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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliUn’équipe di archeologi subacquei indiani e danesi perlustrerà al largo delle coste indiane il relitto di una nave danese del XVII secolo, l’Oresund, allo scopo di approfondire un capitolo semisconosciuto della presenza europea in Asia meridionale in tempi antichi. L’Oresund naufragò nel 1619 al largo di Karikal (attualmente Karaikal), nel territorio di Pondicherry. Ne dà notizia un articolo pubblicato sul sito del quotidiano francese «Le Figaro» scritto in collaborazione con l’Agence France Presse (Afp).
Rasmus Abildgaard Kristensen, ambasciatore della Danimarca a Nuova Delhi, ha dichiarato il 17 giugno che questo progetto consentirà ai due paesi di unire le forze per studiare il relitto della nave. I ricercatori sperano che questi scavi possano gettare nuova luce sulle prime attività commerciali danesi in India, un periodo spesso oscurato dalla più ampia storia coloniale di Gran Bretagna, Francia, Portogallo e Paesi Bassi.
Il Servizio archeologico indiano e il Museo Nazionale della Danimarca di Copenaghen hanno firmato il 15 giugno un accordo relativo a uno «scavo archeologico subacqueo congiunto» dell’Oresund. «L’Oresund occupa un posto importante nella storia marittima, poiché è la prima nave danese di cui si abbia notizia ad aver raggiunto l’India», ha sottolineato il Ministero della Cultura indiano.
La Danimarca fondò il suo primo avamposto commerciale in India nel 1620, un anno dopo il naufragio dell’Oresund, a Tranquebar (oggi la città di Tharangambadi, nel Tamil Nadu). Il forte danese è ora stato trasformato in museo. Si ritiene spesso che i legami tra l’Europa e l’India abbiano avuto inizio nel 1498, quando il navigatore portoghese Vasco de Gama doppiò la punta meridionale dell’Africa per raggiungere Calicut, oggi Kozhikode, nel Kerala.
Ma i legami con l’India risalgono a molto prima. Già da secoli gli europei intrattenevano contatti indiretti con l’India attraverso reti commerciali, grazie a mercanti arabi, persiani e mediterranei che vi transitavano attraverso il Mar Rosso.
L’anno scorso, la Marina indiana ha fatto navigare fino all’Oman, in una missione di archeologia sperimentale, una nave tradizionale in legno «cucita» lunga 20 metri, il cui scafo era assemblato con corde in fibra di cocco. Il viaggio, volto a ripercorrere le rotte effettuate oltre due millenni fa, tendeva a rievocare l'epoca in cui i marinai indiani intrattenevano regolari rapporti commerciali con l'Impero romano, nonché con il Medio Oriente e l’Africa.
Vittorio Bertello
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