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«Lotta tra Perseo e Fineo», di Luca Giordano, dopo il restauro (particolare)

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«Lotta tra Perseo e Fineo», di Luca Giordano, dopo il restauro (particolare)

Restaurati e riesposti a Palazzo Reale a Genova due maestosi Luca Giordano

La Sala del Trono si chiamava anticamente «Sala del Giordano», perché ospitava proprio queste due opere del maestro napoletano, oltre a una terza («Morte di Seneca»), andata perduta

Gaspare Melchiorri

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A Genova dal primo maggio, nella Sala del Trono di Palazzo Reale, si possono nuovamente ammirare due grandi dipinti (entrambi, 366x375 cm) realizzati da Luca Giordano (1634-1705) alla fine del Seicento. Le due tele, che raffigurano la «Lotta tra Perseo e Fineo» e «Clorinda salva Olindo e Sofronia dal rogo», sono reduci da un laborioso restauro. 

Queste opere, probabilmente arrivate a Genova già a inizio Settecento, sono attestate nel palazzo a partire dal 1739: la sala in cui si trovano era anticamente chiamata proprio «Sala del Giordano», perché ospitava tre grandi tele dipinte dal pittore napoletano: appunto la «Lotta tra Perseo e Fineo», «Clorinda salva Olindo e Sofronia dal rogo» e una «Morte di Seneca» che, uscita dalle collezioni dopo il 1836, oggi risulta dispersa. Realizzate probabilmente intorno al 1680, già in epoca antica subirono diversi adattamenti per uniformarne le dimensioni.

I due dipinti raffigurano due scene tratte da testi letterari: le Metamorfosi di Ovidio e la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Entrambe le tele riflettono la capacità del pittore di tradurre efficacemente le storie in immagini, giocando con abilità su effetti teatrali e scenografici e disponendo i personaggi con gesti, espressioni e movimenti destinati a catturare lo sguardo.

La scena della lotta tra Perseo e Fineo è un celebre mito dell’antichità narrato da molti autori, tra cui Ovidio. Per vendicare il rifiuto di Andromeda che gli era stata promessa in sposa, Fineo irrompe al banchetto, fermando le nozze tra la fanciulla e Perseo. L’eroe greco l’aveva conquistata liberandola dalle catene, prima che il mostro Ceto la divorasse; qui Perseo si difende dall’aggressione di Fineo con la testa della Gorgone Medusa pietrificando il nemico che ne incrocia lo sguardo. Sullo sfondo i convitati atterriti si coprono gli occhi per sfuggire al malefico sortilegio. L’autore si firma sul gradino in primo piano: «Jordan(u)s f(ecit)». Da sempre considerato uno dei capolavori della quadreria del Palazzo, la «Lotta tra Perseo e Fineo» era tra le maggiori attrattive che spingevano i viaggiatori a visitare il Palazzo nel Settecento. L’opera è stata recuperata tra il 2024 e il 2025 grazie al bando per la XX edizione di «Restituzioni» di Intesa Sanpaolo.

Il restauro di entrambi i dipinti è stato affidato al laboratorio di Luigi Parma, con sede a Milano. L’intervento sulle superfici pittoriche, che ha richiesto lunghi mesi di lavoro tra il 2024 e il 2026, ha consentito di recuperare cromie e effetti di luce, facendo ritornare all’originaria brillantezza queste due opere. 

Per ciò che riguarda l’opera «Clorinda salva Olindo e Sofronia», la scena è tratta dal secondo canto del poema epico Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Il dipinto raffigura l’arrivo a cavallo della guerriera saracena Clorinda, pronta a intervenire per salvare i due giovani cristiani, Olindo e Sofronia, accusati del furto di un’immagine sacra. L’opera, collocata sulla parete est della Sala del Trono e firmata anch’essa «Jordanus», è rientrata nell’aprile 2026 al termine di un restauro, reso possibile grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, con il sostegno della Fondazione Passadore 1888 E.F., in sinergia con il Ministero della Cultura. Il grandioso dipinto grazie al restauro ha recuperato i valori stilistici, gli accordi tonali, la diffusa luminosità e la vividezza dei colori.

Il 14 maggio alle 17 è in programma un incontro con i restauratori, Anna e Luigi Parma. Introducono Anna Manzitti e Luca Leoncini.

Gaspare Melchiorri, 04 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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