Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Monica Trigona
Leggi i suoi articoliLa casa d’aste Bonhams ha inaugurato con risultati particolarmente solidi la sua nuova sede statunitense al 111 West 57th Street di New York, dove il 23 aprile si è tenuta la Spring American Art Sale, chiusa con un totale di 4,33 milioni di dollari, superando le aspettative pre-asta, e con un tasso di vendita dell’80% su 94 lotti proposti, confermando un interesse sostenuto per opere storicamente rilevanti dell’arte americana tra XIX e XX secolo. A guidare la vendita è stato Thomas Wilmer Dewing con «Figures with Blossoms»(1900), un raro paravento a tre pannelli recentemente riscoperto, che ha più che raddoppiato la stima minima fino a raggiungere 826mila dollari, imponendosi come top lot dell’asta e confermando l’interesse per i capolavori tonalistici di qualità museale.
Wilmer Dewing, «Figures with Blossoms», 1900, venduto a 826mila dollari. Courtesy of Bonhams
LeRoy Neiman, «Roulette», 1971, venduto a 140.200 dollari. Courtesy of Bonhams
Un ruolo centrale è stato ricoperto anche da Bob Ross, le cui quattro opere – parte della terza vendita ufficiale organizzata per conto di American Public Television – hanno totalizzato complessivamente 929.100 dollari, pari a oltre il 21% dell’intero fatturato dell’asta. «Purple Mountain Range» (1993) ha raggiunto 279.900 dollari, oltre cinque volte la stima massima, mentre «Autumn Images» (1990) è stata venduta per 241.800 dollari, più di quattro volte la stima alta; «Mountain Seclusion» (1990) e «River’s Peace» (1991) hanno entrambe realizzato 203.700 dollari, superando di oltre quattro volte le rispettive stime. I proventi saranno interamente devoluti al sostegno delle emittenti pubbliche statunitensi. Tra gli altri risultati significativi, «Children at Play»di Edward Henry Potthast ha raggiunto 248.150 dollari, mentre Robert Spencer ha ottenuto 178.300 dollari per «A River Town» (circa 1920). Diversi lotti hanno inoltre stabilito nuovi record mondiali d’asta: Madge Tennent con «Rose Kokua (Portrait of a Young Hawaiian)» (1939), venduto per 152.900 dollari; Sally Michel Avery con «Loungers by the Sea» (1975), aggiudicato a 121.150 dollari, oltre quattro volte la stima minima; e Tadashi Sato con «Untitled (Submerged Rocks)» (1978), venduto per 114.800 dollari. Completano il quadro LeRoy Neiman con «Roulette» (1966), che ha più che raddoppiato la stima minima arrivando a 140.200 dollari, e Norman Rockwell con «Father and Boy: Church» (1961), aggiudicato a 114.800 dollari. Nel complesso, la vendita evidenzia un mercato selettivo ma dinamico, in cui opere iconiche, qualità museale e nomi ad alta riconoscibilità continuano a trainare i risultati, segnando un debutto convincente per il nuovo flagship newyorkese della maison.
Robert Spencer, «A River Town», ca 1920, venduto a 178,300 dollari. Courtesy of Bonhams
Norman Rockwell,«Father and Boy_ Church», 1961, venduto a 114,800 dollari. Courtesy of Bonhams
Altri articoli dell'autore
Dalle gallerie brasiliane di San Paolo e Rio de Janeiro agli spazi indipendenti di Bogotá, Buenos Aires e Città del Messico, la presenza sudamericana alla fiera newyorkese conferma il nuovo peso dell’America Latina negli equilibri globali dell’arte contemporanea
Si alza il sipario sulle grandi aste del primo semestre. Sfogliamo i cataloghi delle big four nella Grande Mela, tra capolavori di Monet, Rothko, Basquiat, O’Keeffe, Kandinskij, Thiebaud...
L'iniziativa, promossa dalla Pinacoteca Divisionismo, è ospitata il 29 maggio nella Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
Da Rei Kawakubo a Gretchen Bender, passando per oltre cento artisti e decine di debutti internazionali: la diciassettesima edizione della fiera confermerà il suo ruolo di piattaforma curatoriale radicale?



