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Le rovine di un palazzo nel sito di Tolemaide, nell’attuale Libia

Foto tratta da Wikipedia. Foto David Stanley | CC BY 2.0

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Le rovine di un palazzo nel sito di Tolemaide, nell’attuale Libia

Foto tratta da Wikipedia. Foto David Stanley | CC BY 2.0

Tolemaide, l’antica città che, abbandonata, è stata «riutilizzata» come sala giochi

Gli archeologi polacchi che scavano dal 2001 nella colonia greca della Cirenaica vi hanno recentemente scoperto una quantità di tavoli o pannelli con scanalature strutturate in quadrati o rettangoli, da utilizzare con «pedine» fatte dei più svariati materiali

Vittorio Bertello

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Tolemaide, una delle più grandi colonie greche della Cirenaica, regione storica situata nel Nord-est dell’attuale Libia, venne fondata dai re egiziani ellenistici tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C. Le sue rovine sono rimaste sepolte nella sabbia per secoli, fino a quando gli archeologi dell’Università di Varsavia hanno iniziato a scavare il sito nel 2001. Hanno scoperto un imponente mausoleo, un teatro, la cosiddetta «villa delle colonne», mura e una necropoli.

I lavori si sono poi interrotti per oltre un decennio, per la guerra civile in Libia. Ora i ricercatori sono tornati a scavare, e hanno scoperto che le rovine dell’antica metropoli sono piene di tavoli quadrati o rettangolari, una vera e propria sala da gioco scolpita nella roccia. Ne ha scritto il giornalista specializzato David Ruiz Marull in un articolo pubblicato sul sito del quotidiano spagnolo «La Vanguardia».

«Per secoli, i pastori si sono cimentati su di essi. Uscivano con i loro animali e ne approfittavano per giocare a giochi simili alla dama o al tris», ha spiegato l’archeologa Zofia Kowarska, che ha già scoperto in poco tempo più di un centinaio di questi pannelli. I ricercatori hanno rinvenuto una dozzina, o addirittura venti o trenta tavoli riuniti nello stesso spazio, il che suggerisce che questi giochi fossero «un passatempo piuttosto comune», sottolineano. E il lavoro è ben lungi dall’essere concluso, poiché continuano a emergere nuovi esemplari.

Intagliati in blocchi di pietra o edifici in rovina, sono costituiti da diverse dozzine di piccole scanalature, generalmente circolari, disposte in un quadrato o in un rettangolo. Alcuni tabelloni quadrati hanno tre file per tre colonne di scanalature, per un totale di nove quadrati. Altri tipi includono tabelloni 5x5, 6x6, 7x7 e rettangolari 4x6.

Un singolo pannello può avere lati che variano da una quindicina a diverse decine di centimetri. A sentire gli archeologi, sarà «molto difficile» datare i pannelli, sebbene sappiano che furono realizzati sulle mura di un’antica città abbandonata, quando Tolemaide era già in rovina.

Le prime analisi dei giochi da tavolo hanno chiarito che nell’Africa settentrionale e centrale e in Medio Oriente esistono ancora giochi simili a quelli rinvenuti nell’antica città greca. Alcuni abitanti della vicina e moderna città di Tolmeita conoscono ancora le regole di questi giochi che stanno scomparendo. Sebbene i passatempi tradizionali ora siano sostituiti da altre attività, come i videogiochi per cellulari, gli anziani del posto ricordano ancora due tipi di giochi che si possono praticare sulle lastre di pietra all’aperto. Il primo, simile al tris, utilizza una tavola di nove caselle ed è per due giocatori con tre pedine ciascuno. Il secondo, anch’esso per due giocatori, ha regole simili a quelle della dama. Consiste nel catturare le pedine dell’avversario e vince chi ne ottiene di più. Si poteva giocare con qualsiasi cosa, purché le pedine fossero diverse. Potevano essere sassi, frammenti di ceramica, semi, pezzi di vetro o tappi di bottiglie di plastica.

«L’area dell’antica Tolemaide non è urbanizzata, ma è circondata da vaste distese di terra che sono sempre state ottimi pascoli per capre e pecore. Nelle zone più elevate si trovano delle piattaforme, dove probabilmente i pastori si sedevano per osservare comodamente il terreno e gli animali», affermano i ricercatori.

È probabile che i giochi non abbiano avuto origine nella colonia ellenistica della Cirenaica, ma altrove, visto che la maggior parte dei pastori era costituita da migranti. Questa circostanza evidenzia come i giochi semplici, con regole di base e facilmente trasportabili, si diffondessero facilmente tra le popolazioni nomadi.

Uno dei «tavoli da gioco» scoperti dall’équipe di archeologi polacchi a Tolemaide. Foto Zofia Kowarska

Vittorio Bertello, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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