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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Bari il prossimo 14 aprile, con una messa presieduta dall’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, sarà riaperta al culto, a quasi tre anni dalla sua chiusura, Maria Santissima del Rosario, uno dei complessi religiosi più imponenti di Bari, la chiesa che i Domenicani hanno voluto con questa intitolazione, ma che i Paolotti nel Seicento dedicarono in precedenza a San Francesco da Paola.
Le sue origini risalgono al 1614, anno in cui i Frati Minimi decisero l’erezione di una chiesa con annesso monastero intitolandola a San Francesco da Paola. All’inizio dell’Ottocento, durante l’occupazione francese, i Frati Minimi vennero soppressi. Nel 1820 il complesso venne affidato da Ferdinando IV di Borbone all’ordine dei Domenicani, che nel 1840 cambiarono il nome della chiesa di Maria Santissima del Rosario.
Proprio in questo periodo però iniziarono a sorgere alcuni contrasti nell’ordine: i Domenicani di piazza Garibaldi ottennero dalla Curia alcuni privilegi che fino ad allora erano stati prerogativa di un’altra confraternita, con sede a San Domenico. Il clima di rivalità, di gelosie e di ripicche sfociò in un incendio, appiccato nel 1846 a Maria Santissima del Rosario dai Domenicani rivali. La ricostruzione della chiesa venne effettuata con una prima ristrutturazione, terminata nel 1864, e una nuova consacrazione nel 1897.
I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, per circa 1,9 milioni di euro, sono stati possibili grazie alla donazione di una famiglia di devoti. L’intervento ha riacceso di blu l’interno della cupola, dando nuova vita alle raffigurazioni che sulle pareti ritraggono per la gran parte santi domenicani: da san Domenico a San Tommaso D'Aquino. «Ma è il Cristo morto il cantuccio di preghiera di chi entra qui», puntualizza il parroco don Peppino Cutrone.
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