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Particolare dell’anta d’organo del Duomo di Milano, dipinta nel 1592 da Camillo Procaccini, che verrà restaurata grazie a una sovvenzione di Bank of America

Foto Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

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Particolare dell’anta d’organo del Duomo di Milano, dipinta nel 1592 da Camillo Procaccini, che verrà restaurata grazie a una sovvenzione di Bank of America

Foto Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Grazie a Bank of America, «in cura» anche un’anta d’organo del Duomo di Milano di Procaccini

È uno dei progetti di restauro finanziati quest’anno dall’istituto di credito statunitense, che nel frattempo continua a «badare» alla «Ronda di notte» di Rembrandt (aveva cominciato nel 2019), al «Bacco e Arianna» di Tiziano della National Gallery, alle arti decorative francesi, a un rotolo di un museo di Tokyo ecc

Vittorio Bertello

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Grazie al programma annuale di restauri d’arte promosso della Bank of America (Boa), che dal suo lancio nel 2010 ha contribuito a salvare oltre 15mila oggetti in 40 paesi, ci si prenderà cura quest’anno anche di un dipinto antico conservato in Italia, un’anta d’organo del Duomo di Milano raffigurante una «Trasfigurazione», realizzata da Camillo Procaccini nel 1592. Per la precisione, è il pannello sinistro interno dell’organo meridionale del Duomo. È uno dei progetti sostenuti quest’anno dalle sovvenzioni della Boa e destinati al recupero di opere d’arte.

La «Trasfigurazione» di Procaccini riproduce una scena tratta dal Vangelo di Matteo, in cui tre discepoli accompagnano Gesù su una collina in lontananza; giunti sul posto, vedono Gesù, avvolto da una luce celeste, levitare sul terreno, con le figure di Mosè ed Elia. L’episodio è generalmente interpretato come una premonizione della Resurrezione. Qui Procaccini, che realizzò alcune versioni della «Trasfigurazione», tra cui alcune incisioni, aggiunge un quarto discepolo nella composizione.

Anche quest’anno Boa sostiene il progetto di restauro in corso de «La ronda di notte» (1642) di Rembrandt van Rijn, esposta al Rijksmuseum di Amsterdam. L’ampio intervento di restauro, avviato nel 2019, sta ora entrando in una nuova fase che prevede la rimozione di strati di vernice invecchiati e di ritocchi apportati da restauratori precedenti. L’opera viene restaurata in una camera di vetro appositamente progettata, sotto gli occhi del pubblico.

Tiziano Vecellio, «Bacco e Arianna, 1520-23. Foto © The National Gallery

Un altro importante progetto riguarda il «Bacco e Arianna» di Tiziano Vecellio della National Gallery di Londra. L’intervento avrà inizio a maggio, quando partiranno i lavori di ristrutturazione nel centro di ricerca della pinacoteca londinese, che richiederanno la rimozione di alcune opere dall’allestimento. Il processo di conservazione prevede il posizionamento del dipinto su un nuovo supporto in tessuto, dopo un restauro «storico» degli anni ’60, quando l’opera era stata fissata su un supporto rigido. Nei prossimi mesi, i restauratori del museo londinese rimuoveranno la tela dal suo supporto secondario e ripristineranno eventuali perdite di pittura o segni di deterioramento.

Nel frattempo, una sovvenzione di Boa consentirà di spolverare sottovuoto e rivestire con cera protettiva le 269 palme in bronzo fuso esposte nella Sala dell’Attico dell’Arco di Trionfo a Parigi, iniziativa supervisionata dal Centre des Monuments Nationaux. Le palme, che rendono omaggio ai soldati caduti, sono state lasciate presso il monumento commemorativo dalle associazioni dei veterani.

In Giappone, al Museo Nazionale di Tokyo, Gaki Zōshi (il «rotolo degli spiriti affamati»), un rotolo illustrato che raffigura spiriti condannati alla fame eterna, colpito da un lungo, annoso deterioramento, sarà sottoposto a un intervento di stabilizzazione e i suoi colori saranno reintegrati.

Tra gli altri progetti del Boa previsti per quest’anno figurano il restauro del collage su carta «La Négresse» (1952) di Henri Matisse, conservato presso la National Gallery of Art di Washington, e la pulizia superficiale e la stabilizzazione di 52 dipinti del pittore ottocentesco peruviano Francisco Laso de los Ríos, conservati presso il Museo de Arte de Lima.

Le linee guida per la candidatura stabiliscono che le organizzazioni candidate devono «riferire i risultati alla Bank of America al termine del restauro». Tra i membri del comitato consultivo figurano Laura Rivers, restauratrice di dipinti presso il J. Paul Getty Museum, e Nick Dorman, capo restauratore presso il Seattle Art Museum.

L’anta d’organo del Duomo di Milano, nella sua interezza, dipinta nel 1592 da Camillo Procaccini, che verrà restaurata grazie a una sovvenzione di Bank of America. Foto Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Vittorio Bertello, 28 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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