘Florentinii’ – per il suo bulino di Adamo ed Eva del 1504, dove Dürer si firmò in Latino, esplicitando la sua città di provenienza, Norimberga, in modo da far conoscere il suo nome e la sua bravura nel disegno ai suoi colleghi Italiani, nel suo secondo viaggio a Venezia nel 1505 (anche questa stampa è uno degli highlights dell’asta del 7 luglio).
Negli ultimi anni il mercato dei disegni e delle stampe antiche ha mostrato una notevole solidità. Come si inserisce questa vendita nel rinnovato interesse internazionale per i capolavori su carta e quali segnali state osservando da parte dei collezionisti?
La grafica antica, seppur rivolgendosi ad un segmento relativamente di nicchia del mercato, non ha mai smesso di suscitare l’interesse sia dei privati, che dei galleristi e dei grandi musei, in particolare quelli oltre oceano. La stampe venivano collezionate in maniera sistematica, collateralmente a dipinti, disegni e sculture, già dagli inizi del ‘500, e questa tendenza continuò anche nei secoli successivi. Le grandi collezioni Europee ed Inglesi vennero vendute tra fine ‘700, 800 e primi del ‘900, nella case grandi d’asta di Londra, Parigi, Lipzia e Berlino.
Il prezzo, tutto sommato, più accessibile rispetto ad altre categorie, e la concreta possibilità di poter ‘custodire’ l’opera dei grandi protagonisti della storia dell’Arte Occidentale (Pollaiuolo, Dürer, Rembrandt, Goya, ecc.), esercita un fascino irresistibile sia per i puristi della grafica, ma anche per coloro che vogliono avvicinarsi al mondo del collezionismo di opere d’arte. Negli ultimi tre anni, Christie’s ha venduto alcune delle piu’ rinomate collezioni private di grafica del 20esimo secolo, tra cui quelle di Alan e Marianne Schwartz di Detroit, del collezionista tedesco Klaus Hegewisch, e l’impareggiabile collezione di acqueforti di Rembrandt di Sam Josefowitz (vendita di oltre 270 stampe, in tre aste), registrando innumerevoli record nel settore, incluso il record per il prezzo più alto mai realizzato da una stampa antica all’asta (Rembrandt van Rijn, Ritratto del Dottor Arnout Tholinx, circa 1656, parte dell’asta del 3 Dicembre 2025, The Sam Josefowitz Collection: Graphic Masterpieces by Rembrandt van Rijn - Part III – GBP 3,100,000).
L'incisione porta quella che è considerata la prima firma della storia della stampa italiana. Possiamo leggere in questo gesto anche la nascita di una nuova consapevolezza dell'artista come autore, in un momento in cui la stampa iniziava a diffondere immagini e idee su scala europea?
L’incisione di Pollaiuolo è di dimensioni eccezionali per l’epoca in cui è stata creata – per la sua realizzazione servì una grande lastra di rame, dal costo ingente per l’artista, il che presuppone che ci sia stato un progetto ambizioso dietro la sua produzione. Il fatto che Pollaiuolo si firmi per esteso, ci indica un chiaro intento di far circolare la sua idea artistica, ed il suo nome. È un esempio da considerare come un punto di svolta nel panorama della grafica antica in Italia, soprattutto nella comprensione del potenziale della stampa come mezzo di diffusione delle immagini su larga scala. Ciò venne compreso, nei decenni successivi (limitandosi agli artisti Italiani) da Raffaello, che ingaggiò l’incisore Bolognese Marcantonio Raimondi per riprodurre la sua arte, da Parmigianino che fu tra i primi a dedicarsi all’acquaforte, da Tiziano, i Carracci, e tanti altri.
Luca Zuccala
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Per la prima volta un allestimento propone il confronto diretto della fronte di un sarcofago romano del II secolo d.C. raffigurante la Morte di Meleagro, con i due rilievi laterali originali. Ma il curatore Salvatore Settis va oltre la dimensione archeologica per riflettere sull’iconografia di un atto senza tempo, anche grazie al pensiero di Aby Warburg
Dal 26 settembre al 4 ottobre Palazzo Corsini ospiterà la 34ª Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, la prima guidata da Bruno Botticelli. Formazione, artigianato d’eccellenza, dialogo con design e moda, attenzione ai giovani e una nuova centralità dell’esperienza fisica delineano una manifestazione che punta a ripensare il ruolo dell’antiquariato nel XXI secolo.
Alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia l’artista cubano-americano presenta un nuovo corpus di dipinti incentrati su turisti collocati in scenari sia immaginati sia reali
Victoria Miro Venice presenta i nuovi dipinti dell’artista inglese: «In questa mostra la storia dell’arte è più un vocabolario che qualcosa a cui sto rispondendo in modo specifico. Sto giocando con una gamma più ampia di riferimenti sovrapposti»



