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Oxford Ceramics

Courtesy of Sotheby’s

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Oxford Ceramics

Courtesy of Sotheby’s

Sotheby’s dedica le sue gallerie al craft contemporaneo

Con «Crafted», in occasione della London Craft Week 2026, la maison trasforma New Bond Street in un laboratorio vivo tra aste benefiche, ceramica anonima e nuove geografie dell’artigianato

Margherita Panaciciu

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Nel maggio 2026, per la prima volta nella sua storia, Sotheby's sceglie di consacrare interamente le proprie gallerie di New Bond Street al linguaggio del craft (vari oggetti fatti a mano come ceramica, gioielli, decorazioni disparate, ecc.). Il progetto, dall’11 al 17 maggio, significativamente intitolato Crafted, si inserisce nel programma della London Craft Week e ne amplifica la portata, proponendosi come una piattaforma capace di intrecciare mercato, ricerca e riflessione critica.

«È una gioia portare il craft nelle gallerie di Sotheby’s», afferma la direttrice Julia Fischel, sottolineando come «l’artigianato possieda una universalità che connette creatori, materiali e memoria culturale, pur rimanendo profondamente radicato nella vita quotidiana». Insiste inoltre sulla dimensione sensoriale e temporale del fare, aggiungendo: «in un mondo sempre più digitale, il craft offre una connessione diretta con la manualità, con il tocco e con i maestri del passato».

 

Vessel Gallery. Courtesy of Sotheby’s

Il clou dell’iniziativa è costituito da un articolato programma di vendite che mette in tensione modelli differenti di attribuzione del valore. La charity auction organizzata a sostegno di FiredUp4 - realtà co-fondata da Kate Malone - riunisce dodici opere selezionate di importanti protagonisti della ceramica internazionale. Tra questi figurano Lucie Rie, figura storica dello studio pottery, Pippin Drysdale, nota per le sue superfici vibranti, e Hitomi Hosono, le cui composizioni floreali trasformano il vaso in una scultura organica e stratificata. Il ricavato dell’asta sarà destinato a finanziare programmi educativi in contesti socialmente svantaggiati, riaffermando il ruolo del craft come strumento di inclusione e trasmissione.

Accanto a questa dimensione più tradizionale, Crafted introduce Secret Ceramics: cento opere, tutte allo stesso prezzo e presentate in forma anonima. Il progetto sospende deliberatamente il peso della firma, invitando il pubblico a confrontarsi con l’oggetto in sé, al di là delle dinamiche di riconoscimento e status. Solo dopo l’acquisto verrà rivelata l’identità degli autori, tra cui Ebony Russell, Freya Bramble Carter e Michel François. In questa strategia curatoriale si legge un tentativo di riequilibrare il rapporto tra intuizione e investimento.

Il programma si espande inoltre attraverso una serie di mostre e collaborazioni con gallerie specializzate, tra cui Vessel Gallery e Oxford Ceramics Gallery, che restituiscono una mappa articolata delle pratiche contemporanee. Di particolare rilievo è la presenza di Intoart, collettivo pionieristico che promuove artisti con disabilità cognitive e neurodivergenze, proponendo una visione inclusiva e ampliata dell’autorialità.

A completare il progetto, un denso programma di incontri, dimostrazioni e workshop trasforma le gallerie in uno spazio attivo di produzione e trasmissione del sapere. «Da Sotheby’s presentiamo da tempo craft e ceramica accanto alle belle arti, incoraggiando un dialogo tra discipline», osserva ancora Fischel, «e Crafted continua esattamente in questa direzione, sostenendo una nuova generazione di artigiani e invitando il pubblico a confrontarsi con una pratica al tempo stesso radicata nella tradizione e profondamente contemporanea».

Margherita Panaciciu, 01 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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