Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image PREMIUM

Un murale di Tom Feelings nel National Underground Railroad Freedom Center di Cincinnati sulla schiavitù negli Usa

© National Underground Railroad Freedom Center, Cincinnati

Image PREMIUM

Un murale di Tom Feelings nel National Underground Railroad Freedom Center di Cincinnati sulla schiavitù negli Usa

© National Underground Railroad Freedom Center, Cincinnati

Sulle orme dell’Underground Railroad, la rete clandestina che salvò dalla schiavitù migliaia di afroamericani

Nell’Ottocento il linguaggio ferroviario usato per descriverla fungeva da metafora e codice segreto, permettendo ai fuggitivi di spostarsi nel Nord degli Stati Uniti e in Canada, dove potevano essere liberi

L’Underground Railroad fu una delle più articolate forme di resistenza alla schiavitù nel Nord America a ridosso della guerra civile (1861-65). Era una rete clandestina di persone, luoghi e risorse che aiutò migliaia di fuggitivi che dagli Stati del Sud cercavano di raggiungere il Nord e il Canada, dove la schiavitù era già stata abolita. Il linguaggio ferroviario usato per descriverla fungeva da metafora e codice segreto. La rete si sviluppò soprattutto nelle aree di confine con gli Stati abolizionisti, sfruttando corridoi naturali come il fiume Ohio. Questa complessa vicenda è stata raccontata dallo scrittore Colson Whitehead nel suo romanzo La ferrovia sotterranea (Sur, 2017), Pulitzer per la narrativa nel 2017, da cui è stata tratta anche una miniserie. Lungo il percorso i fuggitivi trovavano rifugio in luoghi che offrivano assistenza. Era un sistema illegale basato sulla fiducia e su tappe successive, che garantiva sicurezza limitando le informazioni condivise. Proprio il suo carattere segreto rende oggi complesso il lavoro degli studiosi. Tuttavia, il rinnovato interesse per gli studi sulla diaspora africana in Nord America ha favorito una riscoperta di questa storia e la valorizzazione dei luoghi legati alla Underground Railroad attraverso musei, percorsi e iniziative educative, con l’obiettivo di rendere visibile una vicenda a lungo rimasta ai margini della narrazione ufficiale. 

Gran parte delle conoscenze sulla Underground Railroad deriva da fonti scritte frammentarie e dalla storia orale, contribuendo alla diffusione di un immaginario potente ma anche di miti difficili da verificare. L’archeologo Michael S. Nassaney, che ha condotto ricerche in Michigan, spiega che chiunque lavori su questo tema si confronta con «molto folklore», fatto di racconti di tunnel scomparsi e case distrutte. La ricerca storica e archeologica ha mostrato come la rete fosse composta da luoghi diversi: chiese abolizioniste, istituzioni educative, abitazioni private e comunità di neri liberi. Diverse ricerche hanno confermato il ruolo delle chiese, mentre le case private sono più difficili da identificare, ad eccezione di quelle legate a figure note come Harriet Tubman, la cui casa di Auburn, nello Stato di New York, fu un luogo di accoglienza per decine di uomini e donne e oggi è un museo. Un ruolo fondamentale fu svolto anche da comunità di neri liberi come Timbuctoo, nel New Jersey, oggetto di recenti ricerche archeologiche. «Tutte le attività umane lasciano qualche tipo di evidenza materiale», spiega Nassaney. In Michigan, il suo lavoro si è concentrato su ricognizioni di superficie: «Camminavamo nei campi arati cercando tracce di attività umana. Abbiamo trovato ceramiche, chiodi, vetro, materiali databili alla metà del XIX secolo». Questi resti suggeriscono abitazioni non registrate: «Abbiamo escluso che fossero case di coloni bianchi euroamericani perché non compaiono nelle mappe», racconta Nassaney. Ma arrivare a delle conclusioni non è semplice: «Non esiste una corrispondenza uno a uno tra un ritrovamento di oggetti e un gruppo specifico. Un contadino bianco povero e dei “freedom seekers” potevano lasciare tracce molto simili». Per questo l’archeologia deve dialogare con documenti storici, mappe e fonti giudiziarie.

Negli ultimi decenni, il National Park Service ha creato il programma Network to Freedom, che riconosce i siti dell’Underground Railroad sulla base di criteri rigorosi. «Per essere inseriti nella lista servono documenti, associazioni chiare con individui noti. Non basta una storia tramandata», sottolinea Nassaney. Musei e istituzioni culturali svolgono un ruolo fondamentale nel rendere accessibili questi risultati. Il National Underground Railroad Freedom Center di Cincinnati è uno dei principali esempi. Novella Nimmo-Black, che organizza visite guidate e programmi culturali, descrive il loro approccio come un equilibrio tra reperti, ricerca e narrazione: «Abbiamo manufatti, ma anche conoscenza. E lavoriamo per spiegare che l’Underground Railroad era soprattutto un movimento di giustizia sociale fatto di persone disposte a rischiare la propria vita per aiutare qualcun altro a ottenere la libertà». 

Maurita Cardone, 27 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Al di là dell’Atlantico febbraio è il mese dedicato al contributo degli afrodiscendenti alla storia americana, dalla guerra d’indipendenza al movimento per i diritti civili. Ma ora la ricorrenza rischia di restare in ombra

Anche in Nord America ed Europa, il settore culturale è sotto pressione su temi considerati «controversi» come giustizia razziale, Palestina, identità queer o eredità coloniale. Serve un Piano d’Azione, come evidenziato dall’organizzazione Artists at Risk Connection

In contemporanea con Art Basel Miami, l’Institute of Contemporary Art inaugura la nuova stagione espositiva con due figure emblematiche dell’arte americana

Sulla scia del grande interesse internazionale per l’arte finlandese, il museo newyorkese presenta la più grande retrospettiva negli Stati Uniti dell’autrice di oltre 40 autoritratti 

Sulle orme dell’Underground Railroad, la rete clandestina che salvò dalla schiavitù migliaia di afroamericani | Maurita Cardone

Sulle orme dell’Underground Railroad, la rete clandestina che salvò dalla schiavitù migliaia di afroamericani | Maurita Cardone