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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliUn altro capitolo si è scritto nella vicenda della truffa milionaria di opere d’arte che ha per protagonista il noto mercante d’arte svizzero Yves Bouvier (cfr. n. 353, mag. ’15, p. 6). Il 14 settembre la giustizia francese lo ha indagato per il furto di due opere di Picasso dopo che una denuncia è stata sporta da Catherine Hutin-Blay, figlia di Jacqueline Roque, seconda moglie del maestro spagnolo. Bouvier avrebbe illegamente venduto i due quadri che, secondo la Hutin-Blay, non sono mai stati messi in vendita.
Dopo un interrogatorio di due ore e mezza, il «re del porto franco» di 52 anni (proprietario della Natural Le Coultre, specializzata nella logistica e nell’immagazzinamento delle opere d’arte) è uscito libero dal Palazzo di giustizia parigino, ma sotto controllo giudiziario e per aver versato una cauzione colossale di 27 milioni di euro (con pagamento immediato di 5 milioni). Cifra pari all’importo da lui intascato nel 2013 per la vendita delle due opere in questione, due ritratti di Jacqueline, la gouache «Femme se coiffant» e l’olio su tela «Espagnole à l’eventail», entrambi del 1957. E a cui si potrebbero aggiungere altri 9 milioni di euro per una cartella di lavoro di Picasso con 58 disegni a china che Bouvier avrebbe a sua volta venduto illecitamente nel 2010.
Nei due casi l’acquirente è il miliardario russo Dmitry Rybolovlev, collezionista d’arte nonché proprietario del club di calcio AS Monaco. Una guerra giudiziaria oppone i due uomini da quando, all’inizio dell’anno, l’oligarca russo ha sporto una denuncia per truffa contro Bouvier. Rybolovlev, che si era rivolto all’amico magnate per costituire la sua collezione privata, accusa quest’ultimo di aver gonfiato i prezzi di decine di opere di Leonardo, Matisse, Rothko e Gauguin, per poter intascare maxicommissioni di milioni di dollari. Per questo Bouvier era già stato arrestato a febbraio e incriminato per riciclaggio di denaro sporco e frode.
A fine settembre Rybolovlev ha consegnato i due quadri di Picasso alla giustizia francese «per permettere all’inchiesta di progredire», ha spiegato il miliardiario in un’intervista al quotidiano «Le Parisien». «Se decido di parlare oggi, ha detto, è perché nuovi elementi sono emersi in questa vicenda contro Bouvier. Nuove vittime si sono rivolte alla giustizia. Vorrei anche mettere in guardia contro i pericoli di certe pratiche nel mercato dell’arte». Sui due Picasso ha poi aggiunto: «Per quanto mi riguarda queste opere sono state acquisite in buona fede. Ma capisco perfettamente lo sconcerto della figlia di Jacqueline Picasso, legittima proprietaria, quando ha scoperto che i quadri le erano stati rubati».
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