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Redazione
Leggi i suoi articoliÈ noto in tutto il mondo per la fotografia «Afghan Girl», realizzata nel 1984 in un campo profughi in Pakistan e pubblicata sulla copertina di «National Geographic» nel 1985. La sua produzione copre decenni di storia e geografie diverse, documentando conflitti, tradizioni a rischio scomparsa, culture locali e trasformazioni sociali, sempre con una forte attenzione alla dimensione umana.
Il 24 settembre, Steve McCurry (1950) sarà insignito della laurea magistrale honoris causa in Antropologia e linguaggi dell’immagine dall’Università di Siena per il contributo che il fotografo statunitense ha dato, attraverso il suo lavoro, alla comprensione delle culture e delle società, con uno sguardo fortemente legato all’approccio antropologico. La cerimonia si terrà in concomitanza con il Siena Awards Photo Festival, che quest’anno giunge alla sua undicesima edizione. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze sociali, politiche e cognitive dell’Ateneo, che ha messo in evidenza la capacità di McCurry di inserire i soggetti ritratti in un contesto denso di significati: i suoi scatti non documentano solo situazioni, ma restituiscono una visione complessa del presente, spesso attraversato da tensioni e contraddizioni.
«Per l’Università di Siena è un onore eccezionale poter conferire la laurea magistrale ad honorem a Steve McCurry, uno dei maestri indiscussi della fotografia mondiale, le cui immagini costituiscono un punto di riferimento per tanti, compresi studenti e giovani, che in esse si riconoscono e riconoscono un modo di guardare insieme alla complessità del nostro tempo e alla specificità di ogni animo umano, ha dichiarato il rettore Roberto Di Pietra. McCurry, che è stato a Siena e ha tenuto una Lectio Magistralis in Ateneo già nel 2013, ha un legame speciale con la nostra città, per la quale ha espresso un sincero amore. Ringrazio per questa opportunità il Siena Awards Photo Festival e il suo ideatore, Luca Venturi, con i quali anno dopo anno si sta consolidando una collaborazione ampia e di grande soddisfazione».
Dopo una laurea in Cinematografia e Teatro all’Università della Pennsylvania, McCurry ha iniziato a perseguire la vocazione di fotografo freelance negli anni ’70, iniziando con reportage in India e Afghanistan. Proprio in quest’ultimo Paese, nel 1979, riuscì a documentare il conflitto con immagini che trasportò clandestinamente, nascondendole nei vestiti per evitare la censura. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il World Press Photo, la Robert Capa Gold Medal e la Centenary Medal della Royal Photographic Society e, dal 2019, è incluso nella International Photography Hall of Fame.
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