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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIn posizione dominante su uno dei tratti più belli della costa occidentale della Sardegna, la Torre di Columbargia (situata nel territorio del comune di Tresnuraghes, Or) torna a nuova vita dopo un lungo e complesso intervento di restauro. Considerato a rischio crollo fino a pochi mesi fa, oggi il monumento è stato messo in sicurezza e restituito alla comunità di Tresnuraghes e al suo patrimonio storico.
La Torre di Columbargia, conosciuta anche con il nome di «Pesquellas», sorge su di un promontorio di trachite rossa che domina il quasi incontaminato contesto naturalistico della spiaggia di Sa Marinedda (o Cala della Torre di Columbargia) e rappresenta uno dei presidi del sistema difensivo studiato dagli Aragonesi per la difesa delle coste sarde. In particolare, insieme alle vicine torri di Ischia Ruja, Foghe e Bosa, rappresenta una delle fortificazioni costruite dalla seconda metà del Cinquecento sotto il governo del re di Spagna Filippo II.
Quest’ultimo, a partire dal 1556 e fino al 1598, attuò un vero e proprio programma di riforma dell’economia e delle politiche sociali dell’isola che comprendeva anche il rafforzamento complessivo delle fortificazioni urbane e costiere. L’opera fu costruita, con buona probabilità, a partire dal 1572 ed è composta da una struttura in bozze di pietra (arenaria e basalto) strutturate in maniera irregolare a formare una geometria a tronco di cono.
Dopo una serie di interventi complessi e delicati, la torre è stata finalmente recuperata grazie a lavori durati circa 18 mesi. L’edificio, abbandonato da tempo, necessitava di un intervento immediato. Nel mese di aprile del 2024, il Ministero della Cultura ha attivato una procedura d’urgenza a seguito delle segnalazioni del Comune, a tutela dell’incolumità pubblica e per preservare un bene storico di grande valore.
L’intervento rientra nel progetto «Torri, baluardi di città e sistemi difensivi costieri (XII–XVII secolo)-Restauro, consolidamento e valorizzazione», curato dall’allora Segretariato regionale, oggi Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e delle province di Oristano e Sud Sardegna. Il programma, ancora in corso, riguarda altri sei siti storici dell’Isola e beneficia di un finanziamento complessivo di 4,5 milioni di euro.
I lavori non sono stati semplici: la posizione isolata del sito, raggiungibile solo a piedi o tramite percorsi articolati, ha richiesto un importante sforzo logistico. A complicare ulteriormente le operazioni, anche le condizioni meteo spesso avverse. Gli interventi hanno riguardato il consolidamento delle murature, il ripristino della terrazza e il recupero delle superfici esterne, elementi fondamentali per garantire stabilità e conservazione nel tempo.
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