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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliIl mercato dell’arte contemporanea ritrova slancio a New York. Dalla grande aggiudicazione del Klimt da 236 milioni di dollari, lo scorso novembre, a monumentale Rothko da quasi 86 milioni: la Grande Mela è (quasi) sempre sinonimo di grandi aggiudicazioni e l'esordio di Sotheby's, il 14 maggio, non ha deluso le aspettative. C'era grande attesa, del resto, per gli undici selezionatissimi lotti che componevano il catalogo dedicato alla collezione di Robert Mnuchin, il finanziere e gallerista statunitense scomparso all'età di 92 anni. Un grande preludio non solo all'asta di arte contemporanea andata in scena immediatamente dopo, ma anche ai dieci giorni di incanti che andranno in scena a New York nei prossimi dieci giorni. Nemmeno a dirlo, tra i più importanti della stagione. Il primo, come detto, è andato alla grande. Fatturato di 166,3 milioni di dollari per la sola collezione Mnuchin e totale complessivo della serata di circa 433,1 milioni di dollari. Un incremento significativo - pari a circa il +130% - rispetto alle stesse sessioni dello scorso anno.
La sessione dedicata a Mnuchin si è aperta sotto ottimi auspici grazie a Pablo Picasso, il cui dipinto «Deux femmes nues assises» ha scatenato una competizione tra cinque diversi offerenti, venendo infine aggiudicato sopra le stime della vigilia per 1,5 milioni di dollari. Subito dopo è stato il turno di Willem de Kooning, tra i grandi protagonisti della serata. Una sua opera intitolata «Untitled» ha visto una vera e propria battaglia di cinque minuti tra sette collezionisti, decollando fino a 10,8 milioni di dollari a fronte di una stima iniziale di 4-6 milioni di dollari. L'eccezionale performance ha trascinato l'intero nucleo dell'artista: tre sue opere risalenti a decenni cruciali della sua carriera sono state tutte vendute, per un totale combinato di 27,2 milioni di dollari, superando la forchetta di valutazione iniziale.
Il vertice assoluto della vendita è stato però raggiunto da una monumentale tela di Mark Rothko, «Brown and Blacks in Reds», eseguita nel 1957. L'opera fa parte di quel ristretto nucleo di quindici dipinti di grande formato realizzati dall'artista in quell'anno, la maggior parte dei quali è oggi custodita nei più importanti musei del mondo. Caratterizzato da campiture cromatiche scure che anticipano la celebre serie per il Seagram Building, il dipinto è stato battuto a un valore finale di 85,8 milioni di dollari. La cifra rappresenta il secondo risultato più alto mai conseguito in asta dall'esponente dell'espressionismo astratto, superato soltanto dagli 86,8 milioni di dollari registrati nel 2012 da «Orange, Red, Yellow». Un secondo dipinto dello stesso autore, intitolato «No. 1» e risalente al 1949, ha trovato un compratore poco più tardi per 20,8 milioni di dollari.
Mark Rothko, Brown and Blacks in Reds, 1957. Venduto a 85,8 milioni di dollari
Andy Warhol, Brigitte Bardot. Venduto a 24,8 milioni di dollari
A siglare un momento storico per l'arte italiana è stato Lucio Fontana con la vendita di «Concetto spaziale, Il cielo di Venezia». L'opera è stata aggiudicata per l'importante cifra di 16,4 milioni di dollari, stabilendo il nuovo record assoluto per una tela della celebre serie dedicata alla città lagunare.
Nella successiva asta serale contemporanea, i riflettori si sono accesi anche su altri maestri del secondo Novecento. Tra le aggiudicazioni di maggior rilievo spicca la tela di Jean-Michel Basquiat del 1983, «Museum Security (Broadway Meltdown)», passata di mano per un valore finale di 52,7 milioni di dollari, un incremento notevole rispetto ai 14,5 milioni di dollari a cui era stata venduta nel 2013 a Londra. Grande interesse ha suscitato anche il debutto sul mercato di un celebre ritratto di Andy Warhol, «Brigitte Bardot», un acrilico su tela del 1974 caratterizzato da un fondo verde brillante. Conteso per quasi cinque minuti, il dipinto ha stabilito il nuovo primato per questa specifica serie con un risultato di 24,8 milioni di dollari. Ottima performance anche per Helen Frankenthaler, il cui dipinto del 1964 «Cape Orange» ha raggiunto i 7,3 milioni di dollari, posizionandosi come il secondo prezzo più alto mai pagato in asta per l'artista.
La sessione ha registrato riscontri eccezionali anche sul fronte delle proposte più recenti e dei debutti sul mercato newyorkese, con una serie di nuovi primati mondiali. Ding Shilun ha visto la sua opera «Three Princes» volare a 358,4 mila dollari, una cifra pari a cinque volte la stima massima che ha siglato il suo record personale all'esordio in città. Record d'asta anche per Joseph Yaeger, che con «The Euphemism», l'opera più grande dell'artista mai apparsa sul mercato, ha raggiunto i 320 mila dollari. Successo analogo per Florian Krewer, il cui dipinto «night hunters» ha stabilito un nuovo primato personale venendo aggiudicato a 256 mila dollari. Ha convinto i collezionisti anche Sarah Sze, reduce da una grande mostra al Guggenheim Museum, la cui opera «The Day Away» ha toccato i 614 mila dollari, superando le previsioni iniziali.
Nonostante l'andamento nettamente positivo della sessione, che ha registrato una percentuale complessiva di lotti venduti pari al 91%, si è avvertito qualche isolato passaggio a vuoto. Quattro opere sono rimaste invendute e una tela di Alice Neel, intitolata «Timothy Collins», è stata ritirata dai responsabili della casa d'aste a metà della sessione. I risultati complessivi confermano comunque la ritrovata salute del mercato di primissima fascia, le cui aggiudicazioni milionari determinano non solo i bilanci generali, ma influenzano in modo indiretto la fiducia e la disposizione a spendere in tutti gli altri segmenti.
Jean-Michel Basquiat, Museum Security (Broadway Meltdown). Venduto a 52,7 milioni di dollari
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Il cielo di Venezia. Venduto a 16,4 milioni di dollari
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