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Ernst Ludwig Kirchner, «Im Bett liegender Mann (Selbstbildnis)», («Uomo sdraiato a letto (Autoritratto)», 1917-18)

Photo: Travis Fullerton. © Virginia Museum of Fine Arts

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Ernst Ludwig Kirchner, «Im Bett liegender Mann (Selbstbildnis)», («Uomo sdraiato a letto (Autoritratto)», 1917-18)

Photo: Travis Fullerton. © Virginia Museum of Fine Arts

Riunito con la collezione Fisher un acquerello di Kirchner

Disperso in epoca nazista, «Im Bett liegender Mann (Selbstbildnis)» è stato restituito ai legittimi eredi, che a loro volta l’hanno consegnato al Virginia Museum of Fine Arts, in cui è custodita la raccolta dei defunti Ludwig e Rosy Fischer

Cecilia Paccagnella

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Il Vmfa-Virginia Museum of Fine Arts ha annunciato, martedì 21 ottobre, la restituzione ai legittimi eredi di «Im Bett liegender Mann (Selbstbildnis)» («Uomo sdraiato a letto (Autoritratto)»), acquerello realizzato da Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938) tra il 1917 e il 1918. L’opera, un autoritratto dell’artista durante gli anni più drammatici della sua crisi psicofisica, apparteneva ai collezionisti ebrei Ludwig e Rosy Fischer di Francoforte. Dopo la restituzione, i discendenti della famiglia hanno scelto di donarla allo stesso Vmfa, che oggi custodisce l’intero nucleo superstite della loro collezione.

La famiglia Fischer, tra il 1905 e il 1925, aveva riunito circa 500 opere dell’Espressionismo tedesco, con particolare attenzione agli artisti del gruppo Die Brücke, considerati i più radicali interpreti della nuova sensibilità europea. Le vicende del nazismo segnarono tragicamente la dispersione del patrimonio. I figli Ernst e Max ereditarono la raccolta nel 1926: il primo fu costretto a lasciare la Germania nel 1934, dopo le leggi che estromisero gli ebrei dagli incarichi pubblici; Max riuscì a fuggire solo l’anno seguente, dopo le Leggi di Norimberga, lasciando però dietro di sé la maggior parte delle opere. Da allora, la famiglia non ha mai interrotto la ricerca dei pezzi perduti.

Il lavoro riemerge grazie a Annemarie e Günther Gercken, che lo avevano acquistato nel 1955 dalla Galerie Ferdinand Möller di Colonia. Questa restituzione è solo la quarta a favore degli eredi Fischer. La prima, «Bei Grünau» («A Grünau», 1917-18), tornò alla famiglia nel 2015 grazie al Museum of Modern Art di New York; seguirono nel 2020 «Autostrasse im Taunus» («Autostrada nel Taunus», 1916), sempre di Kirchner, e nel 2021 «Geschwister» («Fratelli», 1913) di un altro esponente del gruppo espressionista Erich Heckel (1883-1970). Tutte le opere recuperate sono state donate al Vmfa, consolidando il ruolo del museo in quanto principale custode dell’eredità Fischer.

L’acquerello di Kirchner rappresenta uno studio preparatorio per il celebre olio «Selbstbildnis als Kranker» (1918-30), oggi alla Pinakothek der Moderne di Monaco: la figura distesa, i tratti provati, la veste dai motivi geometrici raccontano l’impatto della guerra sull’artista, con una forza introspettiva che definisce l’identità stessa di Die Brücke.

Il Vmfa prevede di dedicare una mostra alla collezione Fischer dopo l’ampliamento in programma, con apertura prevista nel 2028.

Cecilia Paccagnella, 27 ottobre 2025 | © Riproduzione riservata

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