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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliA oltre quarant’anni dall’inizio degli scavi, gli archeologi Diane e Arlen Chase dell’Università di Houston hanno annunciato il ritrovamento della prima tomba reale identificabile dell’antica città di Caracol. La scoperta riguarda Te K’ab Chaak, il sovrano che nel 331 d.C. fondò una dinastia durata oltre quattro secoli.
La tomba, databile intorno al 350 d.C., è stata rinvenuta nell’Acropoli nord-orientale del sito, un’area cerimoniale e residenziale riservata all’élite della società. Tra i reperti recuperati figurano una maschera funeraria in giada, vasi decorati con scene rituali, ossa intagliate e conchiglie. Le ceramiche raffigurano un sovrano con lancia e il dio Ek Chuah circondato da offerte, a testimonianza della ricchezza simbolica della sepoltura.
Caracol, un tempo metropoli maya con oltre 100.000 abitanti, è situata nel distretto montuoso di Cayo, oggi coperta dalla fitta vegetazione tropicale. La città si estendeva per più di 177 chilometri quadrati, con un sistema urbanistico complesso: strade sopraelevate, terrazze agricole e templi monumentali come la piramide Caana, alta 43 metri.
Già nel 2010 gli archeologi avevano individuato tracce di contatti con la lontana Teotihuacán, nel Messico centrale. Tuttavia, le nuove tombe scoperte sembrano precedere tali influenze, indicando che i primi re di Caracol erano maya autoctoni. Questo contraddice l’ipotesi secondo cui un'élite esterna avesse imposto il proprio dominio. L’analisi dei resti di Te K’ab Chaak rivela un uomo di circa 1,70 metri, morto in tarda età, privo di denti. Un dettaglio umano che si unisce al valore storico del ritrovamento.
«Teotihuacán e Caracol, pur distando oltre 1.000 chilometri, condividevano pratiche rituali e contatti diplomatici», spiega Arlen Chase. «È probabile che gli stessi sovrani abbiano mantenuto relazioni formali». Misteriosamente, come molte altre città maya, anche Caracol entrò in declino intorno al 900 d.C. Ma grazie a scoperte come questa, le voci del suo passato tornano a farsi sentire, rivelando intrecci culturali che uniscono civiltà distanti nel tempo e nello spazio.
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